Tutta colpa dello Scooter
Categoria: trafiletti

Dai così è facile, come sparare sulla Croce rossa, basta mettere la parola scooter e il popolo dei motociclisti si solleva.


Manco che questa tipologia di due ruote non facesse parte della stessa allargata famiglia, poi diciamolo nessuno spara sulle Lambretta e le Vespa storiche come se la lamiera rendesse immuni da critiche quelle che sono state le progenitrici di questa bistrattata categoria.
Non sto parlando ovviamente di simpatici sfotto che sempre fanno sorridere al pari delle “Ducati che perdono i pezzi” dei “GSissti che non salutano” e di una infinità di altri di cui il web è pieno.

Eppure la categoria dei “Plasticoni”, delle “Vasche da bagno” rappresenta una ampia fetta di mercato e la loro presenza sulle strade, soprattutto cittadine, testimonia che alla fine a qualcosa serviranno bene.
Dai più economici ai più prestazionali e inevitabilmente costosi, dai più classici ai più fantasiosi, a due tempi, quattro tempi e recentemente anche elettrici è inevitabile incontrane sulle nostre strade.

Io per primo amante delle “Moto Vere”, ecco che già mi sto schierando, non rinnego che lo scooter possa essere una alternativa per chi non se la sente di guidare una moto, ma non vuole rinunciare alla praticità nel traffico delle due ruote, magari da automobilista pentito.
Per primo ritengo sicuramente pratico nell’uso cittadino e nel commuter lo scooter, forse della sua protezione, pulizia, abitabilità e praticità che già la mancanza di frizione e cambio rendono a lui favorevole.
Un’opinione coltivata nell’uso durante i test visto che i miei due “fetenti soci” di aMotoMio (uno per razzismo nei confronti dello scooter, l’altro per divieto coniugale dopo una clavicola rotta a bordo di un mezzo di questa tipologia) rifilano a me tutte le prove in questa direzione.

Io di fatto non sono così “Talebano”, e soprattutto sono curioso e così in questi 13 anni di Magazine mi son trovato alla guida di molti Scooter, dalla mia Vespa Primavera 125 del 1977  lungo una lunga lista di veicoli di varie cilindrate, prestazioni e propulsioni fino a dover persino ammettere la validità, dopo un long test, delle qualità risparmiose della mobilità elettrica urbana.

Già, però osservo il comportamento degli scooteristi e li vedo sfilare, zigzagare, sfrecciare lungo le strade apparentemente come se non ci fosse un domani con una disinvoltura disarmante.
Poi mi guardo alla guida di uno scooter e mi rendo conto di guidare in maniera molto diversa rispetto alla moto, più disinvolto, più libero, più arrogante…
La facilità della mancanza delle marce, in fondo basta accelerare e frenare, rende tutto più semplice, l’erogazione pronta, soprattutto dei modelli con motore elettrico, rende veramente micidiale l’uso di questi mezzi che ci fanno sentire padroni di ogni anfratto che il traffico concede.

Mi son reso conto, purtroppo, ad accorgermi di esagerare, non come velocità, ma come irruenza, come rischio se vogliamo in manovre che in moto mai mi sarei sognato di fare o perlomeno ci avrei pensato un attimo.
Ecco che la praticità dello Scooter diventa una colpa, l’imprudenza a cui ci può spingere diventa un rischio e di fatto ci fa odiare dagli altri utenti della strada.

Già tutta colpa dello Scooter…potrebbe essere la scusa, ma alla fine alla guida ci siamo sempre noi, quindi magari pensiamoci un attimo perché ricordiamoci che gli scooter, come le moto, hanno solo due ruote…che non stanno in piedi da sole.

Ph. Carlo Flaminio

Flap Firma

Back To Top