L’attesa gara in Malesia segna un passo fondamentale per l’assegnazione del titolo MotoGP 2026, battuta d’arresto pesante per Jorge Martin, il titolo è nelle mani di Marc Marquez.
Non può esserci fotografia più nitida della situazione del campionato MotoGP dopo il week end di Sepang, Marc Marquez ha ben saldo nelle mani il suo decimo titolo, e solo un suo inciampo potrà cambiare prospettive. Troppo consistente la sua marcia dopo una prima fase di campionato difficile, troppa la sintonia con questa difficile Ducati GP26, perché un altro pilota possa rubarglielo se non con la sua collaborazione. Una chiusura amara, non ovviamente per la vittoria del gioiello Ducati, ma per la promessa di un confronto carena a carena fino a fine stagione, di cui siamo stati tutti defraudati.

Un titolo meritato, non c’erano e non ci sono dubbi sul talento di questo pilota, che meritatamente va a prendersi questo decimo titolo, la caduta di Jorge Martin e il conseguente infortunio, non sono un colpo di fortuna per il pilota con già nove titoli in tasca, ma solo una conferma che nel suo correre veloce sempre a cercare la vittoria, mantiene quel margine che non lo porta a commettere errori, mentre altri piloti per mantenere lo stesso ritmo sono costretti a correre sul filo di una fune sospesa.
Jorge Martin e il coraggio di provarci, ma non basta!
Una condizione diventata chiara già il venerdì di Sepang, con Jorge Martin che getta la spugna perché troppo è il dolore, e poche sono le chance di salire in moto imbottito di antidolorifici e riuscire a mantenere il controllo di una moto che corre a più di 300 all’ora. E’ una resa, come è una resa quella di Marco Bezzecchi, che se pur nel week end di Phillip Island aveva suonato la carica per le ultime gare di campionato, la sua prestazione in Malesia non è stata esattamente lo specchio di quello che ci si aspettava da chi vuole tentare il tutto per tutto. I punti che dividono Marco e Marc sono andati via via aumentando, e i 34 punti che ora si sommano al divario con Jorge Martin, non lasciano troppi dubbi.

E’ forse proprio Marco Bezzecchi il grande sconfitto di questa stagione, Jorge Martin non era atteso a lottare per il titolo dopo le vicissitudini del campionato 2025 e i tentativi di fuggire dal team di Noale, ma il fine stagione 2025 e l’inizio 2026 del Bez, avevano fatto intendere che sarebbe stato lui l’uomo da battere. Fino a metà stagione, quando le cadute, la squalifica, l’infortunio, lo hanno relegato a comprimario di una lotta tra due spagnoli, mentre lui rimaneva senza quel salto in avanti che nel frattempo avevano fatto i suoi avversari. Musi lunghi in Aprilia non sarà sicuramente buono, sono stati ad un passo dal titolo, avrebbero lottato fieramente fino alla fine, e a tre gare dalla fine si sono trovati disarmati. Disarmati di fronte alla solita furbizia Ducati, e del suo direttore Gigi Dall’Igna, che miscela sempre sapientemente gli ingredienti per vincere, una volta con innovazioni tecniche furbe, un’altra facendo un all-in su un pilota capace di correre anche su un Ciao.
Marc perfetto a Sepang, ma lo spettro di Acosta incombe sul futuro
Le gare di Sepang sono diventate quindi solo una verifica, un modo per capire se la coda del diavolo poteva mettersi di traverso, ma forse il diavolo corre proprio su quella moto rossa. Gara della domenica dominata da Marc Marquez dal primo all’ultimo giro, senza incertezze, gara Sprint vinta inaspettatamente dal prossimo compagno di squadra di Marc, quel Pedro Acosta che il prossimo anno dovrà dar conto di quel grande talento che gli viene attribuito, e che anche oggi gli ha permesso di brillare su una KTM che spesso critica, ma che nelle ultime gare gli regala spesso soddisfazioni.

Il prossimo anno sarà un momento importante con uno scontro generazionale di grandi talenti nel box Ducati, sempre che Marc Marquez, che più volte ha paventato di volersi ritirare a causa dei dolorosi postumi dei vari incidenti, pago del decimo titolo, non decida di chiudere la sua carriera o per lo meno condurre una stagione 2027 più morigerata prima di salutare. Possibile? La giornata si chiude però con un'altra frecciatina di Pecco Bagnaia all'indirizzo del suo team, paventando che qualche buona modifica che aveva funzionato a Motegi 2025, sia poi inspiegabilmente scomparsa. Chissà se questa storia ha davvero un coperchio, e se questo coperchio salterà a fine contratto.
Prossimo appuntamento con la MotoGP in Qatar settimana prossima, qualcuno non è proprio sereno viste le condizioni instabili della regione.