Ammettiamolo!!! Siamo abituati alle più disparate iniziative promosse dalla concessionaria “la Bottega delle moto speciali” di Cremona…ma…durante questa afosa estate 2025 l’Exclusive Store Royal Enfield ha saputo nuovamente stupirci!
Siamo tutti concordi che tale realtà da officina meccanica, essendo inoltre (non dimentichiamocelo) un Exclusive store del marchio, non promuove/vende solamente motociclette, accessori e abbigliamento griffato o propone inaugurazioni e test ride dei nuovi modelli del marchio, ma solletica l’orgoglio ed alimenta a 360° la passione legata al mondo delle due ruote motorizzate.
Una dinamicità inarrestabile e creativa a tal punto che nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo visto questa realtà spaziare in innumerevoli contesti: come puntuale e visibile presenza espositiva con il proprio stand durante eventi e manifestazioni territoriali di settore e non solo, tramutarsi e proporsi anche da gattile a set fotografico, a spazio merende e di degustazioni enogastronomiche/birraie territoriali, sino a luogo di raccolta fondi per iniziative filantropiche, scuola di guida, sede dei Riders Enfielder Club Cremona, agenzia viaggi di mototour appenninici, atelier artistico, circolo letterario indirizzato a presentazioni librarie di settore, nonché spazio ideale e redazionale giornalistico per editori, videomaker e motovlogger promotori di accattivanti ed inusuali comparative motociclistiche e non solo.
E tra gli ultimi eventi proposti dall’ Exclusive Store Royal Enfield, non poteva mancare anche una privilegiata occasione d’incontro in “AMBITO MUSICALE”.
Siamo appunto a Cremona, considerata la “Capitale della Musica”, per le numerose botteghe artigiane di liuteria, la scuola internazionale di liuteria, il prestigioso liceo musicale e la facoltà universitaria di Musicologia l’unica esistente in Italia (una sorta di filosofia della musica per diventare critici musicali) …e luogo dove per l’appunto sono nati i violini più belli, quotati e più famosi al mondo: Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù… bisogna anche aggiungere che in provincia c’è un’altra eccellenza legata all’ambito musicale! Precisamente a Crema, dove è ancora viva e feconda la tradizione della costruzione degli organi musicali liturgici e orchestrali e delle campane campanarie. Le botteghe/aziende dei mastri dell’organologia cremasca sono tra le più quotate al mondo. Sviluppatesi dal ‘700 sono i maestri artigiani Inzoli, Benzi, Nicolini, Scotti, Bonizzi, Franceschini e Tamburini, alcuni dei maggiori esponenti che da generazioni custodiscono quest’arte costruttiva e restaurativa, nonché patrimonio culturale ed artistico inestimabile ed internazionale. Ma non solo! In ambito musicale, esiste anche una leggendaria e curiosa storia che sostiene che addirittura la Cornamusa Scozzese (e la tradizione che ne consegue) pare sia stata inventata da un cremonese. Se ne parla dagli anni ‘50, quando grazie alle ricerche di Agostino Cavalcabò (illustre intellettuale e storico cremonese), risultò che sarebbe stato un pifferaio cremonese ad inventare la Cornamusa Scozzese. L’inventore è un certo Pietro Bruni, nato verso il 1475 (figlio illegittimo di un sacerdote) che fu costretto per motivi religiosi a lasciare la città, emigrando all’inizio del 1500 nel Nord Europa (prima in Irlanda e poi successivamente un Scozia) facendosi chiamare inizialmente con il nome storpiato di Mc.Cremon e divenendo successivamente Mc.Crimmon. La sua intuizione fu geniale: aggiungendo alla semplice canna del piffero una sorta di camera d’aria per convogliare l’aria e permettere maggior intensità, volume e durata del suono, intessuta di lana Tartan, cioè la tipica stoffa scozzese (prendendo in esempio le più rudimentali zampogne e le pive tipiche dell’Italia appenninica centro-meridionale tradizionalmente realizzate con pelo di montone), successivamente Pietro Bruni (Mc.Crimmon) aggiunse altri flauti e bocchette di fuoriuscita del suono inventando quella che verrà chiamata Cornamusa Scozzese con il suo caratteristico, inconfondibile e potente suono.
