Categoria: Le nostre prove

Sentiamo…perché per viaggiare dovrei scegliere una moto da 170 CV?

Ma, intanto la moto si sceglie di pancia, accantonando per un attimo il raziocinio e facendosi travolgere dalla passione; in secondo luogo perché devo essere giudicato se scelgo un paio di valige veloci (dannatamente veloci) per il mio personale utilizzo di una moto?

La Multistrada V4S MY 2025 è un po’ questo, ma se ci fermassimo qui, solo per stare nei 30 secondi di attenzione del lettore medio sarebbe estremamente riduttivo e poco coretto nei confronti di questa “Multi”.

Anzi, possiamo dire di più, che in questo nostro test non ci siamo concentrati sugli aspetti generali della moto, per altro già conosciuta da noi e da te che stai leggendo, ma abbiamo approfondito tutte (o quasi ) le novità introdotte con il modello 2025

ESTETICA – CAMBIARE SENZA CAMBIARE

Anche se ad uno sguardo molto superficiale può sembrare tutto “uguale” alle serie precedenti, in realtà la parte anteriore è stata ridisegnata, con un musetto ancora più affilato e forme spinte verso l’avantreno aggressivo, in parte compensate dal nuovo disegno dello scarico, che si modifica anche un po’ nel sound. Il mix tra parti verniciate e parti opache dona ancora più sportività alla parte frontale dove il disegno della coppia dei fari anteriori è un chiaro “aggancio” al disegno della “sorella cattiva” ovvero la Panigale V4. Nuovo anche il disegno dei cerchi, siano essi quelli di serie o optional. 
A Borgo Panigale per ora non ci pensano nemmeno a stravolgere l’estetica di questa viaggiatrice capace di insidiare pesantemente (guarda un po’) il predominio di BMW in questo segmento.  E il bello che lo fa a modo suo senza “copiare” ma anzi piazzando nuove asticelle e alzandole sempre di più, come quelle dell’elettronica di bordo di cui vi parleremo tra poco.

ELETTRONICA A QUINTALI (E DI CONSEGUENZA PIU’ SICUREZZA)

La prima grande gioia per chi non è esattamente un gigante come me si chiama Automatic Lowering Device, un sistema completamente automatico (il precedente era ad azione manuale con pulsante) che sotto i 10 Km/h “smolla”  il “mono” e abbassa la moto, facilitando così non solo l’appoggio a terra dei piedi ma anche le manovre da fermo. Come dici? Non ti serve? Beh beato te, io lo vorrei anche sul carrello della spesa se fosse possibile. Battute a parte il sistema di “abbassamento” unito alla sella regolabile su due livelli 840-860 mm da terra facilita e non poco la vita ai motociclisti meno alti che però non vogliono rinunciare ad una crossover di questo calibro.
Ma qui stiamo raccontando solo la famosa “punta dell’icerberg”; a livello di ciclistica infatti vengono introdotti il “Bump Detection” e il DVO, Ducati Vehicle Observer, che se vogliamo tradurre dall’inglese si riassume tutto in “figata”. Se però vogliamo essere un filo più tecnici il Bump Detection è un sensore che lavora in accoppiata con la forcella Skyhook e che “avvisa” il suo collega mono posteriore in caso si sia rilevata una buca, un dosso avvallamento e il collega appunto possa farsi trovare pronto (decidimi di secondo) all’evento e restituire una risposta che infici il meno possibile il comfort di guida.  Si ma allora il DVO? Beh è un sistema nato per la pista che simula la presenza di circa 60 (si hai letto bene sessanta) sensori che leggono tutta una serie di parametri e che cercano di regolare in maniera predittiva il comportamento dinamico della moto, regolando in anticipo cose tipo traction control o wheelie control. Tutto questo si traduce in un “entrata” meno invasiva dei controlli elettronici a tutto favore del comfort ma anche di una migliore e più lineare esperienza di guida.


