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- Scritto da Wolf
Sulla pista di casa delle rosse è il verde il colore dominante, una doppietta di Jonathan Rea traccia un segno pesante sull'ipoteca al titolo 2016, mentre le Ducati incappano in un week end difficile e amaro.
Giornata di riscatto e di dolore per la perdita di Luis Salom, per Valentino Rossi che festeggia sommessamente insieme ai compagni di podio, con una gara da grande spolvero, mentre Marc Marquez accetta la resa delle armi tattica che fa più paura di una vittoria. Jorge Lorenzo segna uno zero incolpevole, atterrato dal solito Andrea Iannone.
I primi due round del CIV 2016 si sono disputati in condizioni a dir poco proibitive. Ad esclusione di un Venerdì asciutto quasi per miracolo, le gare di Sabato e di Domenica si sono corse sotto pioggia battente e con pista allagata. Il talento, come sempre accade, è emerso prepotentemente soprattutto in SBK dove Michele Pirro ha dominato entrambe le gare dal primo giro.
Doppietta imperiosa di Chaz Davies e della Ducati Panigale numero 7, che per festeggiare i 90 anni della casa bolognese regala una prestazione meravigliosa e una festa colorata di rossa sul circuito di casa. Inseguono senza poter arginare lo strapotere desmodromico Jonathan Rea e Tom Sykes, ma in questo week end il verde non era il colore vincente. Argina Rea che tiene ben salda la testa del campionato.
Domenica da pazzi sul circuito spagnolo, dove gli spagnoli abdicano almeno per una Domenica al vecchio leone, che scappa come una gazzella e se la ride come una jena. Un circo che ha proposto emozioni solo per quanto riguarda il dottore, e... per quella dichiarazione di Jorge.
E' il solito show di Marc Marquez, veloce e imperioso giro dopo giro fino alla linea di traguardo, mentre dietro di lui, anche in classifica, nessuno tiene testa alla sua consistenza. Cade Rossi, buttato a terra Dovizioso, e Lorenzo torna in partita... ma forse con la maglia sbagliata.
Inizio di campionato all'insegna di Jorge Lorenzo. In una gara poco spettacolare a Losail mette in riga tutti con il giro record a fine gara e con il gesto che indica "bocche cucite" mette in chiaro quanto creda in sé e nella sua prestazione. Dietro a lui un Dovizioso risorto dalle ceneri regola un Marc Marquez che a fine gara non riesce ad avere la solita incisività. Resta giù dal podio Valentino Rossi.
Dopo tutte le parole fuori dalla pista, o per lo meno fuori dalla gara, ci si attendeva un inizio più esplosivo per questo campionato 2016, forse a questa gara è mancato Valentino Rossi, mai in grado di insidiare il gruppo di testa. Abituati con i primi due round della Superbike, i pochi sorpassi hanno caratterizzato una gara piuttosto sonnacchiosa, ma non certo priva di spunti.
LA GARA
La gara è partita all'insegna delle Ducati, Jorge scatta bene ma alla prima entrata sul rettilineo principale le due Ducati attaccano il turbo e bruciano la Yamaha portandosi via tutti gli adesivi. Dietro inseguono Rossi e Marquez. La battaglia principale nei primi giri è tra Iannone e Dovizioso, battaglia alla fine vinta da Lorenzo, che a metà gara brucia i due ducatisti, non prima che Dovizioso riuscisse a sopravanzare il compagno.

Mentre tutti attendono una fuga di Jorge, le due Ducati tengono il passo e si appostano sul codone della M1, in attesa del momento giusto. Ma Andrea Iannone perde l'anteriore e finisce a bordo pista, a piedi.
Marquez passa Rossi e inizia un infinito trenino con il solo Rossi a fare il tira e molla, allontanandosi e poi avvicinandosi al codone di Marquez. Solo negli ultimi giri qualcosa cambia, Jorge spreme tutto dalla moto e piazzando il giro veloce si allontana a un paio di secondi dagli inseguitori. Marquez si avvicina a Dovizioso, lo insidia, prepara l'attacco, lo studia e alla fine come prevedibile si infila in un piccolo spazio. Il copione è il solito, Marc sembra destinato al secondo gradino, ma il gran motore della Ducati permette di non perdere il contatto, di avvicinarlo e addirittura di fulminarlo di motore sul rettilineo all'entrata dell'ultimo giro. Poi è tutto un lavoro del Dovi di taglia e cuci per tenersi abbottonato ai cordoli e non lasciare fessure per Marquez.

