Dall’incertezza meteo di Le Mans esce un inaspettato Johan Zarco, la Francia festeggia il suo campione, ma il vincitore del week end della MotoGP è il solito Marc Marquez.
Più che dell’incertezza della condizione meteo bisognerebbe parlare della confusione regolamentare di questa MotoGP, che nella domenica di incertezza meteo, ha reagito con il nuovo regolamento che prevedeva un doppio long lap penalty per i piloti che dallo schieramento decidono il rientro per il cambio moto, un aggiustamento alla confusione avvenuta a Austin, che non sembra aver scoraggiato i piloti ad inseguirsi dentro e fuori dai box all’ultimo minuto.

Ne è uscita una brutta bagarre, piloti con le slick e con le rain insieme sullo schieramento di Le Mans con i piloti con le slick che sapevano di dover gestire il doppio penalty, forse una condizione che ha favorito qualche manovra più spinta. Dal tutto ne è uscita una bagarre durata sei giri, tempo per alcuni di cadere e per qualcuno di cambiare ancora moto. Dal mucchio ne sono usciti sostanzialmente due piloti, Johan Zarco e Marc Marquez, due piloti di lunga esperienza che hanno saputo interpretare ognuno a suo modo le condizioni estremamente incerte, uno giocando la carta meteo fino in fondo senza partecipare al balletto delle gomme, Zarco, e Marquez che ha fatto tutto bene, cambi giusti al momento giusto, gestendo una situazione di punteggio del tutto favorevole.
Pecco eroe mancato, più cupo del cielo di Le Mans, e Gigi lo punzecchia ancora...
Il grande assente è stato Pecco Bagnaia, caduto già nella gara Sprint, atterrato alla seconda curva della gara da Enea Bastianini, pronto per l'azzardo della gomma rain, ma beffato dal destino. Ha scelto di non rientrare ai box e partire con le rain come Zarco, situazione che ha premiato il francese e che poteva portarlo in trionfo sugli scudi, ma risalito in sella dopo essere stato atterrato da Bastianini alla prima curva è iniziato il calvario. Il piano era di fare qualche giro con la slick e poi tornare sulla rain, ma i tempi di latenza nei cambi moto e le condizioni della moto caduta gli hanno comunque impedito di tornare a competere in pista. Buone le intenzioni, la realizzazione... sfortunata. Continua la diatriba con Ducati, la moto non gli piace e i rapporti sembrano sempre più difficili. Tuonano come una campana stonata le parole di Gigi Dall’Igna nel dopo gara francese, che commentando la vittoria di Zarco sentenzia che solo chi non si gioca il campionato può tentare un tale azzardo affidandosi a previsioni meteo che non valgono niente. Frecciatina indirizzata a Zarco o… a Pecco?

Di sicuro Pecco, che fin qui aveva mantenuto il contatto con la testa del campionato MotoGP, riparte da Le Mans con più lavoro da fare, la forbice si è allargata, Marc ha staccato anche il fratello caduto nella gara della domenica, e il campionato prende una forma diversa, pericolosa. Almeno per Pecco, per Alex forse non è l’anno giusto, seppur veloce e pronto a prendere il posto di Marc quando il pregiato fratellone inciampa, ma restio a sopravanzarlo fino a traguardo quando è in pista. Strano e opportuno il lungo di Alex oggi dietro a Marc impegnato nel long lap penalty.
Gare che praticamente già raccontate, la Sprint è partita con l’eroe di casa Fabio Quartararo, capace di arginare i fratelli Marquez fino a metà gara, per poi aprire i cancelli e scendere anche dal podio, mentre Pecco cadeva nel secondo giro. Nella gara bagnata della domenica di Le Mans invece è andata in scena il dentro e fuori dal box per il cambio moto, lo schieramento ricomposto parte ancora con Quartararo, ma presto inizia la confusione perché i piloti decidono di nuovo per il cambio moto, si inseriscono i long lap penalty con tanti avvicendamenti, il tutto si definisce al settimo giro quando Zarco si trova in testa e Marc si mette saldamente secondo a lunga distanza. Poi è solo umida suspense fino al traguardo.

Johan Zarco, l'incompiuto con tanto carattere
Johan Zarco si dimostra ancora una volta di essere quel grande campione che avrebbe meritato altre attenzioni da parte delle case della MotoGP, ma che non ha mai trovato la via per concretizzare le sue qualità, sarà ricordato forse più per essere il pilota che le sportellate da un giovane e intemperante Marc Marquez non le prendeva solamente.