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- Scritto da Wolf
MotoGP a Sepang diventata il momento di acuto stagionale per Maverick Vinales, un percorso di crescita arrivato troppo tardi, ma che ha permesso allo spagnolo della Yamaha di dominare la gara.
Sul circuito Piero Taruffi di Vallelunga si è svolta l’ultima tappa dell’ELF CIV 2019. In gara 1 della SBK nonostante il titolo già conquistato nella tappa del Mugello, Michele Pirro in sella alla Ducati del team Barni ha vinto la gara per distacco davanti a Lorenzo Savadori su Aprilia M2 Racing.
Otto titoli mondiali a soli 26 anni, il talento di Marc Marquez raggiunge l’apice quando ha già in cassaforte più della metà dei titoli di Giacomo Agostini e uno solo in meno di Valentino Rossi. È un dominio consolidato, una dimostrazione di forza che si chiude con quattro gare MotoGP ancora da disputare.
Jonathan Rea si laurea campione del mondo con due round di anticipo, con cinque titoli mondiali Superbike consecutivi il nord irlandese entra nella leggenda delle corse mostrando che anche a parità di moto e di velocità, il vero talento è fatto di testa, consistenza e tenacia.
Marc Marquez demolisce il gran premio di Aragon, e la MotoGP si risveglia da un sogno di qualche gara dove il trono è stato traballante, ma a dare uno sprazzo di gioia a questa domenica incolore ci pensa Andrea Dovizioso, risorge dalle retrovie e dà un tocco di rosso alla domenica spagnola.
Duro, coriaceo, insaziabile, scaltro, Marc Marquez vince di forza questo MotoGP di Misano, battendo all’ultimo giro la resistenza di un Fabio Quartararo che si dimostra sempre più il futuro di questa MotoGP, paladino della Yamaha e di tutti quelli che vorrebbero l’interruzione di un dominio che sembra sempre più lontano dal tramontare. Week end appannato per le Ducati, Valentino Rossi ad un passo dal podio.
A Portimao Alvaro Bautista è stato protagonista del suo vero grande ritorno alla Superbike, dopo alcune gare che hanno segnato il suo percorso verso il titolo e dopo le note vicende di mercato che lo hanno visto protagonista, la sua vittoria di Gara2 ha ripreso quel percorso però tardivo ad arginare Jonathan Rea, che anche per questo round se ne va con le azioni in rialzo per questo campionato mondiale Superbike, quinto titolo ipotecato? Largo alla scaramanzia!
Per due stagioni è stato l'enfant prodige del motociclismo mondiale, con due titoli della Moto2 in tasca era sbarcato su una Yamaha M1 del team Tech3 dove aveva fatto vedere i sorci a tanti piloti, uno dei pochi a non mostrare alcun rispetto reverenziale per le sportellate di Marc Marquez. Oggi lo stesso pilota getta la spugna, lasciando libera una sella ufficiale ben pagata, quella della KTM, da possibile protagonista, con la seria possibilità di restare in vacanza per un anno.
Con tre round di anticipo Tim Gajser si è laureato campione del mondo della MXGP, riportando il titolo in casa Honda. Il titolo è arrivato dopo 9 vittorie in campionato, che hanno chiuso i discorsi con Febvre, Herlings e il nostro Tony Cairoli che ha chiuso anzitempo la stagione. C'è quel po' di italianità in questa vittoria visto che a supportare Gajser c'era il team italiano Giacomo Gariboldi.
Nel round di Imola era sufficiente un ottavo posto per portare a casa il titolo, ma partito con la giusta energia è incappato in uno scontro, faticando poi a recuperare, ma arrivando al traguardo al quinto posto sufficiente per festeggiare la corona mondiale. Nella seconda gara ormai il più era fatto, e con la libertà di correre senza grosse pressioni Gajser se l'è giocata per lo più con Seewer, portando a casa una seconda posizione dopo una lotta all'ultimo tassello.
Ma al campionato mancano ancora come detto tre round, e alla casa dell'ala dorata interessa molto quel titolo costruttori ancora in palio, quindi difficilmente vedremo un Gajser sazio nel round in Svezia.
Foto di Fabio Baratti
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Alla vigilia del Gran Premio di Silverstone Yamaha fa i conti con il rincorrersi di voci e dichiarazioni in relazione alla crisi che ha colpito la casa di Iwata. Il digiuno di successi che l'ha colpita ha dato il via alla ricerca di colpe e colpevoli, coinvolgendo a tratti anche il nove volte campione del mondo Valentino Rossi, con continue allusioni sul suo possibile ritiro, che se non lontano, sicuramente non ha ancora una data.
Un finale adrenalinico vissuto in totale sospensione ha decretato una delle vittorie più belle di Andrea Dovizioso e della Ducati nel MotoGP in Austria, l'ombra della scorsa settimana sulle spalle di Marc Marquez è diventata una presenza concreta, di forza, aggressiva, con una vittoria che ha raddrizzato un week end pieno di veleni in casa Ducati.