Siamo viaggiatori, attraversiamo il tempo e lo spazio in un viaggio, che se pur banale, è quello che ci riempie il cuore. La strada è la nostra musa, onesta e trasparente, come poche persone sanno essere.
Sarà che il Natale si avvicina e dovremmo essere tutti più positivi e pieni di speranza, ma a me risuona in mente lo slogan di quello sketch comico di una vecchia trasmissione di Canale5, che tra uno spot di Selen per il Meneghetti e una giovane ma già sui generis Antonella Elia, ci ripeteva “pessimismo e fastidio”, che a mio avviso andrebbe ribattezzato “pessimismo E’ fastidio”. Già perché tra aspettarsi il peggio e godersi buoni momenti, fino alla prossima bega, dovremmo tutti goderci il possibile, prima che la strada finisca, tanto per rimanere sul tema “pessimismo e fastidio”. Il tutto per dirvi che non so voi, ma è proprio in questo periodo che le persone mi stanno più sugli zebedei, Non tutte eh? Quelle brutte, quelle disoneste dentro, quelle alle quali dovete sorridere per circostanza nelle vostre lunghe giornate.
Sarà per questo che quel triangolo tra noi, la moto e la strada ci piace tanto. La strada, questo però è l’argomento, la riflessione, che molte volte nei nostri viaggi, tra una buca e un dissesto, tra una chiazza e una sdrucciolata, chiamiamo “traditrice”, ma che in realtà non lo è mai. Lei è il nostro corridoio, il nostro tunnel spazio tempo per quel mondo fantastico dove tutto è veloce, dinamico, fatto di leggerezza come il cuore che vola di passione, e proprio per questo la strada pretende attenzione. Lei è trasparente, non è disonesta, è quella che è lì davanti alle tue ruote, non si nasconde, non è avvezza a sotterfugi, è solo la base su cui appoggia il tuo prossimo viaggio.
Verrebbe da pensare quello che tante persone non sono, quello che tante persone non sanno essere o non vogliono essere, soprattutto in questo tempo di piccole star dei social. Tempo ossessionato anche dalle norme antinquinamento, e se le moto sono già arrivate ad un bel Euro 5+, possiamo dire che le persone talvolta sono inquinanti come un Euro 0 meno meno meno? E non parlo dei gas di scarico. E' per questo che il motociclismo è una questione soprattutto privata, nato per essere soli in questa passione, o al massimo in due, nata per disintossicarsi da ogni rumore che disturba l’anima, democratizzata come surrogato con l’avvento delle tecnologie di interfono, che non riescono però a pareggiare quella dimensione intima dove tu, la moto e la strada, siete un mondo in cui quel rumore è senza voce.