Il caldo estivo è una certezza, e negli ultimi anni l'asticella si è alzata parecchio. Inutile negarlo: da giugno a settembre, muoversi su due ruote in città può diventare un piccolo inferno.
Al sole battente si aggiunge l'effetto "forno ventilato" dei motori moderni (Euro 5+ e successivi) con le loro marmitte catalitiche incandescenti.
La tentazione del motociclista è immediata: spogliarsi. Ed ecco che le strade si popolano di bermuda, infradito, magliette svolazzanti, mani nude e l'immancabile casco jet.
Se questa "armatura leggera" dà un brivido di freschezza finché si è in movimento, si rivela un'illusione non appena si fa i conti con la realtà della strada.
Non serve pensare per forza a un incidente grave: anche a basse velocità, l'asfalto nasconde insidie banali ma dolorose.
Un sassolino o una vespa presi in velocità sul viso, su mani o piedi nudi lasciano il segno.
I piedi ci sostengono e una presa salda e stabile è sicurezza; le mani sono la prima cosa che istintivamente mettiamo avanti per proteggerci in caso di scivolata. Lasciarle scoperte è un rischio enorme.
Non vogliamo fare gli integralisti. Sappiamo che il casco integrale è il massimo della sicurezza, ma non criminalizziamo chi sceglie un jet, a patto che si proteggano gli occhi con una visiera o almeno con degli occhiali adeguati.
Ci sono però elementi su cui, per esperienza, non si dovrebbe mai trattare.
Le calzature, meglio se protettive, devono essere, chiuse, stabili e tenere il piede saldo. Niente ciabatte o infradito.
I guanti estivi, magari leggeri e traforati, salvano le palme delle mani senza far sudare.
Con il calore che sale dallo scarico e dal motore, viaggiare a gambe nude è un supplizio. Un paio di pantaloni lunghi (meglio se jeans tecnici leggeri) protegge dal calore e dalle malaugurate abrasioni.
Sulla maglietta leggera in autostrada che si solleva con il vento abbiamo quasi perso le speranze, passi per i piccoli spostamenti urbani dove una giacca protettiva potrebbe essere un supplizio, però un paraschiena può fare la differenza per la nostra incolumità.
Nessuno di noi è un santo e la tentazione di viaggiare leggeri è forte. Tuttavia, il mercato oggi offre un’infinità di capi d’abbigliamento tecnico estivo, traforato e accessibile a tutte le tasche.
Non vale davvero la pena rischiare. In fin dei conti, è sempre meglio sopportare un po' di caldo in sella che un sacco di bende al pronto soccorso.
![]()