Dalle Alpi agli Appennini: tranquilli non è il titolo di un romanzo strappalacrime stile De Amicis, ma la narrazione di una previsione di viaggio e del suo reale svolgimento.
Fine agosto 2025, una bella estate non troppo torrida a dire il vero (e per fortuna) con un clima abbastanza equilibrato. L’ideale per organizzare una due giorni di viaggio sulle alpi. Cartina alla mano si traccia un bel itinerario di curve, panorami e alloggi. Di fatto cosa potrebbe andare storto?
In effetti nessuna seria complicazione a parte le previsioni meteo che nel volgere di due giorni diventano funeree, che sulle alpi sfiorano la soglia dell’allerta meteo appunto. Incrociando qualcosa come 5 app sulle previsioni del tempo l’unica salvezza sembrano essere Toscana ed Emilia Romagna, per altro con buone probabilità di pioggia sul finire del viaggio. Si ma come facciamo a riorganizzare tutto in qualche ora, in zone per altro da noi polentoni Milanesi poco conosciute se non per i soliti “capisaldi” (e ora un po’ noiosi) da motociclisti?

Per fortuna ci viene incontro uno strumento potentissimo: la MotoMappa (click qui). Ma non solo, con un po’ di paraculismo sfruttiamo al massimo la nostra amicizia con il “creatore”; nessuna blasfemia, parliamo infatti del vulcanico Carlo “Kiddo” Nannini deus ex Machina della MotoMappa stessa che potentissimo strumento alla mano ci aiuta e consiglia un itinerario che sulla carta ci porterà da Rimini a Viareggio, tagliano in “orizzontale” o quasi la penisola. Waypoint dopo Waypoint in un moderno “unisci i puntini” il viaggio prende forma in poche ore, e non dobbiamo nemmeno rifare il bagagli.

DA RIMINI A VIAREGGIO
Lo storytelling del viaggio, perché noi adoriamo sempre trovarne uno, si sviluppa nell’unire motociclisticamente parlando le due “rivali” del turismo di mare del centro nord. Il fulcro dell’Adriatico VS la capitale del carnevale sul Tirreno. Da rimini a Viareggio, dal “tramonto” all’ “alba” da Est a Ovest in un percorso che (lo scopriremo poi) ci ha stupiti per strade e ambientazioni, evitando per altro come già detto i soliti punti noti, triti e ritriti, fatti e rifatti.
La riviera adriatica ci accoglie, dopo una noiosa ma inevitabile trasferta autostradale, calda assolata e soprattutto ancora molto affollata nonostante siano gli ultimi giorni di agosto. Inutile negare che il mare emana sempre un certo fascino su noi “padani” quindi indugiamo un po’ nel rimirarne il colore mentre sorseggiamo un caffè. Ma la lancetta corre ed è tempo di saltare in sella.

SAN LEO – LA PERLA
Lasciarsi alle spalle le (troppo) calde strade riminesi non è stato affare facile visto il traffico il numero imprecisato di rotonde e attraversamenti pedonali, ma una volta fatto umore e clima cambiano subito non appena si assaggiano due curve in direzione Sal Leo, con anche una brezza leggera che entra nel casco, intrisa di profumi di fieno, di grano, di estate che per fortuna abbiamo ancora addosso come un vestito comodo e confortevole.
La Rocca di San Leo merita sicuramente una tappa e una foto, ma la combine tra colazione all’alba e l’orario favorevole decidiamo per una sosta pranzo con vista sulla vallata circostante. Insomma facciamo quello che si dovrebbe fare i un viaggio…ce la godiamo tanto che arriva il pomeriggio e il nostri viaggio è appena iniziato. Poco male, alla veneranda età di 51 anni non avevo mai visto San Leo da Dentro, passatemi il temine, e questa perla merita ben più che una fugace sosta pranzo.
Ma la strada ci attende e con calma saltiamo in sella e riaccendiamo i navigatori che ci condurranno, di fatto alla cieca, su strade pressoché sconosciute (a noi ma penso anche ai più).
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NON SIAMO SNOB
Intendiamoci, il ripetere che abbiamo fatto per la maggior parte strade poco battute non vuole essere sintomi di “snobbare” il mondo dei motociclisti, ma solo significare che con un potente strumento come la MotoMappa possiamo permetterci si uscire dalle “solite strade” per percorrere nuovi tracciati e magari lasciarci ancora stupire dopo decenni in sella, su percorsi mai visti e di fatto mai conosciuti. Ciò non vuol dire che in questo viaggio abbiamo solo fatto strade di campagna, ma siamo riusciti a raccordare strade note con percorsi deserti e anche per questo molto apprezzati.
Fatta questa doverosa puntualizzazione i nostri Garmin ci hanno portato prima verso il Monte Fumaiolo e alla foce del Tevere per poi puntare nettamente verso un altro punto saliente (scelto appositamente questo si) del viaggio, il vulcano del monte Busca; suggestiva pira sempre accesa che di fatto vulcano non è ma che ha fascino da vendere (ti lasciamo la curiosità e il compito di scoprire che origine ha veramente la fiamma perenne). Per scovarlo devi proprio sapere cos’è perché ci arrivi lasciando la moto in un parcheggio sgarrupato accanto ad un rudere mezzo crollato che sicuramente avevo visto anni più gloriosi di vita. (vedi anche il video di questo viaggio)
Nell’appropinquarci alla fiamma ci siamo accorti di aver dimenticato una cosa fondamentale visitando questo luogo….due belle salsicce da far arrostire per merende. Quest’ultima vuole essere più una battuta che l’invito a cercare di ustionarsi, ma non mancano le testimonianze di grigliate a costo zero.

