Ducati Monster 937 MY 2024
Categoria: Le nostre prove

Faccio parte di quella generazione che ha visto nascere il mito del Monster.


Quella due ruote essenziale dove c’era solo l’indispensabile, un motore una sella e un manubrio, certo c’era anche quell’iconico telaio a traliccio a dominare la scena e quel serbatoio a dorso di bisonte che ne caratterizzava la linea.
L’idea di spogliare tutto, lasciare tutto a vista con un bel faro rotondo davanti.

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Nato 900, ma c’era anche 600 e 750, e poi trasformato via via in una serie versioni più o meno prestazionali, di evoluzioni fino a una seconda serie che ne riprendeva in parte la linea e l’idea, insomma il family feeling, fin o ad arrivare all’attuale Monster 937 in un’unica cilindrata e con solo due versioni possibili, questa e la “Plus” con qualche dettaglio tecnico ed estetico in più.

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Non sono mai stato un Ducatista, eppure le moto bolognesi mi hanno sempre fatto battere il cuore e il Monster per me ha sempre rappresentato idealmente, più che una scelta una filosofia di guida.

L’ESTETICA
A colpo d’occhio se si ha l’immagine del Monster originale è difficile riconoscerlo in quest’ultima versione.
Sparisce il telaio a traliccio, le linee sono più spigolose e compatte, l’estetica è dominata dalla parte centrale del motore che diventa il punto focale di tutta la moto. Quel bicilindrico a L che è caratteristica del corso Ducati dagli anni ’80.
Eppure rimane una linea con quella gobba del serbatoio, rimane l’idea del faro, anche se più moderno e ovoidale, ma assomiglia più a una moderna moto che alla sorella maggiore.

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Non ha sicuramente la personalità “Monster”, ma è bella, gradevole, snella con il serbatoio ben disegnato e pronto ad accogliere le gambe di piloti anche più alti.

Una sella a 82 cm con una sella rastremata che permette di poggiare agevolmente a terra i piedi a terra.
Una coda corta e filante e un forcellone a doppia capriata dove sul lato destro spunta il doppio scarico sovrapposto.

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Moderno il display TFT che permette di visualizzare tutte le informazioni e gestire la dotazione elettronica della moto.
Compatta nelle forme e snella con questa colorazione in prova che gli rende decisamente giustizia con il bianco perla abbinato al rosso che ritroviamo richiamato anche sui neri cerchi in lega da 17”.

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COM’E’ FATTA
Il “mitico” traliccio ha lasciato il posto a un telaio Front Frame in alluminio e contribuisce a contenere il peso a secco in soli 166 kg.
Inserito nel telaio diventandone parte integrante il motore Testastretta 11° da 937 cc con distribuzione desmodromica capace di esprimere 111CV a 9.250 giri/min.

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La ciclistica prevede una robusta forcella a steli rovesciati da 43 mm di diametro e al posteriore un forcellone a doppio braccio con mono ammortizzatore Sachs regolabile nel precarico e in estensione.
Il comparto freni è totalmente Brembo con pinze anteriori radiali a 4 pistoncini e posteriore a doppio pistoncino e dischi rispettivamente da 320 mm e 245 mm naturalmente con ABS Cornering.
Le ruote in lega da 17” sono gommate sportivamente, nel nostro caso Pirelli Diablo Rosso III, all’anteriore 120/70 e al posteriore 180/55.

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Impianto di illuminazione full LED con una faro anteriore davvero efficiente.
Minimal, ma completi i comandi a manubrio capaci di gestire tutta l’elettronica e le informazioni del TFT a colori da 4,3”.
Morbida la frizione idraulica con dischi in bagno d’olio che perde il caratteristico sferragliare della sorellona che l’aveva a secco.

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Se la prima Monster 900 a cui l’abbiamo affiancata portandole entrambe al WDW aveva solo l’essenziale e di elettronico praticamente nulla ecco che la 937 invece sfoggia tutta la sua modernità con comando del gas Ride by Wire, ABS Cornering, Traction Control e Wheelie Control, tutti regolabili su diversi livelli di intervento e il modaiolo Launch Control per partenze da campioni.
Non manca il Ducati Quick Shifter (DQS) up/down capace di permettere veloci cambiate sia in salita sia in scalata senza l’utilizzo della frizione.

