Sempre in giro in moto, in sella a due ruote qualche volta da sogno, in posti splendidi lunga la nostra bella Italia e molte volte in ottima compagnia.
Già questa è quello che traspare dai social, quello che si vede, o quello che si vuol far vedere, quello che gli occhi poco attenti giudicano senza riuscire a scindere le apparenze dalla realtà.
I profili di ognuno di noi sono zeppi di foto, video e situazioni che rappresentano momenti felici, magari unici, che nella nostra vita ci accadono ma fanno parte di un mondo sommerso, invisibile agli occhi, che è poi il nostro quotidiano.
Ad essere sincero non mi posso lamentare, mi ritengo fortunato, ho la buona sorte che mi ha donato Donne pazienti (moglie e figlia), colleghi e superiori comprensivi, ma in uno scatto si ferma quell’attimo perfetto di una situazione, quello che sommato a tanti attimi che riempiono la bacheca del profilo social fanno esclamare la fatidica frase: Bella vita che fai.
Non importa se a quegli attimi ci sei arrivato dopo anni di dedizione verso un’idea, poco conta se quei momenti sono incastrati in un articolato puzzle fatto di lavoro vero, famiglia e impegni, insignificante la fatica e il tempo perso per poter realizzare quel piccolo sogno.
Però guarda che bella moto stai guidando, una che magari mai avresti potuto permetterti, e guarda come ti diverti…pazienza se per averla in uso ci hai magari messo mesi di mail e richieste e progetti.
Poi la devi andare a prendere, mezza giornata, devi organizzarti con il fotografo facendo allineare i pianeti di entrambi, sperare nel meteo, devi poi riportarla, altra mezza giornata, e infine scrivere il testo, impaginarlo, inserire le foto e pubblicarlo in una logica scaletta editoriale.
Già, bella vita che fai, tutto per una prova moto, ma vale per qualunque situazione che sta dietro a una foto, un viaggio, un’esperienza insomma non è tutto facile e veloce come sembra.
Eppure se metto sul piatto della bilancia le soddisfazioni e la fortuna di poter vivere la moto così intensamente e in modo tanto vario mi rendo conto che le fatiche vengono ampiamente compensate, alla fine nonostante tutto è davvero una bella vita che faccio, probabilmente perché mi piace.
Ph. Cristina Pertile
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