La Z900 rappresenta il prodotto più completo della gamma Supernaked di Kawasaki, quella gamma che a partire dalla lontana Z1 del 1972 non smette di emozionare gli appassionati.
Tra le diverse motorizzazioni di fascia alta che si sono susseguite dal 750 al 1000 cc, attraverso la Z800 fino alla Z900 che è sicuramente la più equilibrata, quella che rappresenta il giusto compromesso tra aggressività e facilità di gestione del mezzo.
Ne abbiamo potuto apprezzare le qualità anche durante la Kawasaki Big Celebration e quindi eravamo curiosi di poterla provare in maniera un pochino più approfondita.
L’occasione della calda Estate dove Kawasaki Italia ci ha lasciato a disposizione la Z900 SE per quasi un mese ci ha permesso di verificare la moto sotto un po’ tutti i suoi aspetti, dall’uso quotidiano al piccolo viaggio, dove questa moderna naked ha mostrato non solo due facce, ma un carattere davvero mutevole, capace di andare in sintonia con quello del momento del pilota.
Facile, maneggevole, docile, quasi sorniona come un gattone domestico quando si vuole passeggiare o si è nel traffico, capace di estrarre affilati artigli quando le curve ci chiamano e la voglia di scaricare cavalli ci prende all’improvviso.
Il tutto con una semplicità e confidenza che appare imbarazzante fin dai primi metri. 
La moto in prova è la versione più evoluta ed esclusiva dove alla sigla Z900 segue il suffisso SE che probabilmente vuol dire Special Edition, o così ci piace immaginare, che comprende una componentistica decisamente più raffinata.
L’ESTETICA
La Kawasaki Z900SE segue la filosofia Sugomi fatta di linee nette e taglienti che esprimono forza soprattutto nella parte centrale, quella in cui si s’inserisce il pilota ad abbracciare con le gambe il serbatoio protendendosi in avanti ad impugnare un manubrio oltre al quale c’è solo la strada.
Molto elegantemente sportivo il gioco tra le varie tonalità di grigi e nero con l’immancabile verde che colora il telaio e le ruote in lega.
Muso compatto ed affilato, con il nuovo gruppo ottico progettato per essere parte integrante dello stile Sugomi. La combinazione di fari a LED consente una forma più slanciata del cupolino, creando una vista frontale aggressiva, facilmente riconoscibile nel DNA Kawasaki degli ultimi anni.
La visita laterale è dominata dal motore e dal serbatoio, caratterizzata dalle coperture del radiatore impreziosite da elementi in alluminio spazzolato che ne accentuano la muscolosa sportività.
Sul lato destro la voluminosa marmitta che comunque riesce ad inserirsi gradevolmente nella linea, mentre sotto il telaietto reggisella in contrasto con il verde della struttura spunta il raffinato ammortizzatore Ohlins orizzontale con il relativo barilotto per la regolazione esterna.
La coda è alta e snella con una curata sella simil-pelle di alta qualità che presenta impunture caratteristiche e il logo che impreziosiscono la zona della seduta. Quasi scompare alla vista la piccola porzione dedicata all’eventuale passeggero.
Sotto il codino il moderno fanalino posteriore a LED e la l’inevitabile lunga struttura che sorregge la targa e le frecce posteriori.
A completare il quadro estetico degli efficaci, belli e funzionali specchietti retrovisori e una strumentazione a colori TFT da 5”, interamente digitale, è più grande del display del modello precedente e conferisce un aspetto high-tech e di alto livello. Le funzioni sono selezionabili tramite i nuovi blocchetti elettrici al manubrio, cruise control compreso. La visibilità è eccellente in ogni condizione di luce grazie al display glass-bonded con tecnologia LCD IPS.
Sempre tramite il TFT, per la prima volta su una Kawasaki, la navigazione turn-by-turn può essere visualizzata sulla strumentazione, consentendo al pilota di vedere la svolta successiva, mentre la compatibilità con connessione allo smartphone “Rideology the App Motorcycle” permette al pilota di controllare varie funzioni con la voce (Con abbonamento).
LA TECNICA
Giusto qualche veloce informazione che potrete approfondire con dati più esaustivi sul sito Kawasaki. 
La ciclistica è strutturata su un telaio a traliccio in acciaio ad alta resistenza con forcella, color oro, a steli rovesciati da 41 mm con regolazione dello smorzamento in compressione, estensione e del precarico della molla, mentre al posteriore troviamo un forcellone bibraccio con sospensione Back-link orizzontale, ammortizzatore Öhlins S46 a gas con regolazione dello smorzamento in estensione e del precarico della molla.
Le ruote sono in lega da 17” rispettivamente da 120/70 e 180/55 con le ottime gomme Dunlop Sportmax Q5A.
I reparto freni vede un impianto misto con davanti un raffinato impianto con
doppi dischi Brembo semi-flottanti da 300 mm con supporto radiale, Brembo M4.32 monoblocco, 4 pistoncini opposti e pompa Nissin. Della casa giapponese anche l’impianto al posteriore con disco singolo da 250 mm e pinza a singolo pistoncino.
Il cuore pulsante è un motore quattro cilindri in linea, raffreddato a liquido, 4 tempi, con testata DOHC a 16 valvole e iniezione elettronica, di
948 cm³, capace di esprimere 124 Cv a 9500 rpm e una coppia di 97,4 Nm a 7700 rpm.
Cambio a sei rapporti servito da un’ottima frizione servoassistita dal sistema KQS (Kawasaki Quick Shifter) che consente di inserire e scalare marcia senza frizione, per un'accelerazione bruciante e una scalata sicura.
Frizione comunque a cavo con sistema antisaltellamento che agisce sia come limitatore di coppia sia come meccanismo servo assistito che alleggerisce l'azionamento della leva.