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I cavalli possono essere gestiti scegliendo su tre Riding Mode: Sport con potenza piena ed erogazione appuntita, capace di divertire anche i più smaliziati – Touring anche qui potenza piena ma con le marce più basse con erogazione più fluida – Urban con potenza ridotta a 75 CV e erogazione morbida, perfetta per l’uso urbano, ma anche in caso di pioggia o fondi con scarsa aderenza. 

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LA PROVA
Questa volta abbiamo esagerato e abbiamo portato la Monster 937, prima a casa a Borgo Panigale e poi alla grande festa Ducati del World Ducati Week per cercare di convertire un “Miscredente”. Accanto al lei la Sorellona del 1998 di 900 cc.

Ducati WDW 2024

Quasi uguali nella cilindrata e così diverse nello stile e nelle dotazioni del resto 26 anni di differenza non sono pochi.
L’occasione è stata perfetta per godercela in città, sul misto, sul veloce e anche sulla per lei poco indicata autostrada. Insomma una prova completa di oltre un migliaio di chilometri dove vi anticipiamo al Monster 937 ci ha divertito.
Snella, leggera compatta; davanti al TFT c’è solo la strada, sincera e veloce nello scendere in piega e capace di frenate davvero efficaci.

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Le dimensioni ridotte in realtà hanno accolto comodamente anche le mie gambe di spilungone da 183 cm senza costrizioni e la sella, seppur non morbida, si è rivelata comoda anche nei lunghi trasferimenti autostradali dove con nostra sorpresa fino a velocità codice si viaggia abbastanza bene.

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La ciclistica è quella che più ci ha sorpreso, sincera, veloce e svelta, un raggio di sterzo adeguato che favorisce lo svicolare in città e una sensazione di tenuta e aderenza sempre ottimali, probabilmente grazie anche alle ottime gomme Pirelli.
Il consumo medio della prova con questa varietà di situazioni si è attestato vicino ai 20 km/lt che con il serbatoio da 14 litri significa una buona autonomia.

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Abbiamo già elogiato la frenata dell’impianto Brembo, un po’ brusco all’attacco finché non si fa l’abitudine, ma poi decisamente progressivo e capace di spazi d’arresto da riferimento.
Altrettando entusiasmante il cambio con il sistema Quick Shifter tra i più a punto del panorama delle moto di serie.

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Particolare l’erogazione del motore, noi abbiamo quasi sempre utilizzato la mappa “Touring” ma abbiamo notato in tutte le marce una certa “ruvidità” fino ai 4000 giri soprattutto in ripresa quando si scende verso i 2000 giri.
Non un difetto, ma una caratteristica per il bicilindrico a L Testastretta anche nelle “Vecchie” versioni a carburatore, una sorta di marchio di famiglia a cui però segue una progressione incredibile e una spinta vigorosa che spinge il Monster fino a oltre 9000 giri/min.
Poi viene in aiuto un’elettronica decisamente a punto e mai invasiva che aiuta gestire la potenza quando magari si esagera.

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Se proprio vogliamo trovargli un difetto lo abbiamo riscontrato nel passaggio dei tubi di scarico dove i paracalore possono interferire con il tallone del pilota ma stiamo parlando di un dettaglio da lana caprina.

Insomma il Monster 937 ci è piaciuto, ci siamo divertiti, ha dimostrato di essere un’ottima moto dove, da appassionati con i capelli grigi, l’unico limite è di non assomigliare più al Monster.

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In vendita a € 12.390 in tre colorazioni: 
L’iconica in rosso Ducati Red con ruote nere 
L’elegante e sportiva Livrea Iceberg White con dettagli rossi e ruote nere
La grintosa Aviator Grey con ruote Rosso GP

Tutte le informazioni dettagliate sul sito DUCATI 

Foto di Roberto Serati

Abbiamo Utilizzato: Casco Caberg Drift Evo II – Giacca Clover Airtek – Guanti Clover GTS-3 – Jeans Clover SYS Light – Sneakers Stylmartin Atom – Occhiali Emblema Universal

GALLERY

Monster 937

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