Aperitivo Bikers di Mezza Estate 
Categoria: Biker World

Nel mondo motociclistico, le occasioni per aggregarsi e fare comunità non sono mai abbastanza.


Che si tratti di un itinerario, di un raduno, di una manifestazione o, più semplicemente, di una serata nata quasi per caso, per un biker infilarsi in casco, mettersi in sella e raggiungere un luogo dove incontrare altri appassionati è parte naturale del modo di vivere la moto.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli di questo mondo: la voglia di esserci, di conoscersi, di scambiare esperienze e, perché no, di lasciarsi un po’ contaminare dalle passioni degli altri.

Aperitivo di mezza estate 1

In un’epoca nella quale gran parte delle relazioni passa attraverso uno schermo e gli incontri diventano sempre più spesso virtuali, quello motociclistico rimane invece un mondo profondamente legato alla dimensione reale. Per viverlo, ci si incontra necessariamente davvero. 
Si arriva in moto, ci si stringe la mano, si parla, si raccontano viaggi, si osservano le moto degli altri e, quasi inevitabilmente, si finisce per condividere qualcosa e darsi nuovi appuntamenti. Che siano progetti capaci di allargare la propria cerchia di amicizie, originali e suggestivi itinerari di viaggio ancora da intraprendere, oppure, più semplicemente, lo scambio di contatti per ritrovarsi in una data già fissata, magari in occasione di una manifestazione biker, poco importa: ciò che conta è che quell’incontro non finisca con il saluto, ma possa diventare l’inizio di un nuovo percorso da condividere.
Il centauro, del resto, è per sua natura curioso. L’autentico motociclista è appassionato, interessato, informato, desideroso di sperimentarsi, conoscere e di scoprire. 

Volendo proporre liberamente e far emergere una riflessione letteraria/filosofica sull'empatia e sull'apertura all'altro, ispirata al pensiero della studiosa Edith Stein: “…Ogni incontro autentico interrompe la solitudine: quando persone diverse condividono la strada, la passione diventa accoglienza e il viaggio si trasforma in comunità…”.

Casa del pellegrino 2

È in questo spirito che, il 7 agosto 2026, nella suggestiva cornice cremasca de La Casa del Pellegrino, ha preso forma un particolare “Aperitivo di Mezza Estate” dedicato al mondo biker. L’idea è partita dai giovanissimi e dinamici ragazzi che gestiscono la struttura, tutti tra i 16 e i 21 anni, guidati da Michele, uno di loro, che alla passione per i motori aggiunge quella, dichiaratamente “Harleysta”. Michele responsabile con Chiara della comunicazione della Casa del Pellegrino, hanno avuto l’intuizione di proporre una serata diversa, dedicata alle due ruote e, soprattutto, alle persone che attorno a quelle due ruote animano relazioni e costruiscono comunità.
L’obiettivo era semplice ma tutt’altro che scontato: aggregare, accogliere, conoscere e valorizzare i motoclub del territorio, insieme a tutte quelle realtà, più o meno organizzate, che gravitano attorno al mondo motociclistico.

Casa del pellegrino 1

Potevano forse mancare i Riders Enfielders Cremona?
La risposta, naturalmente, è stata una sola: certo che no!
Una delegazione del gruppo, ancora impegnata nel percorso di gemellaggio con una delegazione del Moto Club Crema, ha quindi raggiunto La Casa del Pellegrino, condividendo la serata con altri amici “bikers free” e con alcuni Harleysti.
Non era però una serata nata con largo anticipo. L’idea aveva iniziato a circolare cinque giorni prima, questo per dire che inevitabilmente, molti degli appartenenti alle realtà motociclistiche coinvolte erano già partiti per i consueti viaggi estivi o si trovavano in vacanza.
Eppure, nonostante le assenze inevitabili, la risposta è stata tutt’altro che tiepida.
La partecipazione e l’affluenza hanno dato vita a una serata vivace, fatta di moto, chiacchiere, conoscenze e soprattutto entusiasmo. Quello stesso entusiasmo che, ancora una volta, dimostra come nel mondo delle due ruote, a volte basta un’idea, un luogo, qualche moto parcheggiata e la voglia di incontrarsi. Il resto, come spesso accade tra motociclisti, viene da sé “strada facendo”.

Casa del Pellegrino 3

Dove l’accoglienza diventa “senso”
L’occasione d’incontro, è bene sottolinearlo, è stata davvero di “valore” e di “senso”. Le parole di accoglienza, pronunciate a metà serata da Davide Balestracci (catalizzatore delle intenzionalità progettuali e dell’approccio etico de La Casa del Pellegrino) hanno permesso ai presenti di conoscere più da vicino le finalità che animano questo luogo: uno spazio di libera accoglienza, pensato per incontrarsi, stare insieme e condividere esperienze, il cui motto “…mai più da soli…”: lo rappresenta bene!
Una realtà che trova nella ristorazione uno dei suoi punti di riferimento, con un bar e un ristorante da ben 180 coperti, dove la cucina propone menu originali grazie alla creatività dello chef Rosario che, attraverso il proprio modo di interpretare la cucina, contamina e unisce i sapori della tradizione lombarda con quelli siciliani/calabresi.
E non è tutto. Accanto ai consueti e immancabili tortelli cremaschi, è infatti possibile degustare anche i tortelli alle erbette di Pontremoli. Una presenza tutt’altro che casuale: Davide, la moglie Paola e i loro figli sono originari della Lunigiana, precisamente di Pontremoli, e fanno arrivare proprio da lì questa specialità, prodotta dalla Trattoria La Luna e preparata dalla “mitica” Mara, che molti motociclisti conoscono bene grazie ai propri mototour che, attraversando il Passo del Bratello o giungendo a Pontremoli dal Passo della Cisa, li hanno portati a fare tappa proprio alla sua Trattoria.

