Monferrato e Langhe
Categoria: Turismo

L’estate sta finendo, lo dicono le giornate che si accorciano, lo dice quel leggero fresco che ogni tanto compare la mattina.


Soprattutto, lo dice il calendario che continua imperterrito a ricordarci che anche agosto, prima o poi, deve finire.
La voglia di moto, invece, non sembra aver ricevuto nessuna comunicazione.

E così, nell’ultima domenica di agosto, basta poco: qualche messaggio, un paio di “dove andiamo?”, qualcuno che propone un giro e qualcun altro che, senza sapere bene dove finirà, risponde semplicemente “io ci sono”.
La combriccola è variegata, come spesso accade quando si mettono insieme motociclisti con idee diverse ma con la stessa voglia di passare una giornata in moto.
L'obiettivo non è fare chilometri per il gusto di farli, né cercare chissà quale passo alpino.
Qualche curva, bei panorami, una buona strada, qualcosa da mangiare e, possibilmente, tornare a casa interi e con ancora abbastanza benzina nel serbatoio. Insomma, un programma ambizioso.

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Per noi milanesi il classicone è praticamente dietro casa: Monferrato, con sconfinamento nelle Langhe.
Il diktat è chiaro: niente autostrada e niente pedaggi. Solo asfalto, curve e un’andatura contemplativa. Contemplativa, sì. Che tradotto dal motociclista significa: “Non abbiamo fretta, ma se davanti c’è una bella curva proviamo comunque a farla bene”.
La traccia prevede partenza da Casale Monferrato e arrivo a Valenza, passando per le colline e arrivando fino a La Morra, dove abbiamo previsto il giro di boa.
Partendo dalla provincia a ovest di Milano la strada verso il Monferrato è quasi obbligata: Abbiategrasso, Vigevano, Mortara, Candia Lomellina e via.
Poco più di un’ora e siamo già al punto di partenza. Il bello è che il viaggio vero deve ancora cominciare.

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Finalmente le colline
Fin dalle prime strade del Monferrato cambia tutto.
La pianura che ci ha accompagnato fin lì comincia a lasciare spazio a morbidi saliscendi, curve che non mettono alla prova nessuno ma che fanno subito venire voglia di togliere un po’ di rettilineo alle gomme.
Le colline sono quelle che piacciono a noi: dolci, verdi, ordinate, con i piccoli borghi che ogni tanto spuntano dalla valle e sembrano messi lì apposta per essere fotografati.

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Si punta verso Ottiglio e poi via fino a Moncalvo. Qui facciamo la classica pausa caffè; perché il motociclista può anche saltare la colazione, ma difficilmente rinuncia al caffè quando è in giro.
Qualche foto dal belvedere, due parole, controllo delle moto e si riparte.
La giornata è ancora lunga e il bello deve ancora arrivare.

Scendiamo verso Asti mentre il paesaggio cambia lentamente.
I vigneti cominciano a diventare i veri protagonisti della strada e, avvicinandoci ad Alba, arrivano anche i noccioli.
Insomma, siamo entrati nel territorio dove praticamente tutto quello che cresce può diventare qualcosa di buono da mangiare o da bere.
Infatti cominciamo a vedere vigneti ovunque e solo  guardarli mentre passiamo viene quasi da immaginare il profumo dei vini che hanno reso famosa questa terra, quasi, perché siamo in moto, e quindi, per il momento, ci limitiamo a guardarli e immaginarli.

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La Morra e la Mangialonga
Arriviamo a La Morra e troviamo un paese decisamente più animato del previsto.
È una giornata particolare: è in programma la tradizionale Mangialonga, il percorso gastronomico che porta i partecipanti tra le vie e le colline del paese, con prodotti tipici e degustazioni dei vini locali.
La formula è semplice: si cammina, si mangia, si beve e si continua a camminare. Il calice viene fornito ai partecipanti e, naturalmente, ognuno se lo porta dietro.
Noi invece abbiamo le moto, e già qui nasce il primo problema, il bicchiere da vino non è esattamente un accessorio previsto dal catalogo delle nostre BMW, Honda, Suzuki e Kawasaki.

