Ci sono moto che quando le guardi capisci immediatamente cosa vogliono fare.
Nella famiglia Triumph 400 la Speed, per esempio, non fa mistero delle sue intenzioni: bella, compatta, bassa, stradale.
Una di quelle moto con cui puoi andare al lavoro, fare due curve la domenica e, se proprio capita, partire anche per qualche giorno senza dover chiedere il permesso a nessuno.
Poi c'è la Scrambler 400 X, che guarda la Speed e dice: “Sì, tutto molto bello, ma io una strada bianca la vorrei fare”. La XC rincara la dose: “Una strada bianca? Io vorrei sapere dove finisce”.![]()
E poi arriva lei, la Triumph Tracker 400, che sembra guardarle tutte e tre e dire: “Va bene, ma io faccio un'altra cosa”.
Ed è probabilmente proprio questo il modo migliore per raccontarla. La famiglia è la stessa, il carattere no![]()
Partiamo da quello che accomuna le quattro Triumph.
Telaio, sospensioni (cambia l’escursione), freni e motore, quest’ultimo…quasi.
La vera differenza sta nelle ruote sia come struttura sia come diametro all’anteriore e naturalmente nel vestito.
Sotto il serbatoio c'è il monocilindrico della famiglia TR, 398 cc, un motore che ormai conosciamo bene e che ha avuto il merito di portare Triumph in una fascia di cilindrata dove qualche anno fa non ci saremmo aspettati di trovarla.![]()
Ma la Tracker utilizza la versione più potente di questo motore: 42 CV, contro i 40 CV delle Speed 400 e delle Scrambler 400 X e XC.
Non sono quei due cavalli in più a fare la differenza, anzi, se comprate la Tracker pensando di avere una Speed 400 con due cavalli aggiuntivi, avete sbagliato di grosso.
La differenza vera è tutta nel modo in cui Triumph ha costruito la moto intorno al motore.![]()
Tracker, non Scrambler
A prima vista qualcuno potrebbe commettere l'errore di catalogarla come una sorta di Scrambler più cattiva. Non lo è.
La Scrambler 400 X nasce per essere una moto versatile, capace di stare bene sull'asfalto e di cavarsela quando l'asfalto decide di prendersi una pausa, la XC porta ancora più avanti questo concetto, con una dotazione specifica per l'avventura e l'off-road.
La Tracker invece arriva da un'altra parte del mondo, il suo riferimento è il flat track.![]()
E questa non è soltanto una definizione utilizzata per accompagnare qualche fotografia pubblicitaria: lo si percepisce quando ci si mette sopra e la ruota anteriore da 18” ne testimoniano l’idea.
Posizione eretta, manubrio largo, corpo della moto raccolto e quella sensazione di essere seduti sopra una moto che aspetta soltanto che qualcuno le dica: “Adesso possiamo divertirci”.
Triumph stessa sottolinea proprio la posizione di guida eretta e i gomiti larghi come elementi caratterizzanti dello stile flat track della Tracker 400.![]()
Bella? Sì. Ma soprattutto diversa
La Tracker ha una linea che non cerca di piacere a tutti, e questa, potrebbe essere una qualità.
Il serbatoio è compatto e muscoloso, la sella corta lascia scoperta una buona parte della ruota posteriore, il codino è essenziale e il richiamo al mondo delle moto da flat track è evidente.
La sella in tessuto scamosciato è parzialmente coperta dal guscio che la rende monoposto, basta però una brugola da 5 mm (non in dotazione) per rimuoverlo e renderla così una normale sella per due.
Per il resto niente fronzoli inutili, nessun tentativo di sembrare una moto più grande di quella che è, anzi, è proprio il contrario.
La Tracker sembra quasi orgogliosa dei suoi 400 cc. E fa bene.![]()
Si parte
Il monocilindrico si avvia senza drammi, il comando del gas è preciso e la prima marcia entra con quella sensazione di solidità che ormai ci aspettiamo da Triumph.
La frizione è morbida e il motore ha quella caratteristica che personalmente apprezzo molto sui monocilindrici di questa cilindrata: non bisogna aspettare una vita prima che succeda qualcosa.
Non è un motore che pretende di impressionare con numeri da banco prova, funziona e basta, apri, lui risponde, cambi marcia, riprende, insisti, sale…e quando arrivi alla parte alta del contagiri ti ricorda che, sì, qualche cavallo in più rispetto alle sorelle ce l'ha.
I 42 CV della Tracker sono disponibili con una personalità vivace e il motore mantiene quel carattere pieno e reattivo che è uno dei punti forti della piattaforma TR.![]()
La sorpresa
La cosa che mi piace della Tracker è che non sembra una moto progettata per essere semplicemente “facile”, di fatto lo è, non è anonima, questa è una differenza importante.
La Tracker è capace di qualche emozione, il manubrio largo invita a guidare con il corpo, a spostarsi, a giocare con la moto, non serve andare forte.![]()
Anzi, è probabilmente una di quelle moto che danno il meglio proprio quando si decide di smettere di guardare il cronometro, una rotonda presa bene, una serie di curve in collina, una strada secondaria che non avevamo mai percorso.