CONFERME NEL RISULTATO
Jorge Lorenzo è la grande conferma e certezza di questo GP, dove il grosso non lo ha fatto in pista, ma al box con la scelta azzardata della gomma, la soft al posteriore. Mentre i suoi avversari pincipali andavano prudentemente sulla hard, lui giocava tutto sulla resistenza della nuova Michelin, scelta ripagata ampiamente, la gomma francese è un portento.
Se la conferma di Jorge Lorenzo non sorprende, tutti attendevano invece conferme sullo stato di forma di Marquez con la Honda, le Ducati e Vinales sulla Suzuki. Tutti promossi alla fine, impressionante di sicuro il super motore della Ducati, di nuovo in grado di bruciare tutti sul rettilineo, ma senza far rimpiangere le giapponesi tra i cordoli. Bene anche Marquez e la Honda, che nel week end hanno recuperato tanto, quasi a poter pensare di poter vincere la gara, ma con un duo così in forma come quello di Lorenzo-Yamaha, ha dovuto presto rivedere le sue priorità. Certo, una Ducati così consistente e veloce non era prevista forse.
Nemmeno Vinales ha deluso così tanto. Certo, lontano da quella prima fila da cui era partito, ma in molti attendevano una caduta di prestazione durante la gara della Suzuki, molto più importante, mentre una sesta posizione non è davvero da buttare via, appena dietro a tutti i piloti dai nomi più altisonanti.
Dietro a questi poche notizie, arrancano le giapponesi clienti, non si vedono e non si fanno vedere. Manca un buon piazzamento di Scott Redding, che nei test aveva fatto pensare a grandi risultati. Incolore anche Pedrosa, che forse è contento di questo quinto posto su un circuito che non gli è amico.
Chi è mancato più di tutti? Valentino Rossi, che su questo tracciato solitamente sale sul podio.

Tutti ora attendono il responso sul contratto da parte di Jorge Lorenzo, che con il suo atteggiamento a fine gara, il gesto delle bocche cucite, e la richiesta del contratto da Yamaha per poi non firmarlo, sembra in delirio di onnipotenza... forse con tanto di ragione? Andare in Ducati a fare quello che Valentino non è riuscito a fare, forse è una tentazione irresistibile?
Prossimo appuntamento doppio evento tra due settimane con la Superbike ad Aragon e con la MotoGP in Argentina.
Wolf

Risultati e classifica gara del Qatar
Il buongiorno si vede dal mattino e la Superbike ci ha suonato due splendide sveglie in questo week end thailandese, una sveglia tutta verde, ancora due gare spettacolari con un confronto maschio tra i due alfieri della kawasaki Jonathan Rea e Tom Sykes.
Non si può dire che siano state due gare al livello di spettacolarità di quelle di Phillip Island, colpa del dominio più marcato delle verdone di Akashi, ma di sicuro non hanno lasciato l'amaro in bocca, per lo meno se non si è di una tifoseria ben precisa, dipinta di rosso. Non che la gara delle due Ducati, o meglio quella di Chaz Davies, siano state completamente deludenti, ma di certo non hanno tenuto tutti col fiato sospeso come quelle di Phillip Island.

