Honda CRF1100L Africa Twin Adventure Sports DCT
Categoria: Le nostre prove

Son passati anni dal primo contatto con il ritorno del nome Africa Twin sul mercato delle due ruote quando ancora il bicilindrico era di 1000 cc.


Tanti anche con le prime impressioni della versione 1100 Adventure sport che, come la precedente, era nella versione con cambio DCT (dual-clutch transmission); per entrambe ruote da 21” che ne evidenziavano l’indirizzo off-road insito fin dalla progenitrice degli anni ’90.
Ecco che la partecipazione alla 20000 Pieghe è diventata l’occasione per tornare in sella alla maxi-enduro Honda con la possibilità di rinfrescare le sensazioni sia riguardo al DCT, sia alle qualità dinamiche di una moto che in questa caso è nella versione con la più “stradale” ruota da 19”.

Africa Twin 1100 dct 1

Non più un semplice assaggio, ma un uso per ben 1000 km su strade tra le più belle d’Italia e capaci di mettere in risalto le caratteristiche in quasi tutte le situazioni.

COM’E’ FATTA
Giusto due cenni visto che poi tutti i dati tecnici li potrete trovare completi e in maniera più esaustiva sul sito HONDA  
L’Africa Twin, sigla modello CRF1100L, Adventure Sport è una bella, indiscutibilmente, moto dall’estetica maxi-enduro dominata dal voluminoso corpo serbatoio-carena-cupolino che ne caratterizza la linea sia laterale sia, soprattutto la vista dall’alto che si ha quando si è in sella.

Africa Twin 1100 dct 2

Imponente ma capace di accogliere il pilota senza costrizioni e permettendogli di ben posizionare le ginocchia negli svasi del serbatoio e non disturbare nemmeno nella guida in piedi sulle pedane.
Più snella e filante la parte che si slancia verso la coda con una bella e comoda sella, anche per due, andando a chiudere con un portapacchi che sovrasta il codino con luce integrata e l’inevitabile porta targa con frecce integrate.

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Sul lato destro la voluminosa, ma non esteticamente fastidiosa marmitta, mentre la vista a sinistra rimane più pulita e filante.
Il cuore pulsante è il bicilindrico parallelo da 1084 cc, con raffreddamento a liquido e con 4 valvole per cilindro. Il motore che esprime 102 CV a 7500 Giri/min e una generosa coppia di 112 Nm a 5500 giri/min, è inserito in un telaio semi-doppia culla in acciaio con telaietto posteriore in alluminio.

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La forcella è rovesciata e con sistema attivo Showa EERA (Electronically Equipped Ride Adjustment) integrato con i riding mode (Urban – Tour – Gravel – Off Road – User 1 – User 2). Con lo stesso sistema elettronico è dotata anche il mono ammortizzatore posteriore, con leveraggio Pro-link, con molla precaricabile elettronicamente anche in movimento.  
Le ruote a raggi sono rispettivamente da 19” e 18” con gomme tubeless 110/80 e 150/70.
Impianto frenante Nissin con doppio disco anteriore da 310 mm e pinze radiali a 4 pistoncini e un disco posteriore da 256 mm con pinza pistoncino singolo.
L’impianto è servito da un evoluto ABS gestito da una piattaforma a sei assi ed è selezionabile in diverse modalità tra cui l’esclusione al posteriore.
Essendo la moto dotata di cambio DCT è presente un freno di stazionamento, con leva al manubrio sulla sinistra, 
Il cambio quindi è automatico con doppia frizione, con trasmissione sequenziale tramite il DCT utilizzabile sia in “Drive” totalmente automatico sia in “Manuale” utilizzando le palette sui comandi al manubrio di sinistra.

Honda Africa Twin 1100 dct

Completa la dotazione elettronica sia a livello di sicurezza con i vari dispositivi di ABS, Traction control, anti wheeling, ecc, sia a livello di confort con, cruise control, un display ricco e ben visibile per interagire con i collegamenti bluetooth, android auto, apple carplay, ecc.
Immancabile l’impianto luci full led con frecce a disinserimento automatico e cornering light progressive.
Insomma tutto quello ormai presente su una ammiraglia votata per viaggiare con la possibilità di essere protetti da un ampio plexiglass e paramani. Viaggio che diventa facile con le capienti borse laterali che ben si integrano nella linea della moto.

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IN SELLA
L’assenza della leva della frizione, di quella del cambio, sicuramente lascia perplessi, ma per noi non è una novità assoluta, solo questione di cancellare gli automatismi di oltre quarant’anni di moto.
L’Africa Twin conferma la nomea delle Honda, quella che appena si guida sembra di averla guidata da sempre; in effetti anche in questo caso la sensazione di facilità è estrema fin dai primi metri e gli oltre 250 kg di peso in ordine di marcia spariscono in un attimo.
Certo gli ingombri sono importanti, ci sono anche le borse laterali, ma anche da fermo la si muove bene complice una sella non altissima, 83,5/85,5 cm, e un largo manubrio.

