900 chilometri per celebrare 125 anni di storia Royal Enfield
Categoria: Biker World

Per il centoventicinquesimo anniversario di ROYAL ENFIELD, il gruppo Rider Enfielders Cremona, associato all’Exclusive Store Cremona La Bottega delle Moto Speciali, ha scelto il viaggio come forma di celebrazione.


La strada è divenuta il luogo stesso della ricorrenza, affidata alle vistose cromature e al passo della voce costante dei motori monocilindrici e bicilindrici del marchio.

La strada come appartenenza
Appartenere a un motoclub significa riconoscersi in una stessa idea di strada, nel ritmo del viaggio condiviso, nella continuità di una passione che si compie nel movimento, ma anche nel tempo e nella distanza percorsa insieme “on the road”, sia metaforicamente, tramite la frequentazione di coloro che accolgono le iniziative proposte.
Vi sono ricorrenze che si consumano nella propria zona di comfort, tra brindisi, tavoli e convenevoli. Ma vi sono anniversari, nell’ambito motociclistico, che reclamano ben altro cimento. Anniversari che esigono asfalto, polvere, tornanti e chilometri. Per celebrare degnamente l’evento, un manipolo di ardimentosi Enfielders ha dunque scelto la via dell'azione “in viaggio”.

125 royal enfield fabio bianchi

Il preludio della partenza
All’alba del ponte del 2 giugno 2026, tra la domenica e il martedì, davanti alla Bottega delle Moto Speciali si è raccolto il gruppo. I motori si sono accesi uno dopo l’altro, diffondendo nella pianura lombarda una vibrazione continua. I caschi serrati, i bagagli fissati, i gesti rapidi e consapevoli prima della partenza hanno composto il primo atto del viaggio.
La colonna si è distesa lungo un itinerario che, dalla partenza al ritorno a casa, ha fatto macinare al motoclub quasi novecento chilometri tra pianure, laghi, vallate e passi alpini. La strada ha guidato il procedere, intrecciando il movimento delle moto con il mutare del paesaggio, fino a rendere ogni tratto una continuità di esperienza e di tempo.

royal enfield 125 bianchi

Memento Audere Semper
Il richiamo a Gabriele D’Annunzio si innesta naturalmente in questa visione del movimento. Nelle sue opere e, in particolare, nello spirito delle Laudi, la modernità meccanica e la tensione vitale dell’uomo si fondono in un’unica dimensione estetica, dove il gesto diventa affermazione di volontà e intensità di vita. Nel suo codice morale e poetico, sintetizzato anche nel motto «Memento audere semper» (tradotto dal latino: «Ricorda di osare sempre»), l’azione assume valore assoluto, come impulso a varcare continuamente il limite del consueto.
In questa prospettiva, il viaggio degli Enfielders Cremona ha assunto una forma dai toni variegati, coerenti con la sensibilità letteraria e poetica dannunziana: «… il procedere lungo la strada diventa esperienza totale del movimento, in cui la distanza percorsa non è semplice misura, ma tempo vissuto…». E, come lo stile dell’autore citato, che preferisce letterariamente l’uso della strofa lunga, talvolta lunghissima, composta di versi liberi, di misura diversa, liberamente alternati e legati tra loro in modo del tutto irregolare da rime, ma più spesso da assonanze e/o consonanze, così ha trovato corrispondenza nel “motociclettare” del gruppo degli Enfielders cremonesi, che, tramite il loro dinamico animo e sullo sfondo di una miriade di eventi e percorsi naturali, hanno progressivamente compenetrato e portato a compimento questa metamorfosi, distaccandosi per tre giornate dal consuetudinario quotidiano.
In sintesi, le salite, i passi, le discese e le aperture della pianura hanno costituito un unico e intrecciante flusso quasi narrativo, nel quale la strada si è fatta linguaggio. Anzi, vista la presenza immancabile di burrasche e piogge torrenziali, che in quei giorni gli Enfielders si sono ritrovati ad affrontare, si potrebbe azzardare che sia stata evidente la fortissima presenza delle figure di suono, sempre tipiche dello stile dannunziano, fino a un insistente “fonosimbolismo” (basti pensare a La pioggia nel pineto), che li ha accompagnati per l’intera avventura tramite il tamburellare cilindrico e ciclico del rumore della pioggia battente, del vento, dei motori, dell’acqua sull’asfalto e delle burrasche abbia costituito una sorta di “colonna sonora” naturale del viaggio, proprio come nella poesia dannunziana i suoni della natura diventano parte integrante dell’esperienza poetica.
La celebrazione dei centoventicinque anni di Royal Enfield si è così compiuta nel viaggio stesso, nella durata condivisa del percorso, nel legame tra uomini e motociclette Royal Enfield inseriti nello stesso ritmo. La memoria dell’esperienza si è depositata nei chilometri, nelle soste, nel ritorno costante del dinamismo e del movimento lungo la linea delle montagne e della pianura.