Dopo questa curiosa e doverosa divagazione storico/culturale (per comprendere il fecondo contesto musicale cremonese) tornando a “La Bottega delle Moto Speciali” rimanendo a tema “artistico/musicale”, quest’estate 2025 è stata presentata agli amici ed ai clienti della Royal Enfield di Cremona, una pregiata CHITARRA ELETTRICA PERSONALIZZATA realizzata con abile maestria artigianale da Marco Cominetti (su Facebook: MarKo Minart)…ed appunto omaggiata come attestazione di sincera e disinteressata amicizia e di indiscussa stima ai titolari della concessionaria Davide & Pinuccia.
Tra Marco Cominetti e Davide Rebeccani perdura un’amicizia di lunga data, ovvero quando entrambi erano a stretto contatto ed in servizio nella POLIZIA DI STATO (Davide ricopriva il ruolo di Ispettore Superiore Sostituto Commissario e Responsabile del settore telecomunicazioni, mentre Marco Sovraintendente, Amministratore di rete e Vice-Responsabile del settore telecomunicazioni … al momento Marco è ancora in servizio presso la Polizia Postale e ricopre l’incarico di Vice-Comandante).
Marco Cominetti dalla sua esperienza di musicista chitarrista intrapresa dall’età di sei anni e memore degli insegnamenti acquisiti in gioventù dal padre (abile intagliatore e falegname), all’attivo ha realizzato ad oggi ben sei chitarre elettriche di altisonante fattura ed aventi un curato ed originale impatto estetico ed uno stile inconfondibile. E per l’appunto, ispirandosi al marchio Royal Enfield, ha completato quest’anno mediante un meticoloso e lungo lavoro (durato più di sei mesi) una favolosa chitarra elettrica incomparabile nel suo genere, di inestimabile valore nonché da ritenersi “unica al mondo” …e non è un eufemismo!
Con abile maestria ha realizzato la pregiata chitarra elettrica artigianale omaggiata a “La Bottega delle Moto Speciali”, stando a dimostrare che un hobby non è circoscritto ad una semplice attività fine a sé stessa e/o da considerarsi un banale passatempo per sfuggire dalla noia della quotidianità, ma attesta abili competenze e conoscenze acquisite, che rendono note e concrete: l’ispirazione, l’ideazione progettuale e l’estro geniale dell’artista.
Nello specifico il corpo dello strumento musicale in questione è stato realizzato con tavole di legno di tiglio (legno che dal punto di vista della liuteria è inusuale utilizzare perché difficile da lavorare a meno che non lo si tratti in una particolare maniera) ed il manico con legno d’acero.
Marco ha sottoposto sia le tavole di tiglio che il manico d’acero, al procedimento della torrefazione, in parole più semplici sono stati cotti a diverse temperature sino a render loro stabilità, evitare instabili inarcamenti, privarli di eccessiva umidità e garantire in tal modo nel tempo la qualità vibrazionale del suono, nonché mantenere a lungo l’accordatura.
Per le tastiere della chitarra, generalmente si utilizza l’acero o il palissandro (che in Italia si trova difficilmente, perché è vietata l’esportazione e la vendita e/o se e dove lo si trova lo vendono a prezzi “fuori di testa”) o il legno di ebano (difficile da intagliare e lavorare), così non avendoli a disposizione nell’immediato, ha lasciato perdere ed ha completato il manico con legno Amaranto portato a cuocere ad alta pressione appositamente a 150° (non volendo andare oltre poiché diversamente secca troppo, anche perché il legno deve rimanere un po’ umido. PS: il legno senza acqua è un legno che sta bruciando e a livello fisico/chimico non rimane vivo) iniettando accuratamente nelle venature della resina nera.