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Sicuramente impressionano i blocchetti elettrici che sicuramente per quanto possano essere intuitivi per numero e combinazione di tasti non aiutano, anzi abbisognano sicuramente di un minimo di apprendistato.
Chiave on, tasto in N e si avvia la moto, dopo di che basta selezionare o D-S e a quel punto dare gas.

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Se selezionate la modalità automatica la moto in base al regime di rotazione del motore, della velocità e dell’intervento dei freni decide la marcia più adeguata per la percorrenza.
In questo caso avete anche la possibilità di scegliere anche tre modalità “sportive” (S1-S2-S3) che rendono l’automatismo decisamente allegro e secondo chi scrive divertente.
L’alternativa è usare la modalità M dove le cambiate vengono attivate con la pressione sulla paletta superiore, mediante pressione con l’indice, in salita, mentre con quella inferiore, con il pollice, si scalano le marce; tutto in una frazione di secondo velocissima e senza nessuna esitazione.
Quando ci si ferma la moto passa automaticamente in “prima” pronta per una nuova progressione quando si accelera.

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Il tutto sotto controllo sulla strumentazione composta da un TFT da 6,5”  a colori con funzione touch e da un display LDC addizionale, anche in questo caso ci vuole un minimo di apprendistato per orientarsi bene nelle innumerevoli informazioni visualizzabili. 

Siamo partiti con il cambio in automatico pensando fosse quello più adatto, ma il susseguirsi di curve delle strade umbre ci ha convinti che il sequenziale fosse il più divertente.
In questo caso si possono selezionare i riding mode che gestiscono anche l’intervento dell’elettronica a livello di erogazione, intervento degli aiuti elettronici e anche regolazione delle sospensioni.
Una giusta via di mezzo, poco impegnativa a livello di concentrazione sul cambio, ma appagante per la guida sono state le modalità “S” dove forse la 3 ci è sembrata troppo appuntita e la 1 troppo poco e quindi in mezzo la virtù della 2 che è quella che ci ha in effetti convinto.
Il DCT probabilmente ha bisogno di essere conosciuto per far si che si possa apprezzare pienamente anche se in effetti non dover manovrare con il piede la leva del cambio o gestire la frizione nel turismo, traffico compreso, è indubbiamente una comodità.
Ammettiamo comunque di aver cercato la frizione e il cambio in qualche occasione, del resto le abitudini son dure a morire.

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Tralasciando l’aspetto cambio l’Africa Twin ha messo in mostra un motore corposo, pieno con una erogazione molto lineare che rende tutto più facile.
L’amichevole e precisa ciclistica permette una discesa in piega morbida con una ruota anteriore abbastanza svelta, evidentemente il reparto sospensioni a regolazione è ben gestito dal comparto elettronico.
Le curve si susseguono e la Honda danza seguendo le traiettorie con precisione, stessa coerenza quando le velocità aumentano dando un senso di sicurezza notevole.
La frenata è incisiva e ben modulabile con un ABS decisamente non invasivo, bastano davvero due dita per fermarsi contando su un ausilio del freno posteriore. 
In sella il confort è notevole, la triangolazione sella manubrio pedane è corretta, con una seduta comoda sia per pilota sia per il passeggero.

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Notevole la protezione all’aria offerta dal plexiglass e anche dal serbatoione che con i suoi svasi protegge anche le gambe dall’aria e dalle intemperie.
Davvero efficiente l’impianto di illuminazione capace di bucare anche la notte più buia con un fascio di luce bianco e profondo, in curva le luci di svolta danno ulteriore sicurezza.
Ci hanno stupito anche i consumi che senza esagerare, ma senza nemmeno stare troppo attenti si attestano attorno ai 20 Km/lt che se consideriamo i 24,8 litri di serbatoio abbiamo una autonomia davvero notevole.

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Ce la siamo goduta un po’ in tutte le situazioni, un pezzo di strada bianca compresa, e questa Honda CRF1100L Africa Twin ha confermato la sua voglia di viaggiare, di portarci lontano, basta riempire le borse, il serbatoio e andare, da soli o in coppia.

CONCLUDENDO
La Honda CRF1100L Africa Twin Adventure Sport, nel nostro caso in edizione 2024, viene proposta ad un prezzo di poco superiore ai 20000,00 che la colloca nel settore premium, in cui bene si inserisce anche per tutti i contenuti tecnici di cui è dotata di serie.

Honda africa twin 1100 dct 10

Una moto adatta per viaggiare, anche per qualche escursione  in fuoristrada leggero, chi nel caso volesse avventurarsi di più nell’off-road potrà orientarsi nella sorella Honda CRF1100L Africa Twin con la ruota anteriore da 21”.

Tutta la gamma e le informazioni tecniche sul sito HONDA 

Foto di Flap 27 (Statiche) Fotografica Sestriere (Action)

Abbiamo utilizzato: Casco Caberg Levo X – Giacca Clover Rainjet-3 WP – Jeans Clover SYS Light – Guanti Clover GTS-3Scarpe Stylmartin Tank Air Petrol – Intimo SIXS

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