Il braccio di ferro tra il nuovo proprietario della MotoGP e i costruttori, è ancora lontano da trovare soluzione, nel frattempo tutto sembra essersi congelato!
Era un mercato piloti pronto ad esplodere già alla prima gara, quando alcune pedine importanti del mercato e alcune case avevano già preso decisioni importanti per il 2027, anno della nuova era delle MotoGP a 850cc. Ma quello che sembra un semplice accordo tra case costruttrici impegnate nel campionato MotoGP, e il nuovo proprietario Liberty Media, già proprietaria della Formaula1, è diventato un vero e proprio stallo alla messicana.
La situazione si sarebbe dovuta sbloccare durante il week end di Austin, dove Liberty Media aveva organizzato un nuovo incontro con l’MSMA, forte di ospitare in casa propria i rappresentanti delle cinque case iscritte, ma l’operazione non ha sortito gli effetti desiderati. I rappresentanti dell’MSMA non solo non si sono fatti intimorire, ma hanno boicottato anche il follow-up programmato per Jerez, dove a quanto pare solo Honda e Ducati hanno mandato una rappresentanza fattiva. Aprilia, Yamaha e KTM si sono tirate indietro, un messaggio netto alle proposte, e alle pretese, di Liberty Media.
Al centro di tutto, nemmeno a dirlo, ci sono i soldi. Liberty Media tra luci ed ombre, da una parte occasione ghiotta per la MotoGP, visto che sono stati in grado di trasformare la Formula1 in un’eccezionale macchina da soldi, all’altra le scelte tecniche qualche volta rimproverabili, come accaduto quest’anno. Liberty Media vorrebbe un maggior coinvolgimento economico da parte di case costruttrici e team, le case vorrebbero una miglior spartizione degli introiti, oltre a restare come MSMA organismo centrale nelle decisioni tecniche e nell’evoluzione della MotoGP, onde evitare di trovarsi di fronte a cambi troppo onerosi e veloci del regolamento.
Due punti diametralmente opposti, che hanno rinviato nuovamente qualsiasi tipo di accordo, accordo che ad ora pare davvero lontano. Liberty Media alla fine potrebbe imporre le proprie scelte quale proprietario, ma in cambio potrebbe perdere i team e magari trovarsi a fronteggiare un campionato alternativo organizzato dai costruttori più oltranzisti.