La moderna Naked di Minato ha una ricchissima dotazione elettronica per garantire oltre al piacere della guida anche la sicurezza.
La piattaforma inerziale ha permesso l'introduzione di ABS Cornering e Traction Control Cornering, che aggiungono maggiore precisione e sicurezza alla guida. Le centralina permette poi la selezione di tre riding mode (Sport – Road - Rain) che permettono di adeguare l’erogazione alle condizioni della strada o alle voglie del pilota.
Ad integrare le prestazioni del motore e della ciclistica della Z900, troviamo la nuova strumentazione TFT da 5”, il comando vocale e il cruise control elettronico, soluzioni tecnologiche che semplificano l'esperienza di guida. Utile anche la presa USC-C all’interno del cupolino.
ALLA GUIDA
Se mette soggezione alla vista, mostrando muscoli e aggressività, ma in sella ci si trova inseriti nella moto con le gambe a cingere il serbatoio che riempie lo spazio davanti a noi che impugniamo un manubrio largo il giusto.
Tutto è li dove vorremmo fosse con una triangolazione sella-manubrio-pedane sportiva ma non estrema, insomma giusta!
Davanti a noi chiusa nella cornice inferiore composta dagli specchi e dalla strumentazione solo la strada che aspetta di essere aggredita.
Il suono che esce dallo scarico è quello bello dei quattro cilindri corposo, senza esagerazioni, quello che poi segue la linea del contagiri aumentando il tono di voce acutizzandosi verso il limitatore.
Frizione morbidissima che useremo praticamente solo per partire e per fermarci, per il resto l’ottimo cambio elettroassistito, tra i migliori mai provati, permette di salire e scendere di rapporto velocemente, senza incertezze senza dover usare la frizione.
Se i 124 cavalli possono sembrare pochi per un 900 cc, in questi tempi dove la corsa alle potenze esagerate sembra non fermarsi mai, nella realtà sono più che abbondanti per divertirsi su strada e secondo noi anche per qualche scorribanda in pista dove questa naked potrebbe avere l’unico limite nella protezione aerodinamica.
Un’erogazione lineare, che segue il polso destro del pilota spingendo in ogni marcia e perdonando anche qualche errore di marcia portandoci fuori dalle curve sempre con l’adeguata spinta.
Quando il contagiri si avvicina alla zona rossa poi il carattere si fa sentire e per fortuna la dotazione ciclistica e l’impianto frenante sono di altissimo livello, capaci di farci gestire anche andature allegre.
Abbiamo giocato con le mappature e la Rain in effetti va bene per situazioni di bassa aderenza, la Road è quella perfetta per quasi tutto, dal turismo all’uso quotidiano, anche allegro…poi se scatta la molla sportiva la Sport da quella spinta più aggressiva che regala adrenalina e che appuntisce l’erogazione.
La nostra indole tranquilla ci ha fatto scegliere quasi sempre la Road, che unita alla progressione delle marce che si infilano una dietro l’altra velocemente ci ha sempre regalato emozioni.
La ciclistica, dopo a questo motore che avevamo apprezzato anche sulla sorella RS, è la parte che più abbiamo apprezzato di questa Kawasaki Z900 SE.
Imbarazzante come ci si trovi subito a proprio agio, tutto sembra facile, gestire la potenza, la frenata, la discesa in curva.
Saranno le raffinate sospensioni, l’ottima gommatura, ma la moto si guida col pensiero, basta l’idea e lei segue esattamente la linea che si ha in testa con una discesa in curva veloce e lineare, senza incertezze, per poi tenere la traiettoria come una lama, qualunque sia la velocità di percorrenza.
Ci si trova a guidare ad un passo superiore in tutta sicurezza contando anche su una stabilità notevole e una frenata esageratamente a punto e sempre gestibile in ogni condizione senza che l’ABS intervenga se non proprio necessario.
Una volta compresa la logica dei tasti di controllo sui blocchetti elettrici è facile gestire le visualizzazioni e anche il comodo cruise control che diventa un ottimo alleato in autostrada per evitare di trovarsi inconsapevolmente oltre i limiti.
Il confort è adeguato ad una Naked sportiva con una sella abbastanza comoda alla fine e una posizione non eccessivamente costrittiva. Certo l’eventuale passeggero deve essere davvero appassionato o innamorato per dividere la sella per percorsi un po’ più lunghi della fuga pomeridiana, ma qui siamo su percezioni personali.
La protezione all’aria è quella che è ma anche ai limiti autostradali si sopporta tranquillamente l’aria della corsa.
Dai, dobbiamo trovare qualcosa che non ci piace e quindi lo scarico in effetti in qualche posizione del piede destro sulle pedane interferisce con il tallone.
Una moto capace di far divertire i piloti esperti, ma anche mettere i comuni mortali, tra cui ci mettiamo anche noi, di guidare in modo preciso e divertente facendoci sentire più bravi e soprattutto sicuri. Una doppia faccia che quindi può soddisfare chiunque.
COLORI E PREZZO
La Kawasaki Z900 SE è disponibile solo in questa colorazione, che personalmente troviamo davvero bella, ad un prezzo di € 12140,00 , circa 2000,00 € in più della versione “Base”, un sovrapprezzo decisamente giustificato dalla componentistica presente e che probabilmente fa la differenza anche in termini di guida, soprattutto per chi ha doti da pilota superiori alle nostre.
Abbiamo Utilizzato: Casco CGM 361 Avent – Giacca Clover Airtek – Guanti Five RS3 Evo – Jeans Clover SYS Light – Scarpe Stylmartin Tank Air Petrol
Foto di Carlo Flaminio
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