Il Meteo non è riuscito ad annullare il 13° incontro di MOTOAFICIONADOS presso la parrocchia di Bresseo Treponti in Veneto, l’ha solo rinviato al 27 Aprile scorso.
Dopo la benedizione delle numerose moto dei motociclisti presenti (provenienti da varie regioni limitrofe) avvenuta dopo la Santa Messa celebrata da Don Riccardo, nei locali della parrocchia è stato allestito il pranzo (con le eccellenze gastronomiche venete, cucinato dai volontari della canonica) e la ricca estrazione della lotteria a tema motociclistico, nella quale molti centauri presenti hanno potuto sostenere (non solo con la quota di iscrizione, ma anche con l’acquisto dei più di mille biglietti venduti) le iniziative promosse da In Moto con l’Africa ideata dagli amici Michele Orlando e Marco Visonà di Marco Polo Team e Medici con l’Africa Cuamm, nonché sostenitori del Trofeo Moto Guzzi Fast Endurance (dal 2019 competizione di successo in sella alle Moto Guzzi V7 che accoglie partecipanti di ogni livello, regalando l’emozione unica di sfidarsi in un’atmosfera competitiva che celebra l’autentica passione per il motociclismo) e che durante il campionato annuale, raccoglie fondi per sostenere iniziative filantropiche destinate ai paesi del terzo mondo. 
Durante la manifestazione, alla quale è seguito nel pomeriggio un Moto Tour tra i Colli Euganei e Colli Berici, erano presenti anche gli amici de “Sulle Strade del Mondo” e dell’associazione gli “Amici di Abele” di Casalbuttano (CR), ai quali si è aggiunto anche in nostro amico scrittore di cultura motociclistica Fabio Bianchi (in sella Super Meteor 650cc, messagli a disposizione da Pinuccia & Davide dell’Exclusive Store Royal Enfield di Cremona) e l’amico endurista adventure veronese Giacomo Zanini, insieme a Massimo, Elisa e Donatello i quali capitanati dall’instancabile moto viaggiatore Mario Ferrami (perno, trascinatore e factotum grazie a cui Casalbuttano di Cremona ha una realtà legata all’ambito moto cosi dinamica e virtuosa) sono stati una presenza non indifferente. 
In particolare, dopo la proiezione del filmato promozionale, Mario è salito sul palco consegnando pubblicamente a Michele e Marco una cospicua e disinteressata donazione in denaro, che, come in molte altre occasioni, ha raccolto durante il ciclo delle serate di cultura motociclistica promosse al Teatro Bellini di Casalbuttano (CR) e tramite altre iniziative ideate dal gruppo Amici di Abele.
Il Gruppo Amici di Abele è nato per ricordare l’amico Abele Mondini, soprannominato “Mondo” che aveva iniziato a viaggiare da giovanissimo apprendendo e trasmettendo il gusto del viaggio, nel senso più ampio del termine attraverso il quale si fa scoperta di sé degli altri, incontrando sinceri ed autentici compagni di viaggio con i quali condividere e conoscere un tratto di strada insieme, appassionandosi alla Vita rispettando le diverse tradizioni, usi, abitudini e culture di popoli apparentemente differenti fra loro, ma accumunati dalla fratellanza universale ed umana. 
Il sostegno verso le iniziative di In Moto con L’Africa, da parte del gruppo dei bikers cremonesi, è finalizzato a dare la possibilità in molti Paesi africani di raggiungere un ospedale, che in tali luoghi può essere un’impresa molto difficile. Durante i loro viaggi “in sella”, una volta capita l’importanza della moto in quei contesti, i promontori Michele Orlando e Marco Visonà non sono rimasti indifferenti. Si sono dati l’obiettivo come team di motociclisti, di dotare di moto-ambulanze tutte le regioni africane in cui operano i Medici del Cuamm e, più “ampiamente”, consentire a sempre più persone, in particolare mamme e bambini, di raggiungere le cure. I territori dove operano ed intervengono sono vasti, le infrastrutture assenti o quasi, le condizioni climatiche e del terreno rendono ogni trasferimento impervio.
Facile comprendere come un ritardo dell’aiuto possa facilmente rivelarsi fatale. Ecco che in queste situazioni la moto, che per noi è principalmente uno strumento di svago, di passione, diventa la soluzione migliore per raggiungere il villaggio sperduto, portare un malato in ospedale o consegnare un vaccino. La moto è autentico strumento di salvezza. Abbatte il limite geografico perché può arrivare quasi ovunque. Abbatte il limite culturale, perché non è vista come un’ambulanza, è facile da usare e può dare un ruolo sociale all’interno del villaggio. Abbatte il limite economico, perché ha costi di esercizio bassissimi ed è facile riparare.