Si sembra fantascienza ma non lo è. Se ti stai chiedendo come, durante la nostra prova, ho potuto notare appieno questa cosa…beh la risposta è che “non l’ho notata” tanto è precisa e tanto il comfort di guida è elevato. Se pensiamo poi, a costo di essere ripetitivi, che è un sistema pensato per la pista (con condizioni al contorno perfette o quadi) possiamo immaginare quale plus in più sia su strada, soprattutto sulle nostre “italiche” spesso mel messe quasi fossero bombardate.
Molto apprezzato e ampiamente notato è il sistema di frenata integrale, che non funziona solo front-to-rear ovvero azionando il freno davanti, ma anche al contrario. In pratica sulla Multistrada V4S MY 2025 agendo sul pedale del freno posteriore si coinvolge in frenata anche l’anteriore. Questo è una manna per me che uso molto il posteriore, ma soprattutto pensa a quelle situazioni in cui il fondo stradale è viscido per svariati motivi…beh lavorare con il freno posteriore è sicuramente più salutare che pinzare con forza all’anteriore, posto che il sistema ABS Ducati è pressoché perfetto anche in condizione cornering. Niente paura comunque, il sistema non è sempre attivo, ma lavora con ABS settato su livello di intervento 3, sotto questa soglia il posteriore si comporta da normale…freno posteriore. Devo dirla tutta io sta cosa l’ho adorata.

IN SELLA

Questa Ducati Multistrada V4S ti permette di macinare Km su km, anche in due, senza stancarti mai e contemporaneamente (con un po’ di manico) fare la barba ai cordoli. Ma se stai pensando che sia un grosso compromesso, un “cerchiobottismo” in salsa bolognese ti stai sbagliando di grosso. Il motore V4 può essere docile e addirittura arrivare a “spegnere” la bancata di cilindri posteriori per scaldare meno e risparmiare benzina, oppure essere un demonio che chiede di scaricare e sfruttare a terra i suoi 170 cv. Il tutto senza bacchetta magica, ma al contrario con gestione di polso e riding mode. Fra le varie cose fatte durante la prova ci siam sparati un Bologna – Delta del Po – Bologna (clicca qui) in poche ore per varie necessità nostre, senza che la V4S ci mettesse alla prova dal punto di vista fisico. Anzi, utilizzando (aimè per forza) l’autostrada il cruise control dotato di radar ci ha permesso di rilassarci un pochino sul noioso rettifilo autostradale, consentendoci di rispettare tutti i limiti in primis, ma soprattutto lasciando che il sistema gestisse velocità, ma soprattutto distanze (frenata compresa) dagli altri veicoli. Questa opzione può sembrare banale, ma quando sei stanco e hai sulle spalle un po’ di Km, una gestione semi-automatica delle velocità e distanze nei trasferimenti veloci autostradali è un grande supporto alla sicurezza.

Visto che stiamo parlando di radar quello posteriore ci avvisa del sopraggiungere da dietro di altri veicoli “accedendo” un led arancio sullo specchietto retrovisore, dal lato appunto ove sta arrivando l’altro veicolo. Questa gestione dell’angolo cieco è una ulteriore dose di sicurezza aggiunta.

Come detto all’inizio di questo capitolo è stata ulteriormente migliorata la “postazione” del passeggero, ancora più generosa e rialzata. Anche i “maniglioni” sono stati spostati grazie anche ad una riconfigurazione della posizione delle borse. Le sella riscaldata (optional) si può avere anche per il nostro copilota del cuore.

ALLA FINE…

…non lo so davvero se al motociclista medio come me può servire una moto simile, ma il fatto che guidarla sia fonte di goduria ed adrenalina è indiscutibile. Toniamo da capo, al ragionamento iniziale: mi piace? Ho il budget per mettermela i garage? È divertente, adrenalinica e funzionale come poche altre? Beh ho risposto a tutte le domande con “si” quindi posso procedere…la moto si sceglie di pancia e si sceglie per un sacco di ragioni, tutte motivate e giustificabili nella nostra mente.
Ho solo detto una piccola bugia…non ho budget…che parte si da poco meno di 20.700,00 euro, ma toccare i 30 K è un attimo, perché la Multi è così, deve essere un abito di sartoria cucito anche un po’ sul mio “ego”, non può solo e semplicemente essere “standard”

 

Foto di Cristina Pertile

Abbigliamento del Test: Giacca Macna Admyre - Pantaloni Macna Durham - Casco Sena Phantom ANC (nero opaco) - Casco Caberg Roxter - Scarpe Stylmartin Zed Air 

GALLERY

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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