Categoria: Le nostre prove

Briosa, agile, divertente e con tanta voglia di viaggiare. Abbiamo provato la Triumph Tiger 900 GT Pro.

Hai voglia di viaggiare, e vuoi una moto comoda ma non mastodontica. Hai voglia di guidare in maniera decisa e briosa, ma non vuoi montagne di cavalli. Hai voglia di coppia ai bassi, ma anche di fluidità di erogazione. Hai voglia di equipaggiamento super top, ma vuoi restare nella fascia di media cilindrata. Insomma…dai vorrai mica la luna…una roba così non esiste…o meglio non esisteva perché quello che cerchi ha un nome è un cognome ben preciso: Triumph Tiger 900 !!!

Triumph Tiger 900

1 – 3 – 2 BUM

Non è un conto alla rovescia sbagliato, ma la sequenza di scoppio del tre cilindri 888 cc fronte marcia made in Hinckley. Questa sequenza scaturisce una voce rauca e molto appagante ai bassi, proprio li dove il generoso motore inizia a spingere con una schiena bella decisa che punta in alto, fin oltre i 9000 giri indicati.  Non che si debbano scoprire ora le doti del “triple” inglese, ma è da sempre un frazionamento motore che si adatta bene al mio stile di guida. Molto vicino per l’erogazione di coppia al “bi” che tanto amo, ma con l’elasticità e l’allungo di un quattro. Nella fattispecie questa Tiger 900 GT Pro ci mette a disposizione una coppia di 87 Nm a poco più di 7.000 giri e una potenza dichiarata di 95 cv. Non usiamo il termine dichiarata a caso, perché il modo in cui viene erogata la potenza, soprattutto in configurazioni sport fa sembrare la Tiger decisamente più potente; sicuramente il peso contenuto in soli 198 kg (a secco) aiuta, ma vi possiamo garantire che di brio…ce n’è da vendere.

Triumph Tiger 900  GT Pro

LA SIGLA GT DICE TUTTO….MA PRO E’ ANCORA MEGLIO

La famiglia delle “900” prevede la commercializzazione di due “gemelle diverse” con vocazioni ben chiare a partire dal nome. 900 GT e 900 Rally, superfluo dire che la seconda strizza pesantemente l’occhio all’off Road, mentre la prima ovviamente fa della strada e dei viaggi il cavallo di battaglia. Entrambe le versioni posso contare sull’upgrade “pro” (già la sigla ci esalta) che porta l’allestimento al pari (se non di più) del modello di punta che è la Tiger 1200. Abbiamo volutamente concordato con gli amici di Triumph Italia la prova della GT Pro, poiché la nostra vocazione è spiccatamente stradale e turistica e l’abbiamo subito portata tra le curve delle colline pavesi. Ma prima ancora di raccontare l’esperienza di guida ci siamo soffermati sui “contenuti” che la nuova Triumph Tiger 900 GT Pro mette sul piatto.

 

Ben 5 riding Mode, Sport, Road, Rain, Enduro e Rider. Quest’ultima ti permette di customizzare e cucirti addosso la moto come più ti piace. La piattaforma inerziale a 6 assi sviluppata con Continental consente tutta una serie di gestioni elettroniche tra cui l’importantissimo (a nostro avviso) cornerig ABS, e il controllo di trazione sempre con funzione cornering. Entrambi i sistemi permettono quindi la massima efficienza a prescindere dall’angolo di inclinazione della moto. Altra chicca da top di gamma è il cambio elettroassistito Triumph Shift assist; nonostante la moto del nostro test fosse praticamente appena uscita dal rodaggio il cambio assistito non ha mai e dico mai presentato incertezze, ruvidezze o “impuntamenti”; cambiate sempre precise, non fulminee come in una sbk, ma sicuramente di chiaro sapore sportivo, sia a salire che a scalare. Il tutto anche ai bassi regimi zona a volte “scomoda” per alcuni sistemi simili della concorrenza. Un volta partiti la frizione (comando a filo)  la possiamo anche dimenticare, ma bisogna evidenziare che quest’ultima è molto morbida da azionare complice anche il sistema di “coppia assistita” che riduce notevolmente lo sforzo da applicare per azionarla.

Triumph Tiger

Continuando con le “coccole” la “Pro” offre selle e manopole riscaldate, vano sottosella con presa usb per ricaricare i devices e un una strumentazione TFT davvero “enorme” che oltre a fornire tutte (e di più) le informazioni necessarie alla guida oltre ad integrare il sistema di connettività My Triumph che permette varie “finezze” quali navigatore (simboli per le svolte e deviazioni), connettività Bluetooth per telefono, controllo Go-Pro e chi più ne ha più ne metta. La navigazione nei menù è facilitata dal piccolo joystick sul blocchetto comandi di sinistra che abbiamo trovato davvero intuitivo. A proposito di blocchetti comandi tutti i pulsanti sono retroilluminati, cosa non da poco, soprattutto se utilizzate la moto tutto anche nelle ore notturne, ma utilissimi comunque in scarse condizioni di luce. E a proposito di luce la Tiger 900 GT pro oltre ai fanali full led monta anche una coppia di faretti antinebbia che secondo il nostro modesto giudizio aumentano ulteriormente l’aspetto aggressivo del frontale.  Questo unito alla nuova linea laterale dona alla nuova “tigrotta” una nuova personalità, per noi più accattivante dei modelli precedenti.

