Harley-Davidson Livewire
Categoria: trafiletti

In realtà non è vero che l'elettrico non funziona, anzi, funziona bene, ma ha, soprattutto nelle due ruote, dei grossi limiti.


Vero che c’è gente che ci ha viaggiato, ci è andata persino a Capo Nord, ma diciamolo la moto elettrica non funziona.

Non nel senso talebano del non fa rumore, non ha le marce, non puzza di benzina, il limite è esclusivamente di autonomia e rifornimento.
Non venite a dirmi che la moto elettrica è triste, non è divertente, chi le ha provate può testimoniare il contrario, peccato che dopo poco più di un centinaio di chilometri siamo alla ricerca di una possibile spina dove poter ricaricare le batterie dove dobbiamo attendere, sempre che siano libere e funzionanti, qualche decina di minuti per poter avere una carica non completa per circa altrettanti chilometri, insomma un’agonia che prevede una pianificazione degli itinerari e una buona dose di pazienza.

Questo è davvero il grosso limite della moto elettrica che sommato ai prezzi di acquisto non concorre al suo sviluppo, anzi in qualche caso porta alla rinuncia persino dalle stesse case, vedi ad esempio l’abbandono del progetto Livewire di Harley-Davidson o il fallimento di Energica.  

In realtà è poi vero che invece nell’utilizzo urbano la mobilità elettrica si prende la rivincita, nessun blocco antiinquinamento, una percorrenza giornaliera che difficilmente raggiunge l’autonomia delle batterie degli attuali scooter sul mercato e la possibilità di caricarle senza problemi con una presa Schuko o asportando addirittura il pacco batterie e portale in casa è un indubbio vantaggio…stesso dicasi per i bassi costi di ricarica e di manutenzione, in pratica solo freni e pneumatici, che vanno a compensare quel delta di prezzo superiore agli scooter a motore endotermico.

Sulle quattro ruote la realtà è diversa con autonomie che, salvo professionisti che percorrono parecchi chilometri al giorno, bastano e avanzano nell’uso normale, ma qui ci si scontra con i problemi di ricarica che spesso obbligano ad un cambio di contatore, sempre che si abbia il box, o l’uso delle poco economiche colonnine.
Senza contare che i modelli con motore elettrico hanno costi molto superiori agli analoghi modelli a benzina rendendo assolutamente antieconomica la scelta.

Tralascio volontariamente l’aspetto inquinamento che ci porterebbe ad aprire più capitoli legati alla produzione delle batterie, al loro smaltimento, e al vero impatto di risparmio di emissioni in un mondo, se guardiamo fuori dall’Europa, forse nemmeno, dove tuttora e credo per molti decenni ancora i combustibili la faranno da padrone.

Insomma di strada da fare, metaforicamente, molta da fare e non siamo ancora pronti per questa grande trasformazione e le due ruote sono sicuramente quelle che meno di altre ne hanno bisogno e che sicuramente non contribuiscono a cambiare il mondo.

Flap Firma

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