Siamo profondamente contrari ai monopattini, lo siamo per la sensazione, direi realtà, della loro pericolosità, per l’uso incontrollato che se ne fa e non ultimo quel famoso fattore “Bonus” che ne ha di fatto promosso la diffusione.
Detto questo non è la prima volta che parliamo di monopattini, seppur particolari, e questa volta ci è piaciuta la provocazione insita nella realizzazione oltre alla sempre apprezzata fantasia.
In un mondo che va verso l’elettrico e dove i monopattini sono alimentati a batteria ecco che questo improbabile mezzo invece ha un bel motore a scoppio e provocatoriamente a due tempi.
Una realizzazione di Francesco Testori a cui IVO’S Box (Ivano Airoldi) ha solo dato una sorta di finitura funzionale per renderlo perlomeno funzionante, anche se come spesso accade per questa tipologia di realizzazioni la funzionalità diventa un fattore secondario.
Il bello di questi mezzi è proprio la sfida nel realizzarli e il fine non è la cosa più divertente.
Ecco che un classico monopattino in plastica da bambino viene trasformato montando un piccolo motore Novarossi da mezzo radiocomandato, capace di esprimere circa 1 CV con i suoi 3,5 cc.
La trasmissione a ingranaggi è totalmente artigianale come del resto il sostegno di motore ruota che è rimasta l’originale.
Modifiche anche al manubrio custom stile ZBar ricavato da un tubo da ½” in acciaio inox, manopole e comando a gas rapido di derivazione Moped e ovviamente nessun freno…
Già si muore da eroi, ma viste le prestazioni e l’uso previsto alla fine il rischio è quasi calcolato.
Rustico come un prototipo, improbabile, pericoloso e inutile, forse per questo ci piace come idea.
Casco: Caberg Ghost Iron
Giacca: Montecatena Rotas Signo
Guanti: Montecatena
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LE CREAZIONI DI IVO'S BOX
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