Nonsoloturisti, racconti e immagini di scrittori viaggiatori…in Vespa!
Categoria: Biker World

La Vespa è da sempre protagonista di viaggi e di racconti, ed è stata lei la protagonista indiretta della serata del 9 Dicembre scorso.


Tra i numerosi appuntamenti invernali, che tengono viva la passione del viaggio in sella alle due ruote motorizzate, si è tenuta infatti, come ogni anno, a Crema (CR), presso l’Auditorium della Sala Congressi Alessandrini, in via Matilde di Canossa n°20, l’opportunità d’incontro “Ricordando Giorgio Bettinelli”, promossa dalla Prof.ssa Andreina Castellazzi.

Fabio Bianchi  Bettinelli 1

Evento che raduna, numerosi appassionati vespisti che ricordando e talvolta emulando gli epici viaggi di Bettinelli, attestano e testimoniano il gusto e le motivazioni intrinseche d’intraprendere e farsi fagocitare dall’ideale prospettico attrattivo di cimentarsi in un’avventurosa impresa tra le strade del mondo con le proprie Vespa. 

Tra le proposte inerenti all’editoria del libro e della letteratura non avente fini tecnico-manualistici, ma di vera e propria lettura, il settore motociclistico vanta numerosi autori che hanno narrato le loro imprese autobiografiche, eroiche, mototuristiche e reali, divagando e spaziando nel raccontare non tanto gli itinerari intrapresi, ma esternando le impressioni, i sentimenti, le emozioni vissute. Hanno realizzato autentici capolavori romanzati talvolta poetici ed in qualche caso aventi un velato intento storico/culturale/formativo. Narrazioni che “vengono dal basso” appassionano ed avvicinano alla lettura, magari anche coloro che altrimenti non leggerebbero nulla. In questi testi spesso sono presenti fotografie, mappe, itinerari di viaggio, consigli a sfondo tecnico ed impressioni; oltre alle considerazioni profondamente intime degli autori, sul senso di libertà, indipendenza, consapevolezza. Come non mancano numerosi consigli pratici su come affrontare il viaggio su due ruote, come porsi l’obiettivo all’insegna dell’avventura e come giovarsi di questa fuga dagli spazi limitanti di una vita alienante, frenetica e ripetitiva quale potrebbe apparire la nostra contemporaneità. 

Ricordando bettinelli 1

Tra questi i più conosciuti sono i libri del compianto Giorgio Bettinelli (1955-2008), un “personaggio” (in quanto: giornalista, musicista, cantautore, attore, cabarettista), originario di Crema (CR), che all’inizio degli anni ‘90, decide di mollare tutto e viaggiare in sella alla sua Vespa! E narrare così emozioni, incontri, situazioni imprevedibili incontrate lungo la strada. Viaggi celebrati in suo ricordo, non solo attraverso le sue opere letterarie quali: In Vespa. Da Roma a Saigon, In Vespa oltre l'orizzonte, Brum Brum. 254.000 chilometri in Vespa, Rhapsody In Black, La Cina in Vespa, Turkey: a travel survival kit, ma contemporaneamente anche presso il Museo della Fondazione Piaggio di Pontedera (PI), sorto negli spazi produttivi e di assemblaggio della storica fabbrica, dove sono permanentemente esposte le Vespa da lui utilizzate… ed appunto anche attraverso questa lodevole rassegna culturale promossa dal suo territorio di provenienza.

Ricordando bettinelli 2

Ad apertura dell’incontro è stato proiettato il cortometraggio intitolato “Il vespista” realizzato dal regista Francesco Crivaro, dedicato esclusivamente al viaggiatore, scrittore e cantautore citato, ed alla genesi dei suoi viaggi (infatti il film è ambientato a Bali, in Indonesia, negli anni ‘90, tempo e luogo nel quale Giorgio Bettinelli ha maturato l’intento d’intraprende le sue memorabili imprese di viaggio).



A proseguire la serata, il moderatore giornalista Antonio Guerini ed il Vespa viaggiatore/scrittore Fabio Cofferati hanno presentato Giorgio Càeran.
Intramontabile viaggiatore vespista (e non solo, poiché anche lui come Bettinelli, ha una personalità inusuale e creativa in quanto è stato anche: paroliere, poeta e scrittore prolifero), che in sella alla sua Vespa 200 Rally, ha addirittura anticipato di ben 14 anni i viaggi di Giorgio Bettinelli, realizzando non un solo libro (ma ben sei), tra i quali l’ultimo di recente pubblicazione: «Prima c’era la Gigia, ora c’è Penny. Mezzo secolo di viaggi d’ogni tipo… e anche altri racconti».

Ricordando Bettinelli 3

Inutile specificare che tra i vari uditori, sono accorsi e non sono mancate le delegazioni del Vespa Club Crema e di Vespa Club Castelleone e del Vespa Club Piacenza (tra i quali standing ovation al loro presidente Riccardo Gianelli, che in barba alla nebbiosa serata invernale, tipica della bassa padana è giunto a Crema con la sua Vespa). 
La serata è stata un dialogante omaggio all’anima e alle imprese di Giorgio Càeran, narrate nel suo ultimo libro (PS: la Gigia era il nome della sua Vespa e Penny il suo attuale cagnolino). Un libro decisamente corposo, voluminoso, apprezzabile da quei potenziali lettori che non sono allergici alle opere enciclopediche, e che avvezzi alle spicciole e riduttive sintesi di pensiero, apprezzano ancora quel gusto e quella gradevolezza di una lettura estesa, amplificata e divulgativa. Trattasi di un’opera che potrebbe essere considerata una “Summa” inspiratoria dell’esistenza di Càeran, nella quale si carpiscono le sue ispirazioni, riflessioni, sensibilità, considerazioni, emotività e le percettibilità esperienziali, all’interno di un gioco d’intrecci, incontri e la sua personalissima attitudine incline al “viaggiare raccontandosi”. 

Ricordando Bettinelli 4

Nella serata non sono mancati gli scoop come la videotelefonata in diretta con l’amico fiorentino Gianni Paolini ed alla fine la sorpresa più sorprendente alla quale lo stesso Càeran ne era all’oscuro. 
In chiusura Fabio Cofferati (il quale è anche un abile, conoscitore e competente restauratore di Vespa), dopo tanto affannoso investigare e cercare tra gli uffici competenti, è riuscito (con le poche informazioni in suo possesso) a rintracciare e recuperare la Vespa 200 Rally che Giorgio Càeran, dopo i suoi viaggi aveva abbandonato (come in uso un tempo) nell’officina di un meccanico milanese. Insomma, dietro le quinte dell’auditorium Alessandrini, per merito di Fabio Cofferati, è spuntata sul palco “la Gigia” (proprio lei!) restaurata a regola d’arte. Inutile tentare di narrare l’emozione e lo stupore nel rivederla nel suo massimo splendore dopo più di un quarantennio.

FABIO BIANCHI 

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