All’orizzonte incombevano nuvole scure, gonfie di pioggia e minacciose. Fin dalle prime ore del mattino il cielo sopra la pianura cremonese sembrava voler lanciare una sfida ai partecipanti del 27° Motoraduno del Pa e Salam.
Presagi della partenza
Nonostante le previsioni poco incoraggianti, il 2 giugno 2026 è iniziato nel migliore dei modi grazie all’accoglienza di Stefano e Cinzia Gazzoni e del loro staff, che hanno accolto i partecipanti con una ricca colazione e gadget esclusivi. Davanti alla concessionaria Yamaha di Casalmorano, tra moto d’epoca e motociclisti in arrivo, si è subito respirato lo spirito autentico del Pa e Salam: non un semplice raduno, ma un’occasione per ritrovarsi, condividere esperienze e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità motociclistica.
In questo senso viene spontaneo richiamare una riflessione di Seneca, il grande ed eclettico filosofo romano, secondo il quale: «…non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare…». I partecipanti al Pa e Salam, invece, sapevano perfettamente dove volevano essere il 2 giugno 2026. Per questo le nuvole, il vento e la pioggia non sono diventati ostacoli, ma semplicemente parte del viaggio. Quando la meta è la condivisione di una passione autentica, le condizioni del percorso finiscono inevitabilmente in secondo piano.
Il valore dell'esserci
L’edizione 2026 del Motoraduno del Pa e Salam è stata impreziosita dal XXVII Memorial Aldo Capredoni, dall'VIII Trofeo Fratelli Colla, dal VI Trofeo Alberto Tacchinardi e dal IV Trofeo Alberto Pedrazzi. Manifestazione che non ha rappresentato semplici premi, ma ha custodito la memoria di persone che hanno lasciato un segno nel tessuto umano e motociclistico del territorio.
L’organizzazione, affidata al Moto Club Nino Previ di Soresina guidato dal presidente Marco Costa e dal suo consiglio direttivo, con compagne, mogli e figli a seguito, ha ancora una volta dimostrato come il motociclismo associativo della Federazione Motociclistica Italiana, possa rappresentare qualcosa di più di una semplice passione individuale e/o campanilistica.
Gazzoni Stefano e la sua immancabile presenza territoriale
La concessionaria Motorcycles Gazzoni, alla terza generazione e concessionaria Yamaha per Cremona dal 1989, è da decenni un punto di riferimento per i motociclisti del territorio. Gran parte di questo prestigio porta il nome di Stefano Gazzoni, professionista capace di coniugare competenza tecnica e attenzione verso le persone, custodendo quella genuina “anima provinciale” che rappresenta ancora oggi un valore prezioso: non nel senso riduttivo del termine, ma come espressione di rapporti umani, fiducia, conoscenza reciproca e capacità di mettersi nei panni degli altri.
Ed è così che ha avuto inizio questa straordinaria occasione d’incontro
Così, mentre il cielo continuava a minacciare tempesta, i biker hanno risposto come solo i veri motociclisti sanno fare: accendendo i motori, senza se e senza ma e puntando la ruota verso la meta.
Alle 10.15 il lungo serpentone di moto storiche e moderne ha lasciato Casalmorano. Una sessantina di chilometri attraverso il cuore più autentico della provincia cremonese. Decine di motociclette si sono mosse ordinatamente lungo strade comunali e provinciali immerse in quel paesaggio rurale che rappresenta una delle espressioni più autentiche della Pianura Padana.
Come spesso accade nei viaggi in moto, non è mancato un imprevisto meccanico: una BMW è rimasta in panne per un guasto alla pompa della benzina. Grazie al tempestivo intervento di Stefano Gazzoni, il problema è stato risolto e il motociclista ha potuto riprendere il percorso con il gruppo. Ai lati della carreggiata scorrevano campi coltivati, filari di alberi, rogge, fossi, cascine e piccoli borghi. Un territorio che si colloca tra Adda, Serio e Oglio. Una geografia operosa, che racconta secoli di lavoro agricolo, di relazioni umane e di trasformazioni economiche. Chi attraversa questi luoghi senza fermarsi rischia di considerarli monotoni. Eppure, la lezione della comunicazione del neorealismo italiano di Cesare Zavattini è proprio questa: «…la meraviglia non sempre si nasconde nell’eccezionale, molto spesso si trova nell’ordinario dei territori e paesi di provincia...». La pianura rivela la sua bellezza con discrezione, a chi la attraversa senza fretta e con attenzione. Non la ostenta né la proclama, ma la sussurra, lasciando un segno profondo in chi la vive e la frequenta.
