Tourist Trophy
Categoria: trafiletti

Manca poco più di un mese alla partenza del Tourist Trophy 2017, la gara più delirante tra quelle dedicate alle supersportive stradali. Partono a raffica i soliti interrogativi, il primo dei tanti potrebe essere: ma io ci correrei? Beh si, ben pagato potrei anche farmelo un giro, c'è una bella vista sul mare da là sopra, tanta bella gente che ti guarda passare, poi mi fermerei a metà per un cappuccino e brioches, tanto ci sarà ben un bel bar in cima al "Passo del TouristTrophy" no? Tourist io sono tourist! Non ho capito perchè vanno tutti così di fretta, ma ognuno terrà ben il suo ritmo!

Inutile per tanti far finta di essere puristi, viaggiamo in bilico su questa decisione come di solito viaggiamo in bilico su due ruote, sempre precari, sempre sul filo. Al sentire di un'altra vita persa la mente va alla famiglia, a una vita mancata, a un futuro che non ci sarà più. E qualcuno si domanda: per cosa?

Ma quelle immagini ci restano impresse, ci caricano, come un'iniezione di adrenalina piantata dritta nel cuore!

Il Tourist Trophy rimane unica e incredibile tra tutti gli eventi unici e incredibili. Un'isola intera che vive e ruota attorno ad una gara motociclistica. Un'economia e uno stile di vita fondato sulla pazzia. Un'isola intera trasformata in un tracciato motociclistico, come se la natura avesse preparato il terreno all'uomo per creare la pista perfetta, il Snaefell Mountain Course, per gli amici solo il Mountain. Sessanta chilometri, 37 miglia da correre in apnea, sempre in bilico tra la vita e la morte, solo per mettersi alla prova, solo per vedere se sull'orlo del precipizio sai correre più veloce di tutti gli altri. Come tutte le imprese al limite anche questa gode di un fascino sinistro e irresistibile per molti, per tantissimi, che la guardano e per quei pochi pazzi eroi che l'affrontano. Eroi forse è troppo, magari solo pazzi.

Quanto resiste questa insana passione? Quanto è radicata? Ne sa qualcosa il nostro Giacomo Agostini, vincitore di ben 10 edizioni, forse poco amato da quelle parti perchè fu promotore dell'esclusione della corsa dal mondiale, troppo pericolosa, troppo alto il tributo. Nonostante tutto, dopo il declino e l'oblio è pian piano tornata alla ribalta, e oggi è uno spettacolo da soldi famoso in tutto il mondo, meta esotica, foto di un'epoca e di un modo di essere.

Qualcuno si chiederà perchè. La risposta può essere solo una dottissima citazione che spinge l'uomo a tante altre pazze imprese: "solo per spingersi là dove nessun altro uomo è mai giunto prima".

Quando termineranno queste domande? Nell'attimo di quel gesto magico, quando la mano si appoggia sulla visiera per abbassarla.

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Wolf

 

 

 

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