Antefactor, come si usa dire di questi tempi, è quello di un week end che fino allo start di Gara 1 ha parlato olandese, quello del giovane Va der Mark e del team Honda Ten Kate. In molti avrebbero giurato che l'exploit di Phillip Island del duo formato da un giovane pilota olandese e da una vecchia moto giapponese, fosse qualcosa di irripetibile, un'anomalia sistemica come avrebbe detto l'erchitetto di Matrix, che presto sarebbe stata compensata, ma evidentemente qualcosa è cambiato, in tutte e due. La CBR1000RR SP, ringalluzzita dall'intervento della Honda Europe è qualcosa di meglio, più affilato, più potente anche di motore.
Nuotano e annaspano invece nel calore thailandese le due Ducati, che per tutti i test e la Superpole provano a trovare un setting adatto al Chang Circuit.
Il problema però arriva allo start, quando le due saette verdi fanno valere la consistenza più che l'exploit, specialmente Tom Sykes, deciso in tutti i modi a non farsi ingurgitare dal compagno di squadra. Gara 1 è una faccenda tutta verde, i due piloti d'oltremanica lasciano presto la compagnia, lasciano il giovane Van der Mark e se la vedono tra di loro. Potrebbe sembrare che Rea giochi al gatto col topo, ma non è facile in una pista stop & go come quella thailandese sfilare Tom Sykes, pilota che dello stop & go è il re. Le sue staccate da far arricciare il pneumatico anteriore e le sue ripartenze che arricciano quella posteriore fanno faticare Rea, che lo supera a poche tornate dal termine, andando a vincere Gara 1.

Gara 2 sembra riproporre la stessa musica, i due piloti della verdona scappano, Van der Mark insegue, Rea tiene il passo e studia il mascellone. Ma qualcosa cambia, qualcosa che irrompe nelle prime posizioni inaspettato. E' Chaz Davies ad un certo punto a svegliare tutti. Mentre Tom rallenta il ritmo, Chaz arriva su Van der Mark, lo passa e poi chiude coi primi. E' una bella bagarre quella che inizia a sei giri dal termine, con Rea che decide di rompere gli indugi e prova a passare Sykes, ma questo genere di staccare non sono del suo solito repertorio, va lungo e lascia sfilare anche Davies.
Inizia una lotta indemoniata, con Chaz che ci prova su Tom, unico ad avere una staccata paragonabile, ma la Panigale ha un po' il fiatone e torna Rea, passa Chaz e si mette sulla ruota di Sykes. Tutti a dire "ecco gara fotocopia, adesso se lo mangia". Invece no, un grande immenso Tom rintuzza tutti gli attacchi, chiude le porte, ripassa quando è soprapssato e non molla fine all'ultima curva, con una concentrazione, un coraggio e una tenuta granitica! Gara 2 memorabile!!!
Ecco, è lui l'eroe del Chang, il mastino in grado di tenere testa a quel fagocitatore di punti che si chiama Jonathan Rea, intenzionato a dominare il campionato, ma forse molto più al limite di quanto lascino intendere i punteggi.

Salgono quindi di gradimento Tom Sykes, che non si da per vinto, Chaz Davies che combatte con una Panigale difficile fino a portarla a podio in Gara 2, il giovane Van der Mark che fa finalmente sognare i tifosi dell'ala dorata, l'Aprilia che si affaccia nei primi dieci con due buone gare e si prenota per un miglioramento costante.
Kawasaki ancora troppo superiore.
Scendono le Yamaha, Hayden, le BMW Althea, relegate nelle stesse zone della volta scorsa, senza veri accenni a fare un passo in avanti, senza acuti. Cala anche la MV Agusta di Leon Camier, l'ombra della moto vista a Phillip Island. Negativo il week end di Davide Giuliano, partito bene in entrambe le gare, butta via Gara 1 scivolando alle spalle di un coriaceo Chaz Davies, mentre in Gara 2 scivola al 10 posto.
Due belle gare, non al livello di quelle australiane, ma non si può sempre avere l'eccellenza. Non resta che attendere Aragon per sapere se Jonathan è davvero battibile o sarà un dominio annunciato.
Prossimo appuntamento con il via della MotoGP a Losail tra una settimana.
Wolf