È qui che la Tracker comincia a raccontare la sua storia.![]()
La Speed 400 è più precisa, la Tracker più “giocosa”
Avendo provato le due moto, la differenza emerge abbastanza rapidamente.
La Speed 400 è più roadster.
È bassa, compatta, immediata. La ruota anteriore da 17 pollici e l'impostazione generale la rendono particolarmente intuitiva sull'asfalto. Triumph la posiziona infatti come la Modern Classic Roadster della famiglia.
La Tracker è diversa, non necessariamente migliore, semplicemente diversa.
La posizione più alta e il manubrio largo modificano completamente il modo di stare sulla moto.
La Speed invita a guidare la moto, la Tracker invita quasi a giocare con la moto.
Due cose che sembrano simili ma, una volta in sella, non lo sono affatto.![]()
E la Scrambler?
Con la Scrambler 400 X il confronto è ancora più curioso.
La X nasce per essere una tuttofare: ruota anteriore da 19", maggiore escursione delle sospensioni e un'impostazione che permette di affrontare senza troppi pensieri anche quando l'asfalto diventa meno convincente.
Triumph stessa la presenta come una moto capace di portare il proprio carattere Scrambler anche oltre l'asfalto.
La Tracker non vuole rubarle il posto.
Se pensate di fare tanti sterrati, la Scrambler ha più senso, se poi volete affrontare strade bianche, viaggi e qualche percorso più impegnativo, la Triumph Scrambler 400 XC è ancora più indicata.
La Tracker, invece, sembra dirti: “Lo sterrato? Se capita, ci vengo. Ma non è per questo che sono nata”.
E forse è proprio questa sincerità intrinseca mi piace.![]()
Il bello delle ruote
La Triumph Tracker 400 utilizza una configurazione diversa dalle Scrambler.
Non troviamo il classico 19/17 della X e della XC, e nemmeno il 17/17 della Speed, bensì un 18/17, una combinazione che si sposa perfettamente con il concetto flat track.
La moto quindi rimane molto maneggevole, con un comportamento che invita a cambiare direzione e a giocare con le traiettorie.
I Pirelli MT60 RS sono lì a ricordarci che qualche strada bianca la possiamo anche affrontare, ma sarebbe ingeneroso trasformare una Tracker in una Adventure soltanto perché ha un aspetto un po' selvaggio.![]()
Una 400 che non sembra una moto “da principianti”
Questo è forse uno dei complimenti migliori che si possano fare alla Tracker.
La cilindrata contenuta e la potenza accessibile la rendono perfettamente gestibile anche da chi non ha una grande esperienza, ma una volta che si è imparato a guidarla, non viene immediatamente voglia di cambiarla.
La Triumph Tracker 400 conserva una certa personalità, ti permette di imparare, ma allo stesso tempo ti permette di divertirti, una combinazione non sempre facile da trovare.![]()
In città?
Benissimo, il monocilindrico è sufficientemente elastico, la moto è compatta e il manubrio aiuta a dominare il traffico.
La posizione di guida rialzata permette inoltre di vedere bene cosa succede davanti, se devi fare inversione? Giri il manubrio e la fai.
Devi attraversare una zona congestionata? Passi. Se devi andare al bar? Arrivi.
Se devi andare al bar e il bar è a 200 chilometri? Beh, anche, perché alla fine questa è una moto con cui viene voglia di uscire.![]()
Viaggiare? Sì, ma con criterio
Qui bisogna essere onesti, la Tracker non nasce come moto da turismo.
Può viaggiare, certamente, e il motore non si tira indietro davanti a una giornata intera in sella, ma se il vostro concetto di viaggio è: “Partiamo venerdì e torniamo domenica con 800 chilometri, valigie, passeggero e tutto il necessario per una settimana”…forse sarebbe meglio guardare altrove.
La Tracker invece è la compagna della gita improvvisata, quella del: “Dai, facciamo quella strada”, poi quella strada diventa un'altra, poi un'altra ancora e quando finalmente torni a casa ti accorgi di aver fatto 250 chilometri senza aver programmato niente.![]()
Il verdetto
La Triumph Tracker 400 non è la quarta incomoda della famiglia.
È quella che completa il quartetto proprio perché prende la stessa base e la interpreta in modo differente.
Se la Speed 400 è la moto che ti accompagna, la Scrambler X è quella che ti segue anche quando la strada finisce e la XC è quella che ti invita a cercare dove finisce davvero, la Tracker è quella che ti guarda e dice: “Ma dobbiamo proprio andare da qualche parte?”
E probabilmente ha ragione, perché con una moto così, qualche volta, il viaggio più bello è proprio quello che non avevamo programmato.![]()
Triumph Tracker 400: 42 CV, quattrocento centimetri cubici e una gran voglia di giocare, per una moto, alla fine, non è affatto poco.
La Triumph Tracker 400 è proposta in tre colorazioni: Phantom Black – Aluminium Silver – Racing Yellow al prezzo di € 6345,00 con sovrapprezzo per di € 100,00 per ultime grafiche.
Tutti i dati tecnici in dettaglio sul sito Triumph Motorcycles Italia https://www.triumphmotorcycles.it/moto/classic/tracker/tracker-400
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Foto di Roberto Serati
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