Bianchi 125 royal enfield

Destinazione Folgarida
La destinazione era Folgarida, in provincia di Trento. Una proposta che ha raccolto l’entusiasmo di quei soci che, davanti alla prospettiva di molte ore in sella e a condizioni meteorologiche non delle migliori, tra temporali, piogge torrenziali e continui “metti e togli” dell’abbigliamento antipioggia, non hanno visto una difficoltà, ma una promessa di avventura.
Come accade ormai in quasi ogni esperienza condivisa, anche questa ha avuto il suo punto di ritrovo virtuale. È nato così il gruppo WhatsApp “Il Ponte dei Bottegai”, creato per evitare di sovraccaricare la chat principale del gruppo, che conta ormai quasi trecento iscritti. Nel giro di poche ore si è trasformato in un diario collettivo del viaggio: fotografie, aggiornamenti, appuntamenti, commenti e inevitabili battute che hanno accompagnato il tour quasi quanto il rumore dei motori.

L’organizzazione della colonna bikers
Tra gli aspetti più apprezzati dell’organizzazione vi è stata la scelta di suddividere i partecipanti in piccoli gruppi, con partenze scaglionate e composti tenendo conto delle caratteristiche delle moto e delle diverse abitudini di guida.
Una soluzione semplice ma estremamente efficace, soprattutto in un contesto caratterizzato da una notevole varietà di esperienze. C’era chi alle spalle aveva migliaia di chilometri di viaggi e chi si avvicinava per la prima volta a un percorso così impegnativo; chi preferiva mantenere un ritmo più brillante e chi desiderava godersi ogni tratto di strada con maggiore tranquillità.
I gruppi si sono così suddivisi: gli APRIPISTA, i PEPPA PIG, i ROMBANTI, gli ELEGANCE e la SICURITY.

fabio bianchi 125 royal enfield

Attraverso le valli alpine
All’arrivo presso l’HOTEL RENZI (via dei Margeni 20, 38025 Folgarida di Dimaro, in Val di Sole, Trentino), raggiunto attraversando la pianura lombarda, costeggiando la sponda sinistra del Lago d’Iseo e guadagnando quota tra i tornanti di Schilpario e della Val di Scalve, per poi entrare in Val Camonica e risalirla attraverso Edolo e Ponte di Legno fino al Passo del Tonale, prima della discesa verso la Val di Sole, ad attendere i bikers c’era nientemeno che Niko Sorbo, pluripremiato pilota di Flat Track e istruttore della Royal Enfield Slide School Italy, ideatore dell'iniziativa Dust&Fun e figura di riferimento nella diffusione di questa disciplina in Italia, oltre che autentico ambasciatore dello spirito più genuino del marchio Royal Enfield.
Niko Sorbo è inoltre titolare dell'imponente e spazioso Hotel Renzi, una struttura particolarmente adatta ad accogliere anche i motoclub più numerosi, grazie agli ampi spazi a disposizione e a un'ampia area coperta dedicata alle motociclette.