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Peccato, perché, a giudicare dall’entusiasmo dei partecipanti, la manifestazione sembra decisamente riuscita.
Tra la folla vediamo anche diversi turisti stranieri, compresi alcuni svedesi che sembrano essersi ambientati alla perfezione.
Loro hanno il calice, noi il casco, ognuno ha le proprie priorità.

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Una deviazione, perché le curve chiamano
Siamo in anticipo sulla tabella di marcia. E quando un gruppo di motociclisti scopre di avere tempo a disposizione, raramente pensa: “Bene, allora arriviamo prima”, più facilmente pensa: “Dove possiamo mettere dentro qualche curva in più?”
E infatti modifichiamo la traccia.
Da La Morra invece di seguire il percorso previsto puntiamo più a sud, verso Barolo e Monforte d’Alba, la strada merita, e anche se siamo venuti per un giro tranquillo, quando l’asfalto comincia a curvare con una certa frequenza diventa difficile fare finta di niente.

A Monforte d’Alba arriva anche il momento del pranzo 
Ci fermiamo al ristorante Il Grappolo D’Oro, proprio nella piazza centrale.
Finalmente facciamo quello che un motociclista dovrebbe fare almeno una volta durante ogni giro: mangiare.
Piatti tipici, qualche chiacchiera e naturalmente un bicchiere di vino, uno, solo uno, lo sottolineiamo perché sappiamo come vanno certe cose.
Quindi uno solo.,. e si riparte.

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Le Langhe danno il meglio
Dopo pranzo puntiamo verso Roddino.
La strada torna a essere protagonista e qui il giro diventa esattamente quello che avevamo immaginato quando siamo partiti; curve, saliscendi, colline e pochissimo traffico.

La moto scorre tra le colline e per qualche chilometro non serve molto altro. Non c'è bisogno di cercare il passo famoso, la strada da condividere sui social o il punto panoramico con il cartello gigante, basta andare e guardarsi intorno. Arriviamo a Cortemilia e da qui riprendiamo la traccia originale.

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Peccato che, come spesso accade nei giri ad anello, il rientro abbia un fascino leggermente diverso, sarà la stanchezza, sarà che abbiamo ancora negli occhi le strade delle Langhe, sarà semplicemente che quando hai appena fatto una bella strada, quella successiva sembra sempre un po’ meno bella.

La prima parte verso il rientro non è certamente noiosa, ma non regge il confronto con quello che abbiamo lasciato alle spalle, poi, dopo Nizza Monferrato, tornano finalmente un po’ di curve e il sorriso ricompare sotto i caschi.
La strada ci accompagna fino a Valenza, dove chiudiamo il nostro giro.

Il rientro, quello vero
A questo punto non resta che tornare a casa.
Mede, Lomello, Tromello, Vigevano e poi Abbiategrasso; la parte meno romantica del viaggio, quella in cui nessuno scatta più fotografie, il navigatore comincia a diventare più interessante del paesaggio e si comincia a pensare alla doccia di casa.
Ma va bene così: Abbiamo passato una giornata in moto - abbiamo mangiato bene - abbiamo visto posti splendidi - abbiamo fatto curve…e, soprattutto, siamo riusciti a rispettare il programma fondamentale: niente autostrada e niente pedaggi.
Il Monferrato e le Langhe ci hanno regalato quello che cercavamo.

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Forse, però, c’è una considerazione da fare.
Mettere insieme le due zone in una sola giornata è possibile, ma significa inevitabilmente assaggiare un po’ di tutto senza riuscire a gustarlo fino in fondo.
Il consiglio, quindi, è quello di scegliere: una giornata per il Monferrato, una per le Langhe.
E magari, ogni tanto, dimenticare completamente il navigatore, prendere una strada perché sembra bella, girare a destra senza sapere dove porta, seguire una curva dopo l’altra, perdersi.
Perché in moto perdersi non è necessariamente un problema, a volte è proprio il modo migliore per trovare qualcosa che non avevamo previsto.

E poi c’è sempre una buona scusa per tornare, anzi, più di una, perché se una domenica abbiamo fatto Monferrato e Langhe, la prossima volta possiamo concentrarci solo sulle Langhe.
O solo sul Monferrato.
Insomma, abbiamo appena trovato il motivo per uscire in moto almeno altre due volte.

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E questa, alla fine, è probabilmente la parte migliore del viaggio.

GALLERY

Flavio Flap Carato firma

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