Ma forse il vero valore de La Casa del Pellegrino sta anche nei ragazzi che vi lavorano e che contribuiscono, giorno dopo giorno, a far vivere questa realtà.
Ragazzi che non sono semplicemente chiamati a “fare” e a svolgere delle mansioni di lavoro, ma che vengono coinvolti in un percorso nel quale il lavoro diventa anche un’opportunità di crescita, confronto e responsabilizzazione. Un contesto nel quale possono sperimentarsi, maturare ed evolvere, con quello che potremmo definire un “orizzonte ragionevole di senso”: una prospettiva capace di coinvolgerli dando valore alla loro individualità temperamento ed inclinazione personale, confluendo ed orientandolo collettivamente, attraverso lo spirito di dedizione al gruppo.
È proprio questa impostazione a rendere “La Casa del Pellegrino” una realtà particolare: un luogo nel quale i ragazzi possono costruire, passo dopo passo, gli adulti del futuro, acquisendo competenze professionali, ma anche e forse soprattutto tramite l’impegno, la dedizione all’operato del loro lavoro, capacità relazionali, onestà e trasparenza comunicativa/umana.

Tematiche aderenti e care allo spirito tipicamente lombardo, legato al valore dell’intraprendenza creativa e della realizzazione tramite la propria inclinazione professionale, in quanto il motto della Regione Lombardia è appunto: “Da’ aria nuova alle tue nuove idee”.
E tra le diverse realtà che fanno capo a La Casa del Pellegrino, accanto alla ristorazione, trova spazio anche la Cooperativa Sociale La Luce. Durante la settimana la cooperativa accoglie un centro diurno che propone laboratori creativo-espressivi rivolti a ragazzi con specifiche fragilità.

Anche in questo caso l’obiettivo va ben oltre la semplice attività laboratoriale nel “far fare qualcosa” ai ragazzi coinvolti. I percorsi proposti mirano a mantenere e potenziare gli aspetti cognitivi, relazionali e comunicativi, offrendo al tempo stesso la possibilità di condividere esperienze, costruire e consolidare rapporti autentici e sentirsi parte di una dimensione realmente comunitaria.
E c’è un particolare che racconta forse meglio di tante parole questa filosofia. Le realizzazioni creative prodotte dai ragazzi durante i laboratori non rimangono chiuse nelle stanze dove vengono realizzate: diventano parte della vita stessa de La Casa del Pellegrino. Vengono utilizzate per allestire i tavoli, per caratterizzare gli ambienti e per accompagnare i numerosi eventi culturali che, durante l’anno, trovano spazio negli ampi locali della struttura.
È un modo semplice, ma significativo, per dire che ciò che viene fatto da ciascuno può diventare patrimonio di tutti. E forse è proprio qui che l’accoglienza, da semplice parola, acquista davvero il suo “senso”. 

Aperitivo di mezza estate 2

Una serata nel segno della passione
Una serata all’insegna dell’aggregazione, nel più nobile spirito del termine. Un’occasione per incontrarsi, conoscersi e, naturalmente, ammirare e raccontarsi le proprie motociclette, tutte parcheggiate nel piazzale della Basilica di Santa Maria della Croce, proprio di fronte all’ingresso de La Casa del Pellegrino.
Tra Royal Enfield, Guzzi, Morini, Morbidelli, Benelli, BMW, Honda e Harley-Davidson, alcune presenze non sono certo passate inosservate. Anzi, a suscitare particolare ammirazione sono state soprattutto le moto d’epoca portate dai soci del Moto Club Crema. A partire dalle tre Gilera degli anni ’50 e ’60 (una 125 Sport, una 300 B e una Giubileo) restaurate a regola d’arte di proprietà di Filippo, fino alla magnifica MV Agusta 175cc di Angelo Torri. E ancora, l’accattivante Piaggio Vespa GL 150 del ’63, color panna, di Angelo, e una seconda favolosa Vespa Piaggio d’epoca 150cc VBB1T, in un elegante azzurro metallizzato. Ad arricchire questa carrellata di autentici gioielli su due ruote, la fascinosa Moto Guzzi V50 d’epoca della Polizia della metà anni ‘80, appartenente al vicepresidente del Moto Club Crema, Alex Carelli. A catturare l’attenzione è stata anche la presenza di uno dei soci “in forma smagliante” del Moto Club Crema, il sig. Caspani, quasi centenario e, per età, idealmente vicino alla stessa storia centenaria del sodalizio cremasco. Una forma invidiabile non solo nel fisico, ma anche nella lucidità cognitiva e, soprattutto, nel mantenere ancora vivissima la passione per il motociclismo, nonostante la veneranda età. Anche lui non ha voluto mancare all’appuntamento e si è presentato con il suo scooter d’epoca conservato, una Honda SFX 50 cc, autenticamente introvabile! A completare il colorato parterre delle due ruote presenti, anche lo scooter simil-Vespa, modello LML Star 125 cc, del socio Gianfranco Vailati. Un’altra presenza curiosa e inusuale, che ha riportato alla memoria quei mezzi che da tempo non vediamo più circolare sulle nostre strade.

