Diventa facile parafrasare la famosa frase del treno di Artemio, ma del resto ci sono situazioni, cose e/o realtà, che restano loro stesse.
Magari si modificano, si evolvono e magari, perché no, si involvono, ma restano alla base quello che sono. EICMA non è immune da questo; è una esposizione mondiale dedicata alle moto, o meglio al mondo moto.
Lo è da ottantatré edizioni e volenti o nolenti è da sempre una vetrina, un luogo dove mettere in mostra prodotti e dove ammirare prodotti. Un punto di incontro tra operatori u un’occasione per gli utenti di “toccare” con mano le proposte mondiali.
Lo era anche solo quando si chiamava fiera campionaria del ciclo e motociclo, dove le due ruote a motore e a pedali dividevano i padiglioni delle vecchia Fiera di Milano. Si è inevitabilmente evoluta, ingrandita nel nuovo “paese” del centro Rho fiera, ma è rimasta fedele alla sua essenza di vetrina mondiale.
Il pubblico spettatore di questo luccicare di novità potendo interagire sfruttando l’occasione di sedersi magari sulla moto dei sogni o scattando una foto, oggi selfie, con uno dei tanti Campioni presenti; assistere agli spettacoli nei piazzali, anche questi presenti anche prima del trasferimento. Certo spazi più grandi hanno permesso più possibilità di “live”, di creare spazi di test ride, di aumentare le presenze accogliendo anche l’invasione dell’est ma se si analizza la sostanza la base é quella da cui è nata.
Sono aumentati i visitatori, sono aumentate le code, sono sempre problematici i parcheggi, il costo è elevato, ci sono tanti “cinesi” (non me ne vogliano e non é una colpa), ci sono tante donne sulle moto e molti di più MDF che vanno solo per vederle, nelle giornate dedicate agli operatori ci sono tanti imbucati, non si può vendere e comprare… certo ma alla fine è così fin da quarantacinque anni fa, la mia memoria arriva solo fino a lì, forse è aumentata solo la presenza di occhi a mandorla, inutile negarlo.
Sono cambiati i tempi, la società e il valore delle fiere in termini di novità, di sorpresa ed informazione che l’avvento del web ha vanificato.
Si può fare meglio, di più? Forse sì, ma di anno in anno qualcosa si cerca di fare, ma nel bene e nel male EICMA è sempre EICMA.
Il paragone con altre fiere ed esposizioni nazionali e mondiali diventa difficile, sono realtà diverse, nate in modo diverso, magari simile ma con sfumature diverse, più a misura di motociclista probabilmente, con situazioni migliori, altre magari più critiche ma con molti problemi simili, costi ad esempio, ma comunque diverse e anch’esse uniche.
Migliori o peggiori sono un giudizio soggettivo, dipende dalle aspettative, dalle esigenze personali, dal personale modo e pensiero di vivere la moto e il suo mondo, fare confronti in questo caso morta a discussioni sterili e superficiali.
EICMA è così, adesso è questa, più o meno come allora, se non piace non è necessario andarci!![]()