Potevamo mancare alla quarta edizione Italiana del Distinguished Gentleman’s Ride?
La risposta è si! Soprattutto dopo le perplessità e le sensazioni della scorsa edizione; però lo scopo della manifestazione è nobile, quindi alla fine ha prevalso lo spirito benefico e attivo che ci ha portato anche quest’anno a indossare abiti eleganti e presenziare per cercare di portare sempre più visibilità su un male che colpisce silenziosamente e subdolamente.
Una decisione meditata a lungo che solo all’’ultimo ha preso il sopravvento positivo con la scelta meno scontata; invece dei soliti comodi 20 km di trasferimento ne abbiamo aggiunti un centinaio per cambiare non solo città ma anche regione.
Una moto adatta, trovata all’ultimo momento, una camicia bianca, pantaloni eleganti e una cravatta per un minimo di eleganza, giustamente, richiesta per dare risalto e sensibilizzare, con questa esternazione estetica, i cittadini e i media presenti.
La voglia di novità e di “purezza”, direi quasi di semplicità ci ha portato ad abbandonare gli amici Lombardi, qualcuno probabilmente nemmeno se n’è accorto, per andare a trovare gli altrettanto simpatici amici Piemontesi.
Così la lunga autostrada scorre mentre l’ombra del casco percorre la linea tratteggiata che divide le corsie, un sole che comincia a scaldare e promette una gran bella giornata.
Torino ci accoglie e la sua Piazza Solferino si presenta già invasa da numerosi motociclisti, la sensazione è di calore e sincera accoglienza, anche se pochi ci conoscono.
Questa è la terza edizione del DGR Turin, nato l’anno successivo al successo di Milano che a sua volta ha seguito l'idea originale dell'Australiano Mark Hawwa del 2012, anno in cui anche Roma è stata tra le prime città ad aderire, unica Italiana, a cui se ne sono aggiunte altre l'anno successivo, un’organizzazione semplice, easy è il termine più corretto, ma precisa ed elegante.
Belle, in alcuni casi, esclusive e rare le moto presenti, cavalcate da Piloti dall’eleganza classica, a volte stravagante, ma mai eccessiva.
Notevole anche la raffinata presenza femminile, sia in veste di amazzoni sia di Dame da compagnia sul sellino posteriore.
La partenza per il giro cittadino vedrà impegnato un numero notevole di moto, 500 quelle registrate fino al giorno prima, ma molte le registrazioni sul posto e tanti gli immancabili “Imbucati” che probabilmente hanno portato il numero a superare le 700 unità.
Una quindicina di chilometri attraversando la bella Torino con una perfetta organizzazione e coordinazione tra gli addetti ai lavori e la Polizia locale (che ha messo a disposizione anche una nutrita pattuglia di agenti in moto) che ha permesso un sicuro e piacevole giro turistico cittadino.
Una pausa nel suggestivo Parco Dora Skatepark, esempio di recupero pratico di strutture industriali abbandonate e rese utilizzabili e vivibili e poi di nuovo ad attraversate il Po per tornare al punto di partenza giusto in tempo per il pranzo.
Furba l’idea di far coincidere luogo di partenza con quello di arrivo, così da poter gestire più facilmente gli spazi a disposizione.
Spazi che sono stati messi a disposizione, oltre all’immancabile postazione di barberia Proraso, anche a strutture di Street food pronte a soddisfare i bisogni e i desideri culinari.
Pizza, piadina, panini, patatine, sushi gelati e dolci con l’immancabile birra; un ristoro semplice e ben organizzato mentre le moto riposavano ordinate negli spazi interni di piazza Solferino.
Spento il suono delle moto si è acceso quello delle casse con dell’ottima musica rock dal vivo ad allietare le orecchie oltre che questo pomeriggio di sole che ci è stato regalato.
Ci è piaciuto molto anche lo spirito partecipativo di diversi gruppi arrivati da località vicine a Torino, una presenza attiva a unire invece che dividere la passione.
Un applauso davvero grande alla ASD DappeRiderSociety, al suo Presidente Luca Grivet Foiaia e a soci fondatori (Andrea Circasso, Kuswanto Draghi, Francesco Orlando, Giancarlo Morellato, Bruno Mussino, Andrea “Revel” Nutini, Matteo Fausone, Andrea Depaoli e Andrea Biscione) che si sono dati veramente da fare per organizzare e rendere grande questa branca del DGR.
Mentre torno verso la Lombardia, ancora con l’ombra che mi precede, sul viso rimane quella smorfia di piacere che resta quando le giornate sono piacevolmente trascorse in ottima compagnia.
Un Distinguished Gentleman’s Ride diverso, genuino… da ripetere.
Questi Piemontesi mi hanno proprio convinto e conquistato.
Grazie a Domenico Petrellese per la foto di apertura.
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