Aperitivo di Mezza estate 3

Ma la serata non è stata soltanto moto parcheggiate, chiacchiere e convivialità.
Ad arricchire ulteriormente l’incontro sono stati gli interventi dello scrittore e autore di opere dedicate alle contaminazioni tra cultura umanistica e cultura motociclistica, Fabio Bianchi, che ha illustrato brevemente la sua nuova e settima opera letteraria “Divagando nelle notti di mezza estate con Royal Enfield”.
Un libro nel quale trova spazio anche la valorizzazione del territorio cremasco e cremonese, insieme alle province e alle città limitrofe, attraverso racconti, esperienze, curiosità storico/culturali e contenuti aggregativi legati al mondo Royal Enfield. Un’opera che si legge, ma che si può anche ascoltare e guardare grazie ai contenuti multimediali, accessibili tramite l’App dell’editore Erga, realizzati grazie ai materiali editoriali dei test, comparative ed eventi a tema del marchio, estratti dall’archivio giornalistico del magazine aMotoMio.

Un contributo arricchito dall’intervento di Pinuccia Mezza, titolare della “Bottega delle Moto Speciali”, Exclusive Store Royal Enfield Cremona e indiscussa leader e punto di riferimento degli Enfielders Cremona.
Non è mancato nemmeno un interessante accenno a un progetto musicale che potrebbe presto trovare una propria occasione di presentazione. Precisamente ideato da Daniele, membro (cremasco) dei Rider Enfielders Cremona, autore di ben undici brani musicali di genere Folk/Rock, tutti incentrati esclusivamente sulla passione per il marchio Royal Enfield.
Un progetto originale, che unisce ancora una volta musica e motociclismo e che, ci auguriamo, possa presto trovare il modo di essere ascoltato dal vivo, magari proprio nel corso di un evento dedicato.

La serata è stata inoltre arricchita dalla presentazione dei due volumi enciclopedici dedicati alla lunga storia del Moto Club Crema: una storia di 101 anni, ancora oggi viva, attiva e proiettata verso il futuro.
A raccontarla in breve è stato il socio Gianfranco Vailati, che si è assunto l’onere e l’impegno di andare a scovare nel monumentale archivio del Moto Club Crema, recuperando e organizzando gli avvenimenti più significativi della vita del sodalizio, dagli esordi del 1925 fino ai giorni nostri.
Un lavoro di ricerca, di memoria ed una pubblicazione letteraria che permette non soltanto di ripercorrere la storia di un’associazione, ma anche di comprendere quanto profondamente il motociclismo sia stato, nel corso di un intero secolo, parte integrante della vita sociale e del territorio cremasco.

Aperitivo di mezza estate 4

Insomma, una serata più che riuscita. Ricca di stimoli, dinamica, spontanea e, soprattutto, vissuta con quella passione genuina e disinteressata che tanto piace ai bikers.
Una serata che, oltre a lasciare il piacere di essersi incontrati, ha già prodotto qualcosa di concreto: l’idea di replicare e sviluppare altre occasioni di questo genere, ipotizzando nuovi momenti di incontro.
Perché, alla fine, è proprio questo il bello di una serata nata quasi per caso: quando l’idea funziona, non finisce con l’ultimo saluto.
Un grazie speciale, dunque, e un plauso sincero ai ragazzi de La Casa del Pellegrino, che non si sono limitati a offrire un semplice servizio di ristorazione, guidati dalla giovane ventunenne Fatima (referente del bar e della sala, che coordina con attenzione i ragazzi impegnati nel servizio), ma, con un entusiasmo tutt’altro che scontato e con la loro presenza autentica, hanno saputo rendere la serata calorosa, amicale e piacevolmente familiare, regalando ai presenti un’accoglienza degna di stima.

E soprattutto, grazie per aver avuto l’idea di creare questa occasione d’incontro, lasciando a chi vi ha partecipato non soltanto il ricordo di una bella serata, ma anche il desiderio di tornare a frequentare La Casa del Pellegrino e di ritrovarsi nelle prossime iniziative che i suoi giovani entusiasti protagonisti sapranno certamente proporre. Concludendo citando una ulteriore massima letteraria ispirata alla filosofia dell'incontro di Edith Stein: “…La strada conduce lontano soltanto quando ci porta verso gli altri: perché nessun viaggio trova davvero il proprio senso nella meta, ma nella comunità che nasce lungo il cammino…”.

FABIO BIANCHI

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