Triumph

ALLA GUIDA…UNA TIGRE NEL MOTORE

…o meglio così recitava una famosa pubblicità degli anni ’80. Il motore tre cilindri lo abbiamo già elogiato poco sopra, ma è tutta la moto a stupire per brio, maneggevolezza, facilità di guida e divertimento. Il reparto sospensioni sicuramente fa la sua parte, col mono posteriore Marzocchi regolabile elettronicamente e una forcella anteriore con steli sempre Marzocchi da 45 a regolazione manuale. Impianto frenante di tutto rispetto, Brembo con pinze Stylema, leva anteriore modulabile che regala quel piacevole senso di sicurezza e freno posteriore adatto anche alla guida sportiva.

Triumph Tiger

E fin qui la lista della spesa…però immaginatevi un bel motore brioso, che spinge davvero tanto senza mai mettere in difficoltà, unito ad un impianto frenante eccelso…sei tu a decidere…passo da turista o coltello tra i denti tra le curve? La Tiger 900 offre tutto questo, e te lo propone con una facilità disarmante. Tutto senza cancellare la sua anima da viaggiatrice, non fosse altro che per il serbatoio da 20 litri, la posizione e di guida davvero azzeccata e il comfort di marcia generale di altro livello. Inaspettata la protezione aerodinamica: col il plexy in posizione tutto su l’aria viene deviata oltre la testa del pilota (mia altezza 173 cm) e le gambe sono protette dalle forme de serbatoio cui si aggiungono gli estrattori d’aria del radiatore, le cui dimensioni sono per altro contenute. Il manubrio è bello largo e leggermente inclinato verso il pilota con la scritta “Tiger” che spicca tra i riser.

Tiger 900 Gt Pro

La ruota anteriore da 19 non inficia per nulla la guida di piglio sportivo, anzi semmai la esalta trasmettendo sempre un buon feeling con l’anteriore, anche sulle strade non proprio perfette e pulite delle colline pavesi. L’ABS non è mai invasivo, per “svegliarlo” ci si deve mettere d’impegno, ma si fa sentire più volentieri al posteriore. Non abbiamo notato vibrazioni di rilievo, forse qualcosa attorno a 4.500 giri, ma bisogna proprio trovare il regime preciso e andarle a cercare. Si macina strada in scioltezza anche ad andature autostradali, ma infilarsi in percorsi curvosi è l’obbiettivo principale.  Il famoso “pif-paf” dei cambi di direzione nelle curve ravvicinate è sempre intuitivo e viene facile anche senza troppi spostamenti di corpo. Su strada abbiamo usato prevalentemente le mappe Road e Sport, che differiscono solo per l’erogazione e non per i cavalli messi a disposizione che sono sempre “full” in entrambe le configurazioni. Sebbene sia territorio della sorella Rally abbiamo accennato anche ad un fuoristrada leggero, tanto per capire che anche con gomme stradali una strada bianca la si affronta bene anche con la “19” all’anteriore.

Triumph Tiger Gt Pro

La sella è facilmente regolabile in 30 secondi su due livelli di altezza, 810 e 830 mm; abbiamo scelto la più bassa (altezza pilota 173 cm) che ci ha garantito un appoggio a terra dei piedi stabile e sicuro, anche se i pesi e il bilanciamento della moto non sono mai un problema, nemmeno da fermi. Anzi…crediamo di poter dire che è una delle moto più facili da mettere sul cavalletto centrale…sforzo praticamente pari a zero.

Triumph 900

STRESS?? NO GRAZIE

Possiamo concludere con questa grande verità. La Tiger ti porta a spasso con tale facilità da toglierti di dosso una parte di “stress” da guida, termine esagerato certo, visto che guidare una moto è di base un piacere immenso. Ma torniamo a ripeterlo è una moto “facile” che si lascia condurre leggera, che non ti prende a pugni spalancando il gas, ma esalta lo stesso per brio e spinta.  Si guida, si piega, si corregge, si evita, si trova la corda, di nuovo senza mai patemi d’animo. Insomma la moto ideale.
Possiamo, sforzandoci, trovare due punti meno forti. Il display è enorme e bellissimo…ma talmente ricco di informazioni da essere quasi…troppe!!!! L’altra questione riguarda il vano sottosella per riporre il telefono e caricarlo tramite USB, forse, diciamo forse, era il caso di avere un vano del genere più a portata di mano, ma il frontale è talmente snello che viene difficile pensare di posizionarci uno spazio per il telefono.

Triumph Tiger 900

Il prezzo? La GT Pro parte da €. 15.400,00 con contenuti da Top (issima) di gamma.

Provare per credere.

 

Foto di Roberto Serati Immagini

Si Ringrazia Triumph Motorcycles Italia

Abbigliamento del test: Giacca Befast Victory - Pantaloni PMJ Voyager - Stivali Stylmartin - Casco Caberg TourMax - Guanti Macna - Intimo Tecnico Sixs

 

 

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