Classifica Campionato dopo 2 Round

E' cominciata! La stagione 2016 di gare ha fatto irruzione nel digiuno invernale a colpi di carena, con due splendide gare del campionato mondiale Superbike. Un Jonathan Rea caparbio e talentuoso ricomincia da dove aveva lasciato, con un dominio e una sicurezza che gli sono valse la corona 2015. Chi lo insidia? Ancora lui, Chaz Davies, un ducatista verace!
Potremmo quasi riassumerla così la due giorni di gare della Superbike, eh già perchè oltre al debutto di qualche nuovo team e della Yamaha, ha debuttato anche la nuova formula che sposta Gara 1 al Sabato, e le prove di qualifica al Venerdì, allungando il week end per gli appassionati in pista... e sul sofà! Già giusto, perchè qualcuno li considera appassionati "di seconda scelta", ma a quanto pare gli sponsor che pagano il circus non la pensano proprio così.

Comunque in pista si sono accese subito le micce, con due gare esplosive, quasi fotocopia, se non fosse stato per il finale di Gara 2, dove un mediterraneo, un ispanico, un caliente Chaz Davies, hanno infiammato una battaglia all'ultima staccata con Jonathan Rea. Entrambe le gare hanno visto una partenza in gruppo, con un trenico composto da Sykes, di nuovo mister Superpoleman, Rea, Davies, Giugliano, Hayden, Guintoli e... lui, l'intruso, il pazzo talentuoso che ha dato una gran spolverata alla Honda CBR 1000 RR, Michael Van der Mark.
Entrambe le gare hanno visto questo filotto sgranarsi giro dopo giro mentre le gomme degradavano, con il solito Tom in difficoltà su questo circuito, ma non tanto lontano al traguardo dai primi. I tre mattatori però che dopo metà gara hanno infiammato il pubblico sono stati Jonathan Rea, il professore, Chaz Davies, freno a martello, e Van der Mark, il marmocchio impudente. Per metà gara i tre se le sono date di santa ragione, con Rea impegnato come non mai a frenare i due inseguitori, un Chaz Davies che davvero si laurea come miglior staccatore del campionato, tanto che forse a San Brembo apriranno un fascicolo su di lui, e Van der Mark incredibile su una Honda che tutti continuano a indicare come Cenerentola tra le moto.

In realtà durante il week end la moto di Tokyo non ha per nulla sfigurato, rischiando addirittura di far fare doppietta al team Ten Kate in Gara 2, dove la new entry Nicky Hayden si è fatto soffiare il podio solo all'ultima curva. Ma è stato il giovane olandese a impressionare, mettendo davanti a tutti la moto in Gara 2 per diversi giri, forse si invitato da Rea e Davies a tirare un po' la gara, ma comunque coriaceo e incollato agli scarichi del vincitore fino al traguardo.
In entrambe le gare si è vissuto lo stesso momento, con Chaz Davies sulla Ducati Panigale che ci prova all'ultimo giro a soffiare il gradino più alto del podio dopo aver passato gran parte della gara ad annusare gli scarichi della verdona, ma mentre in Gara 1 va solo un po' largo e Rea mostra i muscoli passandogli sulla ruota, in Gara 2 il gallese mette la moto a bandiera in maniera esagerata, gran spettacolo ma passa Rea e la moto di sdraia bordo pista. Arriverà 10°. Ma che adrenalina ragazzi!
Gare che hanno mostrato subito tanto del potenziale in pista. Kawasaki+Rea sempre duo granitico, Ducati molto migliorata con un Davies da urlo (ma meglio diventi più calcolatore), Giugliano in una veste più matura e zen... forse, ma soprattutto le novità vengono da Honda e Yamaha.
La moto di Tokyo si è presentata molto più in forma, con il giovane Van der Mark in cresita, ma soprattutto con un Nicky Hayden che nonostante la prudenza del debutto si sta adattando molto velocemente alla derivata di serie.
Yamaha invece porta in pista una moto che mostra già grande maturità, Sylvain Guintoli gira tutta la gara con i primi e non perde mai il treno.

