Come già successo per la precedente avventura verso Capo Nord in Ciao, Mirco e Alice hanno messo su carta il loro viaggio, un diario di bordo ricco di aneddoti, peripezie, emozioni e piccoli guai che sapranno descrivere mentre la strada verso la spiaggia rosa scorreva sotto le loro piccole e lente ruote.
Un libro PARIS DAKAR IN CIAO che sarà disponibile dal 01 Dicembre e ancora una volta vuole essere solidale con la destinazione del ricavato all’associazione ENERGIA & SORRISI.
Lasciamo alle parole di Mirco una presentazione più approfondita e non vediamo l’ora di immergerci nella lettura.
Il libro racconta, i motivi che ci hanno spinti da un paio di anni a viaggiare in sella ad un CIAO, la preparazione che c’è stata dietro tutto questo e ovviamente il viaggio, con i suoi incontri e i suoi momenti difficili, ma anche con gli immancabili momenti emozionanti e gioiosi, fatti di scoperta e di voglia di vivere. È un libro semplice, come siamo semplici io e Alice, un libro in cui si percepisce il nostro forte legame e la nostra grande passione e positività.
Il protagonista principale di questo viaggio è stato il lento mutare dell’ambiente che ci ha sorpreso per la sua inequivocabile bellezza. Il viaggio ha preso il suo via dall’affollato e colorato centro città di Parigi, proseguendo lungo le grandi distese coltivate del nord della Francia, che, scendendo verso sud, si inoltravano in profonde gole, salendo lentamente su piccole colline di vigneti curati, fino a sfociare nell’ampia e luminosa laguna di Montpellier conquistando il mare, nostro compagno di viaggio che ci ha presi per mano fino alla meta. Giunti in Africa abbiamo solcato l’ormai europeizzato Marocco, una terra fatta di gente accogliente con il forte desiderio di crescere, di costruire, di evolvere. Scendendo verso sud il paesaggio mutava, la flora ingialliva per poi scomparire lasciando spazio a distese sconfinate di sabbia, vento e rocce scolpite dalle condizioni avverse di questi luoghi vivi, ma apparentemente inospitali fino a varcare le porte della Mauritania dove, i militari, con i loro turbanti verdi, ci davano il benvenuto nella loro terra in cui regna incontrastata la sabbia con la sua continua variazione di sfumature che va dal bianco al grigio per, poi, sfociare, dopo il parco d’Arguin, in un ocra intenso. Le distese piatte e infinite di sabbia sembravano accompagnarci in luoghi impervi e sconosciuti, ma in verità ci stavano guidando verso una delle città più caotiche al mondo: Nouakchott. In questa città regna il caos più completo, nel disordinato traffico cittadino che sommato alla sporcizia, alla miseria, e alla cospicua presenza di grandi pozzanghere d’acqua maleodorante ci riporta delusi alla difficile e dura realtà di questi luoghi aprendoci le porte al sud del Paese fino a giungere alle tranquille acque pescose del Senegal, oltre le quali ci attendeva una terra ricca di fauna e flora, vissuta da gente che a prima vista non aveva nulla, ma che in verità riservava una grande ricchezza nascosta dietro quella premurosa e attenta accoglienza allo straniero, accompagnata dall’immancabile felicità che primeggiava dietro ogni grande e candido sorriso.
In molti ci chiedono qual è stato il momento più pericoloso vissuto in questo viaggio e subito il mio pensiero va a quelle prime ore in cui stavamo percorrendo le strade del Senegal con i numerosi bambini lungo la strada che ci salutavano e sorridevano sbracciandosi. Spesso ci siamo fermati a salutarli, venendo avvolti dalla loro irrefrenabile gioia ed esuberanza, finché non ci sorprende un forte temporale che svuota le strade oscurando il Sole quasi come fosse notte e a noi non resta che indossare le tute antipioggia accendendo i fanali.
Sulla strada ci siamo noi e poche rare auto che viaggiano con le 4 frecce accese per rendersi visibili, visto che i fanali non funzionano. Davanti a noi una Renault 14 gialla che sta procedendo alla nostra stessa velocità ad una distanza di circa 100 metri. L’acqua sulla strada si fa sempre più presente, e a tratti supera addirittura i 10 cm, costringendoci a ridurre la velocità fino a procedere a passo d’uomo. L’acqua scola ai lati della strada dove riempie ampi spazi creando dei veri e propri laghi che invadono i piccoli villaggi di baracche. Gli abitanti ci osservano camminando sotto la forte pioggia, incuranti dei pericoli che ci potrebbero essere, e nel frattempo un lampo lungo e potente parte dal cielo sopra di noi raggiungendo terra, illuminando per un istante la strada e tutto ciò che ci è attorno, quando, all’improvviso, succede un evento inaspettato.
