Pecco Bagnaia
Categoria: Sport

Sta per iniziare il week end di Phillip Island, quello di Mandalika ha segnato un nuovo livello di nervosismo all’interno della cerchia Ducati. Pecco alle stelle o Pecco alle stalle in Australia?

Per stare dentro alla testa di Pecco dovremmo pagare un gran bel bigliettone, capire cosa succede a un campione del mondo quando tutto va storto e il mondo intorno ti sussurra messaggi contraddittori, dalle dichiarazioni di fedeltà del box Ducati alle teorie cospirazioniste, deve essere uno spettacolo da prima fila mentre il suo cervello e il suo animo, cercano di mettere d’accordo decine di eventi, dati, sensazioni e… incazzature. Perché al di là del sorriso da placido piemontese, al buon Pecco, qualche imprecazione, in privato, deve essere sfuggita.

Ci sono dati oggettivi, e non, da mettere insieme. Con tutti questi riflettori sparati sulle cattive prestazioni della Ducati numero 63, si direbbe che Bagnaia sia il ducatista più lento in pista, tutti vanno bene con la GP25 o 24, tranne lui. Ma non è così. Bagnaia resta per ora terzo nel mondiale piloti, dopo i fratelli Marquez, dietro di lui altre tre Ducati. Ma quindi perché tanto clamore? Perché tanto scompiglio? Perché c'è campione del mondo che improvvisamente non vince più, che arranca, che litiga con la moto come fosse la prima volta che ci sale, che non riesce più a esprimere il suo massimo e non riesce a tenere il passo per lottare per il mondiale. 

Rimettiamo insieme i pezzi: i fatti non combaciano, via al complotto!

Colpa della moto o del pilota? Sul web si sono scatenati sostenitori di Bagnaia e sostenitori della casa di Borgo Panigale, qualche volta anche con modalità… da pessimo bar del cicchetto. Il dato certo è che su questa GP25 Pecco gira con tempi più lenti di quello dello scorso anno, un indicatore preciso che ha contahiato anche molti suoi colleghi. La teoria dell’ingombro psicologico di Marquez nel box sembra svanita in Giappone, come ribadito dallo stesso Bagnaia durante l’intervista del dopo gara con un sorriso che suonava come una rivincita. Tutto è sembrato accomodarsi, anche se la rinascita di Pecco proprio nel GP dove la questione titolo mondiale si chiudeva ha fatto moltiplicare le teorie cospirazioniste. Poi però arriva Mandalika.


 
Mandalika è risultato il punto più basso della stagione MotoGP per Ducati, dove se l’attenzione del pubblico, italiano in special modo, era più sul caso Bagnaia che sul nono titolo di Marquez, sono scoppiate le bolle del bon ton. Bagnaia che non si presenta alla conferenza stampa dopo la gara MotoGP, Bagnaia che dopo la Sprint ai microfoni dichiara che la moto è “teoricamente” quella del Giappone, Davide Tardozzi che per la prima volta esprime tutto il suo nervosismo per l’insistenza giornalistica sul “caso” Bagnaia, sempre se non fossero già chiare le espressioni di Gigi Dall’Igna nelle interviste delle gare precedenti, e poi… e poi Fermin Aldeguer dà i primi segnali importanti di quello che potrebbe essere in sella a una Ducati.
 
Cose apparentemente slegate, ma mentre in tanti si chiedono come mai alla prestazione maiuscola di Motegi possa seguire quella prostrante di Mandalika. Ripartono le cospirazioni, in Giappone Pecco guidava una GP24, oppure la super vittoria di Motegi ha dato ragione a Pecco e Ducati non se lo poteva permettere, fino a Pecco che si butta dalla moto nella gara della Domenica per non portare a termine una gara difficile. E’ un complotto! E forse anche la terra è piatta.

Ducati e quella vena di nervosismo sottotraccia che viene allo scoperto

Infatti ci si inizia a chiedere dove sia il punto di rottura, non di Pecco, ma di Ducati a livello di immagine. La concomitanza di alcuni eventi, come la ritrovata vittoria in Giappone e il fine corsa di Marquez, la conseguente debacle di Mandalika, che in tanti commenti è stata vista con sospetto per una rinascita troppo improvvisa e controproducente di Pecco, i tempi di gara di Bagnaia inferiori per tutta la stagione a quelli dello scorso anno, le interviste sempre più piccate di Pecco, mentre nel box Gresini due puledri di razza scalpitano, possono far nascere il dubbio ai piani alti di Borgo Panigale, che la relazione con il due volte campione del mondo MotoGP, sia diventata tossica.


 
Le colpe a questo punto sono difficili da riconoscere, ognuna delle due parti dichiara di avercela messa tutta, nessuno potrà mai dire con certezza quanto Pecco abbia dei limiti nell’adattarsi a questa GP25 che non riesce a superare, né quanto Ducati abbia cercato una soluzione deviando dalla direzione di sviluppo di una GP25 che sembra sempre più a misura di Marquez. La fuga di Marquez ha sicuramente giocato un ruolo effettivo per lo sviluppo, nelle scorse stagioni Ducati avrebbe stravolto la moto per adattarla alla sua prima guida, ma già dopo poche gare era chiaro che la prima guida non era più Pecco. Forse la differenza di ingaggio, ea per questo già un segnale molto forte.


 
Resta il sapore amaro di un matrimonio sportivo, che ha regalato all’Italia emozioni forti e due titoli mondiali, prossima al divorzio, con Ducati che ha tante opzioni per il futuro, e un Pecco che si dovrà reinventare dando prova di quelle qualità che in questa stagione non si sono viste. Mancano quattro gare, forse stiamo ancora parlando di una storia già finita. Ducati saprà andare avanti come sempre ma… la sua immagine sarà ancora così forte?

 

 

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