Non ci sono conferme in questa MotoGP, lo squadrone Aprilia che doveva dare un altro strappo alla compagine Ducati, è stata azzerata dall’irruenza del suo stesso pilota: mamma che carambola!
Un aiuto il Marc Marquez ungherese davvero non lo aveva bisogno, seppur dato sofferente nel fisico, il tracciato di Balaton Park è sembrato metterlo in stato di grazia fin dalle prime fasi. Un week end partito con ottime sensazioni, culminato con una qualifica che ha travolto tutta la concorrenza, e ha messo a nudo qualche incrinatura nella messa a punto delle moto di Noale, la prima delle quali è riuscita ad agganciare per il rotto della cuffia la seconda fila.

Un quesito importante quello del ritorno di Marc Marquez, lo avevamo già segnalato come punto di svolta del campionato, con una Ducati che inizia a trovare le soluzioni per chiudere il gap da Aprilia, un pilota in grado di coprire qualche magagna e correre sopra i problemi, il lavoro che da sempre porta avanti Marc Maruqez, potrebbe rimettere il campionato in equilibrio.
Martin il focoso, fa paura anche ad Aprilia
A Noale già non erano felici di rivedere Marc aggiararsi tra i box con le sue solite pessime intenzioni, ma lo zero che ha regalato oggi Jorge Martin a tutta la compagine, è una battuta d’arresto che a fine campionato potrebbe pesare davvero molto. Massimo Rivola ai microfoni di Sky si è scusato con i piloti delle case avversarie, soprattutto con un Di Giannantonio che pur cercando di non urtare la sensibilità di nessuno, non ha fatto mistero di giudicare il comportamento di Jorge al di là dei limiti di buon senso. Rivola però è sembrato prudente nell’affrontare Martin, parlando di pilota ancora “caldo”, lo stesso pilota che dopo la caduta di Barcellona era entrato nei box spintonando il proprio staff in evidente stato di alterazione.

Monta nuovamente la polemica per l’arrivo in volata alla prima curva, con gli abbassatori attivati, e le MotoGP trasformate in una qualche specie di dragster per una gara sul quarto di miglio, peccato che nel caso delle gare MotoGP in fondo al quarto c’è sempre una curva, dove il traffico a quel punto diventa più bestiale di quello di Bombei nell’ora di punta. Polemiche però sterili, inutili, a pochi mesi dall’epurazione di tanti dispositivi dalle MotoGP. Ma che sia tutto finito è difficile crederlo, le moto anche libere da queste diavolerie, messo e non concesso che qualcuno se ne inventi altre, arriveranno sempre a quella prima curva con il coltello tra i denti, polemica sterile e inutile perché non è la prima volta che la prima curva è teatro di qualche parapiglia. E’ mai cambiato qualcosa? Ci sono soluzioni? Mettiamo targa e photored alla prima curva per chi non rispetta la precedenza? Paiono solo discorsi da bar per spendere un po’ di tempo a fare gossip, no?
Gare poco spettacolari, si torna al 2025
Un gran premio quello ungherese, che non ha mostrato una MotoGP brillante. Se non fosse per la piccola scaramuccia messa in scena da Pedro Acosta nella gara della domenica, le gare sono state sostanzialmente a senso unico, un po’ come quelle del 2025, un Marc Marquez in fuga, e dietro un paio di piloti in posizione stabile, nessun sorpasso, nessuna rincorsa, solo lo scorrere dei giri. Nella gara della domenica Marc è sembrato più in difficoltà. A differenza della Sprint, dove Acosta aveva potuto guardare solo da lontano la Ducati numero 93, nella gara della domenica Pedro ha fatto valere le sue doti da staccatore, colmando per qualche giro la differenza tra le due moto.

Bravo comunque Acosta, l’alfiere KTM ha portato a termine due ottime gare, mettendo alle spalle tante moto più quotate, dando un assaggio ancora del suo talento. Aspettando una Ducati…
Prossimo appuntamento è con la Superbike il prossimo week end a Misano!