Stiamo attraversando un piccolo paese con la strada completamente coperta di vari centimetri di acqua marrone, tanto che sembra di guidare in una grande pozzanghera. Davanti a noi la Renault 14 svolta lentamente a destra, e ora, ci precede un vecchio furgone Mercedes L 406 che trasporta persone. Improvvisamente ci sorpassa ad alta velocità una Dacia bianca che alza tantissima acqua che inevitabilmente ci investe. La Dacia accodata dietro il furgone continua a spostarsi nervosamente sulla careggiata a destra e a sinistra perché non riesce a sorpassare, a causa del continuo sopraggiungere di auto, quando ad un tratto sento un forte tonfo e subito pinzo sui freni del mio CIAO dallo spavento. Intanto davanti a me la Dacia salta scomposta in aria sollevando l’anteriore e scomponendosi, ruotando di quasi 180 gradi. L’auto occupa quasi tutta la careggiata e apparentemente non ha nessun danno, ma nel frattempo noto sulla destra una ruota che rotola allontanandosi fino a sbattere contro la parete di una vicina baracca che fa cadere. La pioggia continua a cadere copiosa e le luci dell’auto, ancora accese e rivolte verso di noi, ci abbagliano. È difficile comprendere cosa sia successo, per questo preferiamo proseguire lungo il tratto di strada sterrata a fianco alla strada asfaltata. Procediamo piano e con molta prudenza, perché la strada sterrata è inzuppata di acqua e questo la rende scivolosa; con i piedi appoggiati a terra cerchiamo di mantenere l’anteriore e il posteriore dei nostri CIAO fermi anche se sguizzano sulla terra perdendo aderenza. Ma quando ci avviciniamo alla Dacia subito rabbrividisco appena comprendo il motivo dell’incidente. A qualche decina di metri dall’auto noto un piccolo vortice sulla strada asfaltata e a lato un coperchio, … NOOO! Ora ho capito! Per drenare l’acqua sulla strada hanno tolto il coperchio di un tombino e l’auto c’è finita dentro. Incredibile, pazzesco! Se fossimo entrati in quel tombino ci saremmo capottati e quindi, per prudenza decidiamo di fermarci al riparo di una piccola capanna, attendendo pazientemente qualche ora finché non smetterà di piovere.
Sicuramente questo è stato un viaggio molto difficile, non solo perché legato al fragile mezzo che abbiamo utilizzato, ma anche per le condizioni climatiche estreme, che abbiamo dovuto affrontare. Ne eravamo consapevoli e per questo ci eravamo preparati. Il caldo, il vento, la sabbia, le forature, sommate alle rotture, le condizioni delle strade e le dogane ci hanno messo a dura prova. Ogni giorno abbiamo visto il sorgere del Sole in sella ai nostri CIAO e, in alcuni casi, abbiamo visto anche il tramonto, ma seppur nelle difficoltà, nella fatica, stanchi, sudati, pieni di sabbia, non abbiamo mai perso il sorriso, perché questa esperienza l’avevamo sognata e pianificata per molto tempo e nulla avrebbe rotto la nostra gioia di intraprendere finalmente un viaggio così unico, sapendo cogliere appieno ogni istante.
Questo viaggio ci ha messi alla prova e abbiamo dovuto spesso “raschiare il barile” delle soluzioni, ma siamo felici perché abbiamo conquistando l’indelebile onore di conservare nei nostri occhi e nelle nostre menti tutte le immagini che racchiudono questi e altri momenti che sommati tra loro hanno dato vita a questo fantastico viaggio.
Il libro riserva una novità: in copertina ci sarà l’immagine di Alice a fianco ai due CIAO. Il motivo della scelta di questa foto, si potrà leggere tra le righe di questo libro, dove emerge la tenacia, la forza e la resistenza fisica, ma soprattutto mentale che ha dovuto esprimere Alice in questo, a tratti, dilaniante viaggio.
Concludo, ricordando che il ricavato del libro sarà devoluto all’associazione ENERGIA & SORRISI un’associazione del territorio molto attiva grazie ai suoi volontari e al trainante Giampietro Dal Ben. L’associazione è molto conosciuta perché opera in modo attivo in Africa, Bosnia ed Ucraina, oltre ad essere molto presente sul territorio con il “banco alimentare” che aiuta famiglie bisognose.
MIRCO TARGON