C’è stato un tempo in cui il viaggio iniziava aprendo una carta stradale grande quanto una tovaglia da trattoria. La aprivi sulla sella, o sul cofano dell’auto.
Era l’inizio di questo secolo, sembra ieri, ma se guardiamo le foto di 25 anni fa i capelli erano più scuri, più folti e…va beh insomma eravamo indubbiamente più giovani.
Dovrebbe essere normale per un Insegnante essere dietro la cattedra, difficile però lo, sia se non metaforicamente, per chi ha della Palestra la sua aula.
Lo so che ci vedremo ancora a Motor Bike Expo 2026 per la premiazione e la festa finale, ma la stagione è finita e con essa anche il vostro ruolo di badanti.
Non sono mai stato uno particolarmente competitivo, forse solo quando avevo iniziato la mia promettente carriera di atleta a calcare le piste di atletica.
Siamo viaggiatori, attraversiamo il tempo e lo spazio in un viaggio, che se pur banale, è quello che ci riempie il cuore. La strada è la nostra musa, onesta e trasparente, come poche persone sanno essere.
“La mia moto scorre piano sulla 526, attraversa dei profumi che poi un metro dopo non li senti più, io respiro e mando giù prima di perderli che non si sa mai. Da lontano un'altra moto sta venendo verso me alza il braccio, fa un saluto, che bello è…”