C'è una specie che non sbaglia mai. Non cade, non frena lungo, non prende una traiettoria imperfetta e, soprattutto, non ha mai comprato una moto sbagliata. Vive sui social.
Lo riconosci subito. Se uno piega, piega troppo. Se piega poco, "ha paura". Se guida allegro è un incosciente, se va piano "allora tanto vale prendere lo scooter". La moto? Sempre quella sbagliata. Troppo pesante, troppo leggera, troppo elettronica, troppo vecchia, troppo cinese, troppo italiana, troppo... qualunque cosa.
Poi c'è il capitolo abbigliamento. Indossi il completo racing per andare al bar? Esagerato. Vai con jeans tecnici e giacca corta? Incosciente. Usi l'airbag? Marketing. Non lo usi? Irresponsabile.
E guai a pubblicare un