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- Scritto da Flap
Non intendo il giretto sulle sponde, voglio dire proprio sul Lago, sulle acque.
Dai ammettiamolo l’idea di attraversarlo in moto piacerebbe a tutti, e le battute tipo: basta gonfiare le gomme, si sprecano.
Un dubbio atroce che si insinua nel loro cuore di motociclisti un po’ bambini: “vale la pena attirare le ire della principessa di casa per guardare Superpole, Gara1, Gara2 e Gara 1 emmezzo?”. Quattro round alle spalle e campionato già finito. E’ quanto gli appassionati della Superbike si trovano come risultato di tanta attività regolamentare. Guardando il topolino Rea, è sfuggito l’elefante Ducati!
Le chiamavo così trent’anni fa quando scappavo da casa e dai lavori domestici con il consenso non sempre felice della moglie.
Avevano lo stesso sapore quando la figlia piccola giustamente pretendeva il suo tempo e queste diventavano le piccole fughe che il motociclista che è in me pretendeva.
La moto scorre leggera lungo le curve che salgono al Sacro Monte di Varese, una danza morbida fluida, precisa.
Non eccessivamente veloce, ma tremendamente efficace, tanto che la mia ruota davanti si allontana sempre di più dalla ruota posteriore di Marco fino a perderla definitivamente di vista.
Percorro la strada che porta verso il Lago Maggiore, non c’è traffico e la calda giornata invita ad uscire, così è anche per gli amici allegri pedalatori.
Ne incontro e supero molti in solitaria, a coppie e a piccoli gruppi non disturbano qualcuno è in doppia fila ma appena si accorge del sopraggiungere di una veicolo si accoda al compagno velocemente, mi sembra di sognare, persino un nutrito gruppo di ciclisti di una squadra locale in perfetta fila indiana veloce e precisa.