Yamaha MT-09 Y-AMT
Categoria: Le nostre prove

Succede che passi a trovare l’amico Luca Gemelli nella sua concessionaria Yamaha Twinsbike e parlando del più e del meno ti butta lì la sigla Y-AMT.


Certo avevo già sentito parlare del nuovo sistema di cambio che viene definito come Automated Manual Transmission Yamaha Y-AMT (cambio manuale automatico), ma non avevo approfondito la cosa e così eccomi a farmi spiegare velocemente da Luca il funzionamento e i modelli Yamaha che ne sono equipaggiati.

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Inevitabile a questo punto chiedere una moto in prova per qualche giorno e tra le varie proposte abbiamo scelto l’adrenalinica MT-09 di cui avevo in passato apprezzato il bel tre cilindri.
Un veloce passaggio al vicino Spidi Store Milano per un perfetto abbinamento di abbigliamento e colori e la prova ha inizio.

LA MOTO
Son passati circa dieci anni dalla prima MT-09 e in questi anni è cambiata, soprattutto a livello estetico, si è affinata e ora si presenta con questo rivoluzionario cambio Y-AMT.
Il motore a tre cilindri in linea, 890 cc, 4 tempi, raffreddato a liquido, DOHC con 4 valvole per cilindro capace di quasi 120 cavalli è sospeso, diventando parte integrante, del telaio a diamante in alluminio pressofuso CF (Controlled Filling) che è l’evoluzione moderna dell’iconico layout Deltabox.

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Le sospensioni totalmente regolabili prevedono una forcella UPS da 41 mm di diametro e un mono posteriore con leveraggi progressivi che lavora su un forcellone in alluminio a doppio braccio.
Belli i cerchi in lega, che in questa colorazione vanno a richiamare il blu della carrozzeria, da 17” con una gommatura standard con davanti un 120/70 e dietro un 180/55
Classico ed efficace anche l’impianto frenante con due dischi da 298 mm su cui lavorano pinze a doppio pistoncino con pompa Brembo, mentre al posteriore il disco singolo è da 245 mm con pinza Nissin.

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Estetica tipicamente Manga Giapponese con il gruppo faro, o meglio quel muso, spigoloso e minimalista sopra cui spunta il TFT da 5” dove si possono visualizzare e modificare tramite i blocchetti al manubrio tutte le funzioni.
Un comodo manubrio accoglie specchietti filanti e stabili, mentre sotto il canotto l’ampio radiatore curvo riempie la zona anteriore del motore.
Il serbatoio spigoloso caratterizza la linea con i suoi 14 litri dove trovano posto le gambe anche dei piloti più alti, così come la sella appare comoda e con un buon triangolo con le pedane e il manubrio.
La corta sella rialzata per il passeggero chiude la moto prima del lungo portatarga che deve inevitabilmente rispettare le omologazioni.
Il moderno impianto di illuminazione è totalmente a LED.

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Moderna e completa anche la dotazione elettronica sia di confort, Keyless e Cruise Control, sia di sicurezza con una piattaforma a sei assi che gestisce oltre all’ABS anche il controllo di trazione (TSC) controllo di slittamento (SCS) e l’anti impennata (LIF) a cui si aggiunge il controllo dello slittamento posteriore in frenata (BRS); tutti valori regolabili nelle mappe personalizzabili su tre livelli.
I ride control di cui abbiamo accennato, selezionabili in modalità cambio MT, sono ben cinque di cui tre regolate dalla fabbrica (Rain – Street – Sport) e due personalizzabili e memorizzabili.
Completano la sezione connettività la possibilità di interfacciarsi con il proprio smartphone tramite l’app MyRide e di navigare con il sistema Garmin StreetCross

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FRIZIONE E CAMBIO
Il cambio è a sei rapporti nulla di strano…ma la frizione, ma la leva del cambio…cavoli non ci sono proprio.
Al loro posto due “palette” sui comandi elettrici di sinistra con + e – e sul blocchetto di destra un tasto per passare da MT a AT… già ma cosa significa?
Intanto il cambio non ha la “folle” tra prima e seconda, bensì sotto la prima per poi salire fino alla sesta.

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La variazione può essere fatta manualmente (MT 0 = Manual  Transmission) selezionando + per salire di marcia e – per scalare, oppure automaticamente lasciando che il sistema Y-AMT lo gestisca autonomamente (AT = Automatic Transmission) rispetto al numero di giri e velocità, in questo caso l’intervento può essere più morbido e turistico selezionando la D oppure più aggressivo e sportivo con la D+.
In entrambe le modalità rimane la possibilità di intervenire manualmente sulle palette in caso di necessità o voglie e sempre in entrambi i casi quando la moto rallenta o si ferma il cambio scala automaticamente verso la prima impedendo di fatto sia lo spegnimento sia che il motore si “imballi”.
Il pilota può passare da una modalità all’altra e all’interno delle varie modalità di guida in ogni momento, anche in marcia purché a gas chiuso.
Sulla carta sembra strano e agli occhi dei puristi una cosa inaccettabile, già ma in pratica?

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COME VA
La Yamaha MT-09 è a tutti gli effetti una naked sportiva e quindi anche la posizione è quella con busto leggermente proteso in avanti con pedane moderatamente arretrate. Il pilota è inserito nella moto con una posizione che, nonostante le dimensioni compatte accoglie anche i più alti.
Le manovre da fermo sono agevolate dal manubrio alto e dal peso che si ferma a poco meno di 200 kg in ordine di marcia.
Chiave in tasca e basta accendere il quadro mediante il selettore davanti al serbatoio, tirare il freno anteriore e premere il pulsante di avviamento.

