La gara MotoGP del Portogallo ci ha regalato un altro avanzamento di Marco Bezzecchi, ma l’assenza di Marc Marquez fa pretendere ormai solo il meglio dal pilota Aprilia.
Bello da vedere in pista, per il suo modo di domare una RS-GP ancora nervosa, per il suo sguardo concentrato oltre quell’immagine scapigliata e scanzonata delle sue prime apparizioni, per quella voglia di migliorarsi sempre di più portandosi in spalla un’intera azienda, che aveva inizialmente puntato su un altro fantino. Così accade che il week end che fissa la terza posizione di Marco Bezzecchi in campionato, sembra quasi essere insufficiente. Quella faticosa rincorsa della Sprint Race, occupando SOLO il terzo gradino del podio, appare troppo poco per un Bezzecchi così in palla, capace di demolire il cronometro per più di metà gara, sfiancando Alex Marquez, Pedro Acosta e la Ducati migliore di sempre.

Il vuoto lasciato dall’assenza di Marc Marquez ha liberato le energie trattenute di alcuni piloti, e ha messo in evidenza ancora una volta chi sono i piloti e le moto in grado di competere per un titolo MotoGP. Fuori dalla mischia Pecco Bagnaia, sono Bezzecchi, Alex Marquez e Pedro Acosta a giocarsi i tre gradini del podio. L’unico a non vincere resta però il pilota che sembra avere quel quid in più, quel colpo di reni che fa impazzire le folle quando, attardato sul pilota che lo precede, riesce a morsicare curva dopo curva il divario, prendendo il tempo da chissà quale dimensione. Una dote di pochi piloti, una dote che con la moto giusta potrebbe mettere il giovane Acosta in lizza per un titolo.
Facciamo i conti in casa Ducati, Bagnaia in castigo, Bulega apprendista felice
Pecco, Pecco delle mie brame sulle montagne russe, ancora una volta non nella sua forma migliore, ma nemmeno sprofondato negli abissi delle difficoltà. La Sprint Race del Portogallo iniziata bene, terminata arrancando con qualche difficoltà sulla gomma posteriore. La gara della domenica invece terminata sull’asfalto, ma un errore non è il manifesto di una catena di problemi che si trascinano da tante gare, e forse non è nemmeno necessario accostare sempre il momento sfortunato al caso MotoGP dell’anno. Chissà se queste dichiarazioni di incrollabile fedeltà tra Ducati e lo stesso Pecco Bagnaia in ottica 2026, con tante case che vorrebbero Pecco nella loro squadra e la lunga scelta di piloti a disposizione di Borgo Panigale, hanno davvero senso.

Intanto ci siamo goduti la prima uscita di Nicolò Bulega su una MotoGP, che al di là dei risultati, una sesta fila in qualifica, una caduta in Sprint Race e un quindicesimo posto in gara, ci è piaciuto per l’approccio professionale, ma senza peso, dando sempre l’impressione sempre del praticante impegnato in uno stage senza grosse pressioni. Era in Portogallo per assaggiare il frutto proibito e per imparare. E se nella Sprint Race si è lasciato prendere un po’ la mano, dopo aver distrutto una moto, ha pensato bene la domenica di mettersi in modalità apprendimento, in vista forse della gara conclusiva di Barcellona, dove lo rivedremo. Bravo Nicolò, non ha sfigurato.
Due gare per tre piloti, e gli gli altri? Arrancano!
Gare che hanno recitato quasi lo stesso copione, con Marquez, Acosta e Bezzecchi che si sono giocati i primi tre gradini del podio. In entrambe le gare è sempre Marco Bezzecchi a girare davanti alla prima curva, ma nella Sprint Race non è riuscito a creare lo stacco necessario per intimidire i suoi inseguitori. Nella Sprint è stato prima Acosta e poi già al quarto giro Marquez a sopravanzare il pilota Aprilia. Il duello finale è arrivato all’ottavo giro, con Marquez che ha regolato anche Acosta. Nella gara invece questo attacco non c’è stato, troppo consistente, troppo crudele con il cronometro il Bez per dare l’opportunità ad Alex Marquez anche solo di pensare di poter pretendere il primo gradino del podio. Giochi chiusi già alla prima curva.

Dietro di loro poche cose da dire, non concretizza ancora Quartararo dopo un’altra buona qualifica, buoni piazzamenti, ma poca continuità. Così come in generale gli altri piloti, che salgono e scendono in classifica senza soluzione di continuità. Colpisce sicuramente Yamaha, che a parte Quartararo per ora non ha un altro pilota che piazzi bene un’altra M1.
Si chiude settimana prossima a Valencia, e poi… e poi sarà già 2026 con i primi test e con il debutto di Toprak Ragzatlioglu.