LA STORIA
Sulle strade del … Mondo; per ricordare un amico
Proprio per questo è iniziata, ormai parecchi anni fa, la nostra avventura “Sulle Strade del … Mondo”: per ricordare Abele Mondini, comunemente chiamato da noi tutti “Mondo”, un diminutivo, neanche troppo originale, desunto, come è facile intuire, dal suo cognome; un cognome che, come avviene a tutti noi, Abele non si era scelto, ma che nel suo caso è stato davvero profeta di quella che poi sarebbe stata la vita di Abele stesso. “Mondo”, infatti, aveva cominciato a viaggiare “Sulle Strade del Mondo” giovanissimo, coinvolgendo poi nei suoi tour amici che con lui e da lui hanno appreso il gusto del viaggio nel senso più ampio del termine, un viaggio che si fa scoperta continua di sé e degli altri, perché ci obbliga a confrontarci con noi stessi, con le nostre abitudini, le nostre capacità ed i nostri limiti: un viaggio, dunque, che diviene specchio di quella ricerca del senso della vita che l’uomo conduce nel suo cammino tra gli altri. Un cammino caratterizzato dall’amore per la vita, colta in tutte le sue manifestazioni, nella consapevolezza che “la vita va osservata, amata, rispettata..., mai giudicata”. Anche quando gli usi, i costumi, le tradizioni, il modo di vivere insomma, è lontano da noi anni luce, - o forse così ci sembra-, c’è una ragione a dare un senso a tutto ed è questa ragione profonda, nascosta ai più, che va cercata, indagata, accettata con profondo rispetto. Ed è proprio questo che Abele ci ha testimoniato e lasciato in eredità, - oltre -, si intende-, alla voglia di viaggiare: un rispetto assoluto per popolazioni che vivono secondo parametri lontanissimi dai nostri, molto spesso difficili da capire dall’esterno, ma facili da intuire se si riesce ad entrare in relazione con loro, che a volte sembra non aspettino altro che l’arrivo di “amici” pronti a condividere un tratto di quel lungo cammino che è la vita.
Ed è proprio per tenere vivo questo messaggio che il gruppo Amici di Abele ogni anno organizza presso il Teatro V. Bellini quattro incontri, nei giovedì di novembre, con viaggiatori (non turisti!) che nello spirito di Abele si sono spinti lungo rotte ardue e remote ed hanno incontrato i popoli dell’Africa nera, dell’Asia centrale, della Patagonia, del Perù, del Cile, dell’India…, condividendo esperienze profonde, le cui tracce hanno lasciato un segno indelebile nei loro cuori e nelle loro menti, tracce ben più profonde di quelle lasciate sulle pellicole che, comunque, riescono sempre a trasmetterci, attraverso immagini suggestive ed emozionanti, frammenti di vita dell’uomo nel mondo. Negli ultimi anni poi la nostra manifestazione si è caratterizzata per interventi umanitari a favore di quelle popolazioni che sono le vere protagoniste delle nostre serate; infatti con il ricavato della vendita di gadget con il logo della manifestazione e con i proventi della cena estiva è stato realizzato un pozzo in Kenia, dedicato proprio alla memoria di Abele, sono stati inviati fondi a sostegno delle popolazioni dell’ America Latina e dell’India, in particolare all’orfanotrofio di Vijadawada e dell’ospedale di Bhopal : particolarmente toccante e significativo è stato l’incontro con Dominique Lapierre ( autore di La città della gioia e Mezzanotte e cinque a Bhopal) .
Per 15 anni i fondi raccolti sono andati a sostegno dell’orfanotrofio di Beira, in Mozambico, dove sono stati ospitati più di trecento orfani che, grazie alla generosità di tutti noi, hanno potuto sperare in un futuro migliore. Purtroppo un tifone ha distrutto la struttura, senza peraltro provocare vittime, e così ci siamo imbarcati nel progetto “In moto con l’Africa CUAMM”, finalizzato all’acquisto di moto ambulanze, grazie alle quali poter raggiungere anche le zone più isolate e prestare soccorso fino a “quell’ultimo miglio”. Grazie alla generosità dei nostri amici siamo riusciti ad acquistarne già dieci e speriamo di poter proseguire nel nostro progetto. Per chiudere una citazione per riflettere:
“…un pensiero nomade migrante sa oltrepassare il proprio punto di vista per ricercare e confrontarsi con altri punti di vista ed altre logiche per scambiare progetti ed ipotesi di nuovi mondi possibili.“
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