Yamaha MT-09 Y-AMT 9

Il suono del tre cilindri, educato e personale, si diffonde dallo scarico sotto al motore che lascia libera la vista del forcellone su entrambi i lati.
Basta premere la paletta con il + e la prima è innestata, a questo punto basta accelerare. 
Se si è selezionata la modalità AT il cambio passa automaticamente al rapporto superiore, o inferiore, senza che nessun intervento sia necessario, ma se si vuole si può forzare con le palette.
Una cambiata morbida e tranquilla in D mentre in D+ il regime di rotazione per la cambiata è superiore, tirando le marce, e anche la scalata è più incisiva.
Se invece è siamo in MT basta premere + per salire di marcia, anche senza chiudere il gas, e - per scalare come se fosse un veloce cambio elettro assistito ma con comandi al manubrio.
Quando si rallenta o ci si ferma anche in questa modalità di guida il cambio automaticamente scala fino alla prima  per poter ripartire senza strappi.
Se in marcia, prendo il cavalletto laterale la moto si spegne e rimane inserita la prima pronta per la successiva accensione, modo utile in caso di sosta in salita o discesa.
La guida è quella brillante ed allegra delle moderne Naked, capaci di essere confidenziali fin da subito, facili e ben gestibili in città, ma poi capaci di un ottimo comportamento ciclistico quando la strada permette velocità e le curve si susseguono.

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In questo caso la buon taratura delle sospensioni e la gommatura di primo equipaggiamento, Bridgestone Battlax Hypersport S23 M, permettono una ottima linearità e una coerenza in curva decisamente di riferimento.
Una moto con cui è facile divertirsi con il tre cilindri che spinge in ogni marcia, potendo contare sull’aiuto dell’elettronica, mai invasiva ma che quando serve si presenta a mettere una pezza.

SI MA IL CAMBIO?
Ma voi sarete curiosi di sapere come ci siamo trovati con il Y – AMT…
Questo tipo di cambio non è una novità, sta prendendo piede e anche altre case hanno in catalogo modelli con sistemi simili o che seguono la logica del “Cambio automatico”, ne abbiamo in effetti provarti e quindi eravamo curiosi di mettere alla prova anche questo di Yamaha.
Siamo partiti timidamente con quello che ci appariva il più gestibile e facile, ovvero il AT in modalità D ed in effetti nella guida cittadina che ci ha portato fuori Milano, seppur sembrandoci strano, ci ha soddisfatto, poi abbiamo provato a passare al D+ che in effetti rende la MT-09 più allegra, ma che porta a cambiate più sportive…ma poi!

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Poi abbiamo deciso di non farci guidare dall’elettronica e cambiare noi, o meglio giocare con quei due pulsanti + e – come se fosse un cambio tradizionale.
Pura libidine! Prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta in un battito di ciglia, forse ancora più veloce, senza chiudere il gas dove la progressione viene decisa dal regime a cui decidiamo di cambiare.
In staccata basta un clic per togliere una marcia senza preoccuparsi di spostare il piede sulla leva del cambio o gestire la frizione, ogni pressione una marcia esattamente come il cambio tradizionale e con lo stesso effetto e sensazione.
Davvero divertente e soprattutto efficace, se poi arrivi al semaforo e ti dimentichi di scalare…ci pensa lei a scendere fino alla prima per essere pronta al nuovo giro di giostra.   
Certo a volte si cerca la leva della frizione, la leva del cambio, maledetta abitudine, ma una volta fattaci l’abitudine anche i più talebani potrebbero convincersi della bontà di questa soluzione.
In più nella modalità AT si può scegliere tra le cinque mappature motore di cui abbiamo accennato che si differenziano oltre che per l’erogazione anche per l’intervento della piattaforma a sei assi.
Non ci siamo avventurati a creare i due profili personalizzati, ma tra la morbida Rain e l’aggressiva Sport alla fine abbiamo quasi sempre usato la Street dove la cavalleria di questa Yamaha ci è sembrata più gestibile, divertente e forse meno rischiosa a livello di patente.

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I COLORI E IL PREZZO
Tre le proposte: il classico nero (Tech Black) elegante ma forse anonimo, lo sbarazzino ghiaccio (Ice Stor) con cerchi e dettagli in azzurro per chi non vuole passare inosservato e il Yamaha style (Icon Blue) con cerchi in tinta che troviamo il più azzeccato nel suo misto di eleganza e sportività.
Yamaha ci ha da tempo abituati ad un buon rapporto qualità prezzo e anche nel caso di questa MT-09 Y-AMT la quotazione è di 11599,00 €, circa 1600 € in più rispetto al cambio tradizionale.
Una quotazione che vista la componentistica e la qualità costruttiva ci sembra adeguato e anche il sovrapprezzo per il cambio Y-AMT dopo averlo provato potrebbe essere da prendere in considerazione.

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Foto di Cristina Pertile

Tutti dati tecnici e la gamma sul sito Yamaha Motor Europe 

GRAZIE A TWINSBIKE MILANO PER LA MOTO IN PROVA 

ABBIAMO UTILIZZATO (Grazie a Spidi Store Milano): Casco Airoh Connor – Giacca Spidi Progressive Net Wind Out (Con paraschiena Warrior Evo Inside) – Pantaloni Spidi Supercharged – Guanti Spidi Neo-s 

GALLERY

Flap Firma

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