In grande spolvero anche la MV Agusta di Leon Camier, che in Gara 1 arriva settima non lontana dai primi. Purtroppo in Gara 2 si deve fermare per un problema. Pessima prestazione invece per Aprilia, ancora troppo acerbo questo progetto messo su di fretta, per ora solo per riempire la griglia. A Noale dovrebbero tenere d'occhio il ritorno mediatico negativo che potrebbero avere se sottovalutassero la situazione.
Gare belle e spettacolari, che fanno ben sperare per il 2016. Formula dei due giorni? Ne promossa ne bocciata, attenderemo anche la corretta copertura mediatica del campionato, al palinsesto TV per ora manca la capacità di trasmettere il contorno.
Prossimo appuntamento tra due settimane per il round tailandese, ancora con la Superbike
Classifica Gara 1
Classifica Gara 2
Classifica Mondiale
Wolf


Pochi giorni allo spegnimento del semaforo della 29^ stagione del Campionato Mondiale Superbikle, il massimo campionato delle derivate di serie, che tra formule alchimistiche e cambi di schieramento, cerca una via di uscita da una crisi di identità. E' proprio il caso di dire... tempi che corrono!
Il riassunto è tutto qui: fuori Suzuki, dentro Yamaha, Aprilia tirata dentro per i capelli e KTM mai pervenuta.
A volte la verità sta tutta in una pillola come si suol dire, ma dare un'occhiata alla complessa formula che si concentra in così poco spazio fa capire meglio se parliamo di positivo o negativo, tra benefici ed effetti collaterali di un'amara medicina. I tanti cambi di regolamento e la forzatura fatta per rendere più "povere" le Superbike allontanandole dalla nobile MotoGP evidentemente non ha portato buoni risultati, ma dipende dall'obbiettivo che si voleva raggiungere.

PIANO MARSHALL
La Superbike non ha mai avuto necessità di piani di salvataggio e di mergenza per evitare l'abbandono dei grandi nomi, ora qualche magheggio Aprilia è stata acchiappata con tutti e due i piedi già fuori dall'uscio e trascinata dentro. La casa di Noale era già traslocata con tutta la mercanzia in MotoGP, con nessun piano per supportare le RSV4RF in Superbike, ma mamma Dorna è intervenuta, invitando Ioda Racing a spostarsi in Superbike e prendersi cura di Aprilia, lasciando libero il posto in MotoGP per l'imminente arrivo di KTM. Insomma un giro delle tre carte che ha molto di artefatto, speriamo almeno che le RSV4RF non vaghino incolori per i circuiti.
Risuonano le parole di Paul Denning che commentando la nuova disposizione del week end di gara, di cui il team manager inglese è entusiasta, con le quali sottolinea anche che fin qui la Dorna non sembrava aver compreso il campionato Superbike, aggiungiamo noi "in effetti...".
Difficile dire se la perdita di interesse di alcune aziende (BMW, Aprilia, Suzuki, KTM) e di sponsor sia dovuta alla crisi del mercato o alla crisi di indentità (ricerca del primato tecnologico applicato alle moto di serie) del campionato. Un dubbio viene quando 3 delle 4 aziende citate decidono di investire molti più soldi di quelli che spendeva in Superbike nella costosa MotoGP, con improbabili ritorni commerciali.
Non si sono persi solo moto ma anche piloti. Passati ad altri campionati o rimasti a piedi protagonisti molto conosciuti e amati in Superbike del calibro di Leon Haslam, Eugene Laverty, Loris Baz, Michel Fabrizio, Marco Melandri.

