Categoria: Biker World

A volte per un cortocircuito cognitivo tutto italico siamo portati a pensare al popolo inglese come “algido” racchiuso in schemi secolari di “amplomb” senza particolari slanci passionali di cui invece ci beiamo noi discendenti diretti dell’impero romano.

Niente di più sbagliato. E non sono certo io a dirlo quanto la storia del motociclismo inglese fatta di grandi piloti, grandi case motociclistiche, grandi cuori e grandi imprese. Questa atmosfera particolare la si respira a pieni polmoni al Motorcycle Live di Birmingham che abbiamo visitato quest’anno per la terza volta. Per chi non lo conoscesse o non avesse letto i nostri precedenti articoli (link qui e qui) il Motorcycle Live è una fiera dedicata al mondo moto dalla durata di bene 10 giorni che si tiene a Birmingham, Inghilterra.



Le dimensioni non sono certo paragonabili a quelle di Eicma sia chiaro, anzi mi sono sentito chiedere con una punta di ironia che cosa ci andavamo a fare. Beh la scusa, il motivo perno del viaggio ve lo dirò alla fine dell’articolo, ma di base è una fiera di dimensioni relativamente contenute che ci piace un sacco visitare per respirare un po’ di quell’aria British un po’ speciale di cui parlavo poc’anzi.

PARAGONI? MA ANCHE NO.. 

Inutile paragonare il Motorcycle Live ad Eicma, le realtà sono profondamente (e secondo me volutamente) diverse; probabilmente possiamo trovare più similitudini con il Motor Bike Expo, certo la dimensione della kermesse veronese è più ampia, ma ci sono molte similitudini. Ma ci si ferma qui, per tutta una serie di motivazioni. Il Motorcyle Live ha una sua identità specifica, non fosse altro che per la sua durata, come detto ben dieci giorni, che fa sì che il pubblico si posa “spalmare” su molte più giornate e si parla di poco meno di 100.000 presenze non male per una “piccola fiera”. Certo un periodo così lungo mette a dura prova le capacità fisiche degli espositori e me ne sono reso conto indossando per due giorni il pass “exhibitor”.

TUTTI I BIG PRESENTI…MA NON SOLO

Il titoletto dice tutto, i big erano tutti presenti, capeggiati ovviamente dai Brand Inglesi, ove Triumph l’ha fatta da padrone con una dimensione dello stand espositivo di tutto rispetto. Non sono state da meno Norton e BSA anche se noi abbiamo un amore particolare per le CCM (link qui per il nostro test all’unico esemplare presente in Italia) moto di serie dalle forti connotazioni artigianali e sartoriali che per motivi vari di omologazione (vedi per esempio mancanza di ABS) non possono al momento essere importate e vendute nel nostro paese.

Forte il richiamo patriottico dei motociclisti inglesi verso i “loro” marchi è innegabile e mi stupirei del contrario, ma devo dire che anche lo stand Ducati in alcuni momenti era davvero “inavvicinabile” dato l’alto numero di persone che lo affollavano per guardare da vicino le moto che dal piccolo sobborgo di Bologna riescono ad affascinare i motociclisti di tutto il mondo e che so per certo hanno un particolare ascendente sui bikers inglesi.

Le 4 sorelle Giapponesi non hanno bisogno di molte presentazioni e comunque hanno portato i nuovi modelli che noi avevamo già visto in anteprima a Miano pochi giorni fa. Come dite BMW assente? Ma manco per sogno, presentissima con uno stand davvero grosso, per non dire enorme con tanto di spazio (interno!!!) dedicato agli stunt-man BMW che con cadenza oraria o quadi facevano qualche numero con le GS 1300, dossi di terra battuta compresi. E se ci non bastasse la casa bavarese ha tolto veli sulla nuova R12 oltre che su alcune versioni speciali della R18. Qui ovvio deve piacerti il genere, ma il maxi 1800 di casa BMW non smette di affascinare.  Esposta anche la (ancora) misteriosa GS 900

Girando per la fiera poi si incontrano “corner” davvero particolari, dai volontari che trasportano sangue urgente a bordo delle loro RT Giallo fluo, a tutta una serie di Tour operator specializzati nelle mete più disparate, Italia compresa ma a bordo moto anni ’70. Tra i “fenomeni” veri quello che più rimarrà impresso (iniziate a toccarvi) è il tizio che esponeva i suoi carri-funebri a moto-sidecar (c’è un nostro reel su instagram a riguardo) per un “ultimo viaggio” davvero speciale e ti proponeva di fare una foto…in sella ovviamente ma con tanto di cappello nero a tuba in testa! Ah questi inglesi.
Parlando ancora di “artigiani” o quasi britannici non possiamo non buttare un occhio ai sidecar di Watsonian, un vero riferimento per gli amanti di questo filosofia dell’andare in moto

A dominare il centro della scena un grande palco, con molti incontri con i piloti soprattutto delle Road Races, qui visti come veri idoli. Ma non solo il “big stage” era luogo di incontro e di proiezioni di gare, viaggi, filmati tutti a tema moto, oltre che “piazza grande” per semplici chiacchere tra gli appassionati arrivati da ogni dove, moltissimi in moto nonostante la pioggia tipicamente inglese e il freddo di quei giorni.

PERCHE’ ANDARCI…

Parliamoci chiaro, arrivare a Birmingham non è facile anche se abiti a Milano, i voli diretti sono rari e cari, bisogna fare per forza almeno uno scalo, il che rende l’andata/ritorno abbastanza complicata e noiosa. Se la domanda che sorge spontanea è “vale la pena partire da qui per andare la” solo per vedere la fiera? In tutta onesta rispondiamo “no” anche se…una volta nella vita il Motocycle Live va visto, purché ci si armi di spirito di osservazione e occhio critico.



Allora perché ci siete andati? perché tra gli espositori ci sono gli amici di Paradise Motorcyle New Zealand, con i quali, udite udite, stiamo organizzando un tour nella terra dei Maori (e dei Kiwi) per il mese di febbraio 2024. Oh beh, direte, non potevi risolvere tutto con un mail o video-call???

Eh sì ciao…e allora che gusto c’è?

 

 

 

 

 

 

 



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