Tra le curiosità, come specificato da Marco Cominetti, giusto per comprendere la scelta di utilizzare il legno Amaranto, è doveroso ammettere non si è trattato di un ripiego spicciolo ed al ribasso, è bene sottolineare che tale legno talvolta è usato anche come sostituto dell’ebano a causa della sua bella tonalità scura e della sua durezza, anche se è meno costoso dell’ebano stesso. Il legno Amaranto è un materiale prezioso, noto per il suo colore distintivo, la durezza e la bellezza. Utilizzato per secoli per creazioni artistiche e funzionali continua ad essere un materiale ambito nell’arte e nell’artigianato di alta qualità.
Realizzato il corpo della chitarra, ha progettato, curato al millimetro e levigato accuratamente l’ideale curvatura del manico di modo che risultasse d’immediata maneggevolezza e di fluida tattilità … anche in questa fase, l’esperienza pluriennale e la formazione pregressa di Marco come virtuoso chitarrista della Music Band Heavy Metal “AngelKillers”: è stata fondamentale!
Negli accurati step successivi riguardanti la decorazione, che doveva richiamare l’ideale Royal Enfield e la passione di tale marchio che caratterizza Davide & Pinuccia, Marco ha deciso di attribuirne sfavillante preziosità. Recuperando delle lamine d’oro da un restauratore di cornici, con il minipimer ha tritato le foglie d’oro annegandole nella vernice e grazie ad una resina sigillante di nitrocellulosa (molto sottile e che non altera la sonorità del legno) ha iniziato scrupolosamente la fase dei diversi strati della verniciatura.
Successivamente ha provveduto a recuperare dei pick-up (ovvero dispositivi fondamentali che trasformano le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici, che posso poi essere amplificati e modellati per creare una vasta gamma di suoni e toni) che potessero soddisfare l’esigenza di riprodurre uno specifico suono classico, rustico, consimile alla risonanza rock & roll, ma nello stesso tempo moderno versatile e onomatopeicamente “uep-uep” (cioè una distinta sonorità che solo lui aveva “in testa”). Addirittura, per raggiungere questo obiettivo ha contattato lo statunitense Seymour Duncan (il più grande costruttore di pick-up al mondo) che gli ha risposto dopo 40 giorni e dopo 4 mesi gli ha spedito i pick-up con le specifiche sonore che gli aveva commissionato.
I disegni ed i loghi personalizzati che hanno completato iconograficamente l’estetica della chitarra, Marco gli ha scelti contattando per e-mail l’artista anglosassone che realizza le grafiche della manifestazione The Distinguished Gentleman’s Ride ed in alcune circostanze anche le campagne pubblicitarie/promozionali Royal Enfield.
Dopo le curiosità e le delucidazioni riguardanti le fasi di costruzione di questa chitarra, ammirata nella sua essenza ed estetica, la serata alla Royal Enfield di Cremona è proseguita appagando le funzioni sensoriali uditive. I presenti hanno assistito alla mirabile esecuzione virtuosa solista di Marco Cominetti, il quale ha proposto con altrettanta abilità strumentale diversi brani del panorama Classic Rock, confermando l’attrattiva recettività, le sfumature sonore che produce l’esperienza d’ascolto e la caratteristica qualità del timbro di questo impareggiabile strumento musicale.
Terminato il concerto l’artista liutaio/musicista Marco Cominetti, si è rivolto ironicamente a Davide, dicendogli che se mai avrà l’intenzione di donare in futuro questa chitarra ad una qualche “pesca o asta di beneficenza”, tenga almeno presente del valore di questa chitarra che non è da ritenersi “da quattro soldi”, ma che per la sua unicità è di un tale pregio che difficilmente è possibile attribuirle un prezzo. Davide lusingato del prezioso regalo dell’amico e consapevole della rilevante fattura estetica e sonora di questo strumento musicale ha confermato che provvederà ad inserirla in una apposita teca in bella vista tra i numerosi cimeli esposti all’Exclusive Store Royal Enfield di Cremona.
Sicuramente per conservare ed esporre questo ricercato strumento musicale non potrebbe esserci luogo migliore! Giungendo in visita a Cremona “Città della Musica” per antonomasia, trattasi di un triplice motivo per godersi un tour riguardante le eccellenze musicali territoriali e passare ad ammirare le motociclette del marchio e per ammirare questa chitarra elettrica artigianale unica al mondo!
Fabio Bianchi
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