PROVACI ANCORA SAM
Ora non resta da vedere se il piano di salvataggio e il cambio di regolamento daranno qualche frutto. I precedenti cambi di regolamento, tagli al comparto tecnico, cambio degli orari delle gare, lunghe pause nel calendario, perdita di alcuni circuiti istituzionali e il passaggio alla noiosa qualifica della MotoGP, avevano di sicuro reso meno appetibile il campionato. Il conseguente abbandono di presenze ufficiali come BMW, avevano tolto altro pepe.
Nuovo stravolgimento che posizionano la Domenica solo Gara 2, mentre Gara 1 viene anticipata al Sabato insieme alla Superpole (ancora quella noiosa). I promotori e molti altri giurano che aumenterà lo spettacolo, permettendo ad organizzatori e media di allungare lo spettacolo, con interviste e più interazioni tra pubblico e piloti per chi sarà sul circuito. Altri, come alcuni circuiti, contestano. Solo il tempo ci dirà chi ha ragione, speriamo arrivi la fine della caduta e l'inizio della risalita.
Chi dice che il progetto Dorna è fallito però forse sbaglia, perché di sicuro le due serie sono più distanti e la MotoGP è in risalita. Le case in MotoGP e i privati in Superbike, così aveva tuonato il CEO di Dorna all'indomani dell'acquisizione della SBK, e con nostro sconforto così è accaduto. Un fuggi fuggi generale degno di un piano di evaquazione!

SI SPEGNE IL SEMAFORO
Parliamo anche di moto, piloti e gare?
In pista vedremo un po' di novità, la principale che potrebbe aggiungere, o sostituire, del pepe per il 2016 è l'entrata di Yamaha con il team di Paul Denning. In sella l'ex campione del mondo Sylvain Guintoli e Sam Lowes, talentuoso e irruento pilota inglese che dopo anni deve abbandonare Suzuki. Altra new entry per il team Honda Ten Kate è Nicky Hayden che porta con sé oltre a grande esperienza e talendo, anche un titolo mondiale MotoGP e un Superbike AMA. Affiancherà la giovane promessa Michael Van der Mark atteso alla maturità, CBR1000RR permettendo.
I due team protagonisti della scorsa stagione restano invariati, con Jonathan Rea e Tom Sykes in sella alla Kawasaki ZX10R e Chaz Davies con Davide Giugliano sulla Ducati Panigale. Aprilia abbandona ufficialmente, ma prende in gestione le RSV4RF il team Ioda Racing, mettendo sulle moto di Noale il fresco campione del mondo Superstock Lorenzo Savadori e Alex De Angelis.
Un buon acquisto per BMW Motorrad è il team Althea di Genesio Bevilacqua, un team che già in passato è stato capace di evidenziare grandi capacità e vincere più del team ufficiale. Porterà in pista le S1000RR che forse torneranno ad essere protagoniste, in sella ci sarà Jordi Torres e il tedesco Markus Reiterberger. MV Agusta conferma in sella Leon Camier, pilota veloce che attende finalmente di avere una moto su cui evidenziare tutte le sue capacità, ci sarà ad aiuralo il prezioso contributo di Giovanni Cuzari e del team Forward Racing. Peccato non abbiano concluso l'accordo con Marco Melandri.

Insieme a questi team ufficiale e semi ufficiali, vedremo anche il Team Pedercini (Kawasaki), Team Go Eleven (Kawasaki), Barni Racing Team (Ducati), Grillini Racing Team (Kawasaki) e Milwaukee (BMW).
Il nuovo programma del week end prevede il Venerdì prove libere valide per le qualifiche, il Sabato mattina la Superpole dalle 10 e 30, mentre alle 13 lo start di Gara 1. La Domenica mattina WarmUP, mentre sempre alle 13 lo start di Gara2.
14 le date a partire da Phillip Island il 27 Febbario e chiusura in Qatar il 30 di Ottobre con, ancora purtroppo, una voragine chiamata pausa tra fine Luglio (Monza) e metà Settambre (Lausitz), 8 settimane.
Mancano davvero pochi giorni, si parte il 27 Febbraio da Phillip Island, e per quanto visto nei test sarà ancora Jonathan Rea l'uomo da battere. Pronti a scendere in pista?
Wolf


Finisce così il campionato del mondo 2015, con Jorge Lorenzo che si laurea campione del mondo con il finale più scontato e con una rimonta furibonda di Valentino Rossi fino al quarto posto, non abbastanza per aggrapparsi al velocissimo trio di testa, mentre la rimonta finale di Pedrosa rintuzzata da Marc Marquez getta altra benzina sul fuoco.