La persistenza della pioggia sui centauri
Dopo circa sessanta chilometri, l’arrivo al Laghetto Mandarino è coinciso con un forte acquazzone. Riparati sotto il porticato, i motociclisti hanno però mantenuto alto l’entusiasmo: tra aperitivo, conversazioni e goliardia, l’attesa è diventata un piacevole momento di condivisione. I racconti di viaggio si intrecciano, le battute e le sghignazzate si rincorrono. Addirittura, non sono mancati gli incontri di chi si è riconosciuto i dopo più di trent’anni.
E proprio osservando questa scena viene spontaneo pensare ad Alessandro Manzoni. Nei "Promessi Sposi" le difficoltà e gli imprevisti non sono soltanto ostacoli. Gli imprevisti rivelano il carattere autentico delle persone e rafforzano il senso di comunità, che nasce proprio nell’affrontare insieme le difficoltà. Così, quando la pioggia ha dato tregua, i motociclisti sono ripartiti con la stessa determinazione dell’inizio. Le condizioni meteorologiche hanno però consigliato prudenza. Per garantire la sicurezza dei partecipanti, gli organizzatori hanno deciso di annullare la seconda parte dell’itinerario previsto e di dirigere il gruppo direttamente verso il ristorante Le Tre Chiose di Orzinuovi, dove si è svolto il tradizionale pranzo conviviale.
Il valore della convivialità
Il pranzo diventa il naturale proseguimento dello spirito che anima il Pa e Salam. Non è soltanto un momento gastronomico, è un'occasione per celebrare lo stare insieme, per raccontarsi, per ridere e per sentirsi custodi di un qualcosa da condividere: cioè un proprio impegno, al quale si desidera dedicare il proprio tempo e che tiene occupati. Viene inevitabilmente alla mente Giacomo Leopardi. Nelle “Operette morali” e soprattutto nella riflessione de "La Ginestra", il poeta individua nella solidarietà comunitaria tra gli uomini, una delle risposte più nobili alle difficoltà della condizione umana. Anche quell’acquazzone inatteso si è trasformato in un’occasione di dialogo e condivisione, ricordando che il valore più grande di un viaggio spesso risiede nella compagnia più che nella meta. Nelle sue opere, il letterato citato vede nella socialità una delle poche risposte alle difficoltà dell’esistenza: la vicinanza tra le persone e la consapevolezza di condividere un destino comune, raccontandosi e comprendendosi, sembrano essersi concretizzate anche attorno ai tavoli del pranzo motociclistico.
Durante il pranzo si sono svolte inoltre le attese premiazioni:
- XXVII Trofeo Aldo Capredoni alla Ariel Hunt Master del 1955 di Luciano Mutti;
- VIII Trofeo Fratelli Colla alla Moto Guzzi 350 GTS del 1979 di Luigi Piccinelli;
- VI Trofeo Alberto Tacchinardi alla Kawasaki Ninja ZX-6 del 2003 di Alessandro Stefanoni;
- IV Trofeo Alberto Pedrazzi alla Honda Transalp del 1995 di Francesca Flumeri.
Al termine della manifestazione, il giovane presidente Marco Costa ha voluto esprimere il proprio ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. 
Una storia profondamente padana
Se Giovannino Guareschi avesse assistito a questa giornata, se avesse osservato quel lungo serpentone di motociclette attraversare la campagna tra Soresina, Casalmorano e Orzinuovi, probabilmente avrebbe sorriso. Avrebbe riconosciuto nei motociclisti del Pa e Salam gli stessi tratti umani che animano le pagine del suo romanzo “Mondo Piccolo”: la testardaggine della gente della Bassa, l’orgoglio della vita di Provincia, la capacità di fare comunità, la forza di ridere anche quando il cielo si mette di traverso. Il territorio ha finito per diventare anche lui protagonista e promotore della manifestazione. Tra Soresina, Soncino, Casalmorano, Orzinuovi e Crema non ci sono montagne spettacolari né scenari da cartolina. Eppure, esiste qualcosa di altrettanto prezioso: un’identità. Un senso di appartenenza, un valore che alimenta la cultura del ritrovarsi che continua a resistere al tempo. Il 27° Motoraduno del Pa e Salam ha dimostrato che la vera passione non dipende dal bel tempo, ma dalla voglia di condividere la strada, valorizzare il territorio e trasformare ogni imprevisto in un ricordo. I nuvoloni hanno fatto la loro parte, senza però riuscire a rovinare ciò che rende speciale questo appuntamento.
Il prossimo appuntamento è già fissato per il 28° Motoraduno del Pa e Salam, in programma il 2 giugno 2027. Con o senza sole, una cosa è certa: i motociclisti ci saranno.
Ma il dinamico Motoclub Nino Previ di Soresina, con i suoi 300 iscritti, a breve, ha ben due eventi imperdibili ed altrettanto originali da proporre. Detto ciò, per saperne di più, è sufficiente contattare il Moto Club Nino Previ di Soresina.
FABIO BIANCHI
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