L’ampia vista sulla valle ci disillude un po’ sulla tenuta del bel tempo, visto che nuvoloni neri si accalcano un po’ più vicini dell’orizzonte. Scegliamo quindi la meta per la notte, ma tra mille bellissime curve dobbiamo trovare il tempo anche pe indossare la tuta antipioggia, più per paura di una doccia improvvisa poiché le gocce che poi cadranno dal cielo saranno davvero 4 di numero.

A cena con una bella fiorentina davanti ragioniamo sulla giornata trascorsa in sella e sui paesaggi che abbiamo attraversato con le nostre moto, un Triumph Tiger 800 Sport e una Royal Enfield Bear 650, di cui vi parleremo anche in seguito.
Il giorno due nasce un po’ cupo con nuvole che vogliono a tutti o costi squarciare il sereno, ma la vista delle colline del Mugello ove arriviamo perdendo il conto delle curve ci rasserena un po’. Il secondo giorno è fatto di strade curvose e panoramiche spesso in costa con la vista che sia apre spesso sui rilievi appenninici e che bordeggia corsi d’acqua rigoglioso nonostante la stagione estiva, guarda il video per capire cosa sto cercando di descrivere.
La costa tirrenica è sempre più vicina, ma il nostro MotoMappa-itinerario ci porta prima ai limiti della Garfagnana a vedere il ponte della Maddalena (o del Diavolo) capolavoro di ingegneria voluto da Matilde di Canossa a cavallo tra XI e il XII secolo. Una sosta è d’obbligo!

L’EFFETTO WOW…
Però e scaturito spontaneo uscendo da una galleria che di botto ci ha portato vista e cuore ad ammirare il paesaggio controverso delle cave di marmo sui monti che sovrastano proprio Viareggio che infatti si palesa all’orizzonte dopo un tornate. La costa della montagna ferita e tormenta dall’operosità di tanti uomini che si sono spaccati, storicamente, la schiena per questo lavoro suscita un mix di emozioni contrastanti, quasi di una tristezza profonda ma che in un angolo ha una punta di orgoglio e di felicità.
Il Tirreno finalmente è li a portata di mano. Un breve sosta per salutare la meta, Viareggio, con le spiagge poco affollate poiché dalle cime delle Alpi Apuane arrivano segnali poco incoraggianti fatti di saette e cumulonembi che dire minaccia è un complimento. Il viaggio volge al termine, ma la saggezza ci impone di indossare la tuta impermeabile, servirà perché la Cisa ci scaricherà addosso una quantità d’acqua notevole.
CONCLUDENDO…VINCERE LA PIGRIZIA
Questo piccolo ma soddisfacente viaggio ha portato a galla una verità per altro poco nascosta. Per confezionare un bel giro soddisfacente senza ricadere nei soliti percorsi è solo una questione di vincere la pigrizia. Abbiamo mille strumenti oggi per pianificare un viaggio, bisogna solo aver voglia di impegnare qualche decina di minuti a tracciare la via. Ci sono millemila applicazioni, noi di solito scegliamo la MotoMappa perché è fatta da motociclisti per motociclisti e soprattutto è una fonte inesauribile di idee…gratis!
Scrivere questo articolo altro non fa che farci tornare la voglia di partire.

LE MOTO DEL VIAGGIO
Come da nostra abitudine abbiamo scelto due moto che se non stanno su estremi opposti poco ci manca. La Royal Enfield Bear 650 (qui la prova completa) ci ha stupito per versatilità e comodità anche sulle lunghe distanze, e la Triumph Tiger Sport 800 (che aimè, mea culpa devo ancora recensire seriamente) si dimostra una compagna di viaggio comoda e versatile, con il “3” da 800 cc che quando viene chiamato in causa dai polsi pesanti tira fuori un anima corsaiola non indifferente. La capacità di carico sulla Tiger è di serie o quasi, sulla Bear ce la siamo inventata, brillantemente direi…visto è solo questione di vincere la pigrizia.

DORMIRE E MANGIARE
San Leo: Osteria Belvedere - https://www.belvederesanleo.it/
Firenzuola: ristorante Il Sagramoso - 0558199222
Dormire: stessa gestione del Sagramoso il B&B gli Orzali.
ABBIGLIAMENTO DEL VIAGGIO
Fagna: Casco Caberg Levo X - Giacca Clover Savana 4 WP - Pantaloni Clover SYS Pro- Light - Scarpe Stylmartin Zed Air
Flap: Casco Caberg Levo X - Giacca Clover RainJet-3 WP - Jeans Clover SYS Pro- Light - Scarpe Momodesign Submachine GTX - guanti Clover Airtouch-2
Per le riprese video abbiamo utilizzato: Insta360 X4 - Insta360 X5 - Insta360 Ace Pro 2 - Sena 50C
GALLERY
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