Team Ducati Pramac
Categoria: News Sport

All’indomani dell’annuncio che vede il team Pramac passare da Ducati a Yamaha è bene fare un resoconto di quanto accaduto e provare a capire: tutto bene in Ducati?

Lo ha detto Campinotti durante l’intervista a Sky, Marc Marquez come Ronaldo per la Juventus, si è guardato più alla grande stella, all’uomo solo che fa risultato per tutti, che alla squadra che ha portato fin qui grandi risultati. E’ il pensiero espresso dal patron del team Pramac all’indomani dell’annuncio del passaggio del suo team a Yamaha con un contratto di cinque anni più un opzione per altri due.

E’ l’effetto domino scatenato dall’acquisizione di Marc Marquez nel team ufficiale Yamaha, con la partenza dai domini di Borgo Panigale prima di una serie di piloti importanti come Jorge Martin, Enea Bastianini e Marco Bezzecchi, fino ad arrivare all’addio del team che aveva a disposizioni le moto ufficiali.

La mossa va inquadrata nell’universo creato da Ducati che ha fortemente contribuito a creare la situazione di dominio attuale, e che altre squadre cercano di replicare, vedi KTM a caccia del terzo team, o che altri hanno capito con parecchio ritardo, vedi Yamaha. La massa di dati da piloti diversi, raccolti dai quattro team a disposizione, ma soprattutto quelli raccolti dal secondo team con le stesse moto a disposizione del team ufficiale, Pramac, hanno consentito uno sviluppo costante, sostanzioso e soprattutto vincente per il team Ducati. Tutto buttato al vento? Cambio di direzione?

Va analizzato anche il punto di vista Ducati, che aveva già annunciato da tempo che quattro team non sarebbero stati supportabili sulla lunga distanza, ovvio che nell’immaginario degli addetti ai lavori l’attenzione era puntata sul team VR46 e sul team Gresini, con il team di Valentino Rossi notoriamente corteggiato da Yamaha. I tentennamenti però del nove volte campione del mondo hanno fatto decidere al marchio giapponese di prendere al volo una grande opportunità: non solo quella di portarsi a casa un team di indubbio livello organizzativo e competititvo, ma di replicare il modello Ducati. Pramac infatti avrà da contratto le moto ufficiali, replicando l’architettura Ducati.

Ducati dovrà decidere chi sarà la nuova costola del team ufficiale, e dovrà reimpostare il lavoro. Dovrà anche trovare il modo di accontentare i suoi partner, che si sono visti dimezzare l’organico dopo la fuga di piloti dai team satellite. Un fattore che potrebbe portare altre tensioni, visto che Ducati ha la necessità di piazzare in un team Aldeguer.

La domanda è lecita: decisione giusta?

 

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