Potremmo definirli così questi 4 o 5 mesi che sono appena cominciati, un piccolo assaggio forse di come saranno gli anni e le gare di MotoGp senza Valentino.
Immaginiamo un mondo senza Valentino Rossi, soltanto il 9 volte campione del mondo, soltanto l'uomo in grado di prendere una moto da niente e portarla sul podio più alto alla prima gara, soltanto l'uomo osannato, nelle stanze più buie dell'avidità, da tutte le case motociclistiche per aver aumentato esponenzialmente l'interesse, e la moneta, intorno al mondo motociclistico, ecco prendiamolo e facciamo finta che non ci sia mai stato. Cosa sarebbe successo?

Io provo a immaginarlo così: poche moto in giro per le strade domenicali, pochi e puri a salutarmi con la mitica V sulle strade trafficate di quest'Italia, come quelle di un'altro paese, pochi tifosi da curva nei bar alla domenica a godersi una gara, ancora molte ragazze a guardarci mentre passiamo sulle strade come fossimo romantici cavalieri solitari, insomma... un gran bel mondo. Però aspetta aspetta, manca qualcosa. A occhio e croce mancherebbero qualche battaglia memorabile scolpita a fuoco sulle piste del motomondiale, qualche gioiello motociclistico non ancora sfornato perchè i soldi delle case sono un po di meno e... perchè no, anche qualche bella motociclista in meno. Forse vale la pena farci un pensiero.
Facendo quattro chiacchiere con qualche responsabile italiano di un paio di case giapponesi è emerso che nessuno ha dubbio sul fatto che l'immagine di Valentino ha pompato, o dopato, per bene il mondo e l'industria motociclistica. Insomma, un tizio della provincia italiana ha creato posti di lavoro, fatto vendere migliaia e migliaia di moto e ha spinto in avanti la ricerca tecnica. Spaventoso! In effetti un po troppo.
Forse è il caso dire che più che lui, sono state le imprese compiute in pista, quelle permesse dalle vecchie formule della 500 e della MotoGp 1000, come anche la 125 e la 250. Formule morte ormai. Allora forse è il caso di dire che anche l'immagine di Valentino è imbalsamata? Quella finta direi di si. Non quella vera, quella autentica, quella che gli fa combattere sempre fino all'ultimo round o gli fa sfornare ogni anno la miglior moto del lotto, ma quella creata e protetta dal circus a scopi di lucro. Il perchè è semplice, cercare di prolungare l'effetto trainante della voglia contagiosa del re di cavalcare un bolide.
Che tutto questo però sia posticcio ed effimero già lo si può vedere. Da quando le MotoGp 800 e l'elettronica hanno ucciso lo spettacolo, l'interesse per le supersportive è calato. Mentre la SBK accende la passione nei motociclisti veri ed appassionati che la seguono, le vendite delle supersportive calano a vantaggio delle turistiche, quelle bavaresi in special modo, e le case scelgono di rinnovare il parco non più ogni 2 anni, ma ogni 3. Non è poca cosa. Direi che se non ci fosse stato Valentino avremmo in 10 anni 3 supersportive invece di 5. Quindi 2 generazioni di innovazioni in meno. La RSV4, la S1000R, il CBR1000RR con ABS sportivo... non ci sarebbero.
Quindi cosa ci dobbiamo aspettare per domani? Per il dopo Valentino? Noia mortale o un vuoto incolmabile? Gare senza re e senza eroi? Beh sapete che vi dico? Il destino è molto più fantasioso e meno monotono della nostra fantasia.
Intanto auguro a Valentino una pronta e completa guarigione. Quando il regolamento tornerà ad essere per i polsi veri, lo vogliamo ancora li ad emozionarci.
Wolf