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- Scritto da Flap
“Passione continua”
Il verde Racing, quello tanto caro a Peppino Pattoni per molti è una nuova scoperta abituati ad abbinare il colore dell’erba a una delle sorelle Giapponesi.
A guardare la foto della moto originale non ci si crede molto. Pesante e goffa come se fosse stata scavata dal pieno. Ricavata idealmente da un unico blocco di metallo. In effetti di questa Yamaha Xj 650 non ho molti ricordi di gioventù (mia) e di esordi (suoi) segno che forse il segno proprio non lo ha lasciato.

Sarà che la fiera è meno patinata di quella fighettosa all'ombra della Madunina, sarà che le moto in esposizione sono quelle da biker ruspanti e un po' da "vita maleducata" come canta il buon Vasco Rossi, ma le ragazze del Bike Expo assomigliano un po' più a delle bad girl, ammiccanti, provocanti, imbronciate, tatuate, irriverenti, ma comunque... irraggiungibili!

Di nuovo a spasso per la fiera di Verona, quella che potrebbe essere dichiarata il più grande bazar italico dedicato al biker e al suo ego, una passeggiata degna delle migliori fiere, tra profumi di carne alla griglia, belle ragazze che ti rubano lo sguardo, e creature su due ruote che paiono atterrate da un altro mondo... o da un'altra epoca.
“Epifania, tutte le feste le porta via.”
La Befana chiude quel periodo di feste Natalizie che quest’anno in Lombardia hanno regalato ai motociclisti giornate di sole che, seppur fredde, hanno permesso a molti di far girare le ruote e fare “Moto” per smaltire il panettone.
Sulla Nine-T era stato detto e scritto di tutto prima ancora che se ne conoscesse l’immagine finale. Difficile quindi scrivere oggi qualcosa di originale, ma il fascino di questa BMW è indiscutibile e lo si vede dagli sguardi che rubi ai semafori, dai commenti appena la parcheggi o semplicemente ascolti le domande di chi la scambia per una special; già in fondo l’idea di fondo della Nine-T è proprio questo, essere una special di serie.
“Le moto dell’Artista”
RUMI un marchio Italiano, figlio di quella Bergamo del dopoguerra, scomparso che echeggia nei racconti di chi ha avuto il piacere di sentire quell’inconfondibile rumore uscire dalle marmitte di quel bicilindrico che negli anni ’50 era sinonimo di sportività e avanguardia.