125 royal enfield

Nico Sorbo e l’anello trentino
La sua vulcanica e amichevole presenza è stata costante: oltre ad aver raccontato la propria disciplina e le esperienze maturate in pista, e ad aver mostrato la sera i filmati dei raid affrontati negli anni, nella giornata di lunedì ha scortato gli Enfielders cremonesi dalla mattina fino all'ora di cena in un mototour ad anello dal ritmo pepato, alla scoperta del territorio trentino. NB: iniziativa, senza costi aggiuntivi, che propone regolarmente, cucendola su misura a tutti i motociclisti che soggiornano nel suo hotel; addirittura, per chi non arrivasse con una Royal Enfield, provvede lui stesso a procurargliene una, offrendo l’occasione di provarla in demo.
Il percorso ha condotto il gruppo lungo i tornanti che scendono verso Tione di Trento e le Terme di Comano, per poi risalire in direzione del Monte Bondone e successivamente raggiungere il Lago di Molveno dove, tra un brindisi e un pranzo presso la Taverna La Botte, i motociclisti, su concessione dell’assessorato, hanno potuto apprezzare anche la comodità di parcheggiare le moto direttamente nella piazza centrale del paese.
Il viaggio è quindi proseguito verso Andalo, Cles ed aperitivo di fine giornata a Malé, incorciando la Piana Rotaliana, la Val di Non e la Val di Sole, tra vallate, boschi e panorami che rappresentano l’essenza più autentica del Trentino.
Il gruppo è stato inoltre seguito dal mitico motofotografo Andrea Monico, romagnolo d’origine ma ormai trapiantato in Val di Sole, che, affiancando la comitiva, superandola e precedendola in alcuni tratti per raggiungere i punti più spettacolari del percorso, si è posizionato lungo tornanti e scorci panoramici per immortalare, con la sua competenza, esperienza e la sua attrezzatura professionale, il passaggio dei centauri in curva. Ne è nato un reportage fotografico di grande qualità, capace di restituire l’atmosfera del viaggio, la bellezza dei luoghi attraversati e lo spirito che ha accompagnato l’intera esperienza motociclistica.

Il valore del viaggio
La formula ha funzionato perfettamente. Ognuno ha potuto vivere il viaggio secondo il proprio passo, senza pressioni e senza rinunciare al piacere di sentirsi parte di un gruppo. La strada dei Rider Enfielder Cremona è diventata così uno spazio condiviso nel quale esperienza, entusiasmo e l’amicizia hanno trovato il loro equilibrio naturale.
In questo modo di intendere il viaggio si ritrova una sensibilità vicina a quella descritta dall’autrice Melissa Holbrook Pierson nel suo libro di cultura motociclistica dal titolo L’uomo che non si sarebbe fermato davanti a nulla, pubblicato nel 2022, edito dalla casa editrice spagnola La Mala Suerte Ediciones, specializzata esclusivamente in testi e romanzi dal gusto motociclistico. Nelle pagine dell’opera la motocicletta diventa linguaggio essenziale dell’esperienza e il percorso assume valore proprio nella sua continuità. Nella sua scrittura il viaggio non è mai semplice attraversamento di luoghi, ma condizione interiore fatta di ritmo, resistenza e ascolto del movimento, in cui anche la solitudine della guida del proprio mezzo resta sempre in dialogo con la presenza degli altri.

anniversario Royal enfield

Il ritorno sotto il temporale (ancora ostinato)
E mentre le moto rientravano verso la pianura, lasciandosi alle spalle Campo Carlo Magno, le foreste della Val di Sole e i panorami di Madonna di Campiglio, scendendo lungo la Val Rendena, scrutando le Dolomiti di Brenta e le cime dell’Adamello-Presanella, attraversando Tione e la Valle del Chiese fino alle rive del Lago d’Idro, per poi fare ritorno verso Brescia e Cremona, il temporale le accompagnava ostinato lungo ogni chilometro, tra raffiche, secchiate d’acqua e scrosci continui che non concedevano tregua.
Con le giacche intrise, inzuppate all’inverosimile, e le visiere trasformate in spartiacque, sono rimasti sui volti dei partecipanti sorrisi soddisfatti e, nella loro memoria, molte immagini da conservare e raccontare ancora a lungo.

FABIO BIANCHI

GALLERY

Back To Top
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.