Categoria: News Sport

Conclusa la due giorni di test della Superbike a Portimao, nonostante l'ottimismo di Ragzatlioglu e di Rea per il 2023, l'evidenza racconta una dura realtà per chi non sichiama Ducati o Bautista.


I test della Superbike sul circuito portoghese doveva sancire il ritorno delle case giapponesi più vicino alla Ducati Panigale V4R di Alvaro Bautista, almeno così era parso dai test di Jerez, dove Ragzatlioglu aveva dato ottimi riscontri, così come anche Jonathan Rea con il nuovo tecnico preso da Yamaha aveva fatto grandi progressi.

La pista di Portimao invece ha sorpreso, forse merito del lungo rettilineo che avvantaggia la Paniga V4R, ma anche un Alvaro Bautista in grado di fare la differenza rispetto ai compagni di marca. Così al termine delle prove hanno suonato nuovamente le trombe del tempone da MotoGP strappato da una derivata di serie, Alvaro Bautista ha fermato il cronometro sull'1:39.035 contro il record della pista di una MotoGP, sempre Ducati fatto segnare da Pecco Bagnaia nel 2021, in 1’38”725. Soli tre decimi da le due moto, un tempo con il quale forse potrebbe schierarsi davvero su una griglia MotoGP e non arrivare nemmeno ultimo, ricordando che la Panigale V4R ha anche una limitazione sui giri motore.

Ma sono vecchi discorsi, se è incredibile il divario di costo per così poca differenza sul giro, è più sconcertante la differenza di calendario e impegno tra le due serie.

Intanto gli altri piloti si devono contendere il secondo gradino del podio della Superbike, un po' di considerazioni.

Chi può sorridere è sicuramente Jonathan Rea, che si piazza secondo a soli 9 millesimi da Bautista, quindi anche lui in tempone da MotoGP. Il problema sarà capire se in gara potrà far valere la sua solita scorrevolezza, o dovrà ancora patire i brucianti sorpassi di motore della Panigale e se ne avrà abbastanza per fare 20 giri. Terzo Rinaldi, finalmente stabile, mentre quarto è Ragzatlioglu, che per ora si piazza a 4 decimi da Bautista, anche se ha dichiarato di non aver usato la SCQ.

Bene Lecuona e Gardner in crescita, un debutto e una crescita che lasciano ben sperare per la battaglia in pista, anche se i distacchi dai primi restano superiore al secondo e quindi la strada da fare è ancora molta. Peggio è andata alle BMW, l'anno del riscatto con la nuova M1000RR non parte bene, 12° tempo per Van der Mark e 16° per Redding.

Preoccupa il primo impatto di Danilo Petrucci con la Panigale V4R in configurazione Superbike, che il ternano ha detto non avere ancora il giusto feeling, tanto da relegarlo in 20° posizione, davvero poco per il vicecampione della MotoAmerica, qualcosa deve ancora essere sistemato.

Siamo agli sgoccioli, sole tre settimane prima del via a Phillip Island, è tempo di tirare le somme?

 

 

 

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