Si chiamano social e la funzione dovrebbe essere quella della comunicazione sociale, una sorta di surrogato del muretto con gli amici o del tavolino del bar.
Un luogo, virtuale, dove raccontare, discutere, proporre, ora si dice “postare” i proprio pensieri e idee arricchiti, una volta invece si lavorava di fantasia e di immagini descritte, da foto e filmati che sono diventata l’essenza fino a far diventare le parole di importanza secondaria se non addirittura inutili.
Un posto dove ritrovarsi, di incontrare persone perse nel tempo o lontane geograficamente, insomma una buona idea tutto sommato, peccato che l’evoluzione come spesso accade non sempre migliora l’idea originale, qualche volta la trasforma, quasi sempre ne cambia i connotati.
I social son diventati a tutti gli effetti una vetrina, e come in ogni negozio che si rispetti ecco che il commercio diventa necessario, la valuta in vigore sono i Like, le visualizzazioni il numero dei commenti che per alcuni si trasformano in modo per campare, mentre per gli altri l’illusione di poterlo fare.
Una rincorsa alla notorietà che inevitabilmente coinvolge tutti, dal/la giovane rampante in cerca di sbocchi non si sa in quale direzione, al pensionato che vuole sentirsi ancora vivo, a chi cerca l’anima gemelle o spesso molte contemporaneamente, a chi semplicemente vuol nutrire il proprio ego di questa effimera forma di essere “Famoso”.
Sono nate di conseguenza nuove professioni oltre a quella, se così si può chiamare, degli Influencer: Digital Creators, Social Media Manager, Community Manager, il Content Creator, il Digital Marketing Specialist, ecc Una lista in continua espansione dove ognuno si inventa un modo per sfruttare le potenzialità economiche dei social.
Ecco che non basta più postare, bisogna cercare di seguire la logica degli algoritmi e seguirne le continue evoluzioni, bisogna postare ad un certo orario, ne troppo ne poco, nella forma giusta e stando al passo con la continua trasformazione delle piattaforme.
La logica che non esiste o meglio ognuno ha la sua ci sono consigli degli esperti da seguire che spesso si contraddicono tra loro, e se i risultati sperati non arrivano sicuramente la colpa del fatidico algoritmo.
Insomma un mondo dove si va a tentoni e tentativi dove quando si imbrocca la via giusta, il volano che parte, tutto sembra facile e non è più questione di qualità, né di quantità, secondo me solo di cul…rtuna
Ora gli esperti mi diranno che non capisco le logiche dei social, che la mia visione è troppo vecchia, che non comprendo le nuove dinamiche.
Tutto vero ma alla fine a cosa servono davvero i social alla gente “Normale”, quella che non sempre ha il contenuto giusto al momento giusto, magari ha una storia da raccontare, ma poi passa una settimana in silenzio, si ritrova con una raffica di foto che vuole mostrare e le butta su per il semplice piacere di condividerle con gli amici.
Alla fine se non è un lavoro perché sbattersi come se lo fosse, i social sono un ottimo strumento di comunicazione ma impariamo a non prenderli troppo sul serio e magari ogni tanto facciamoci una birra al Bar, magari senza il selfie celebrativo, alla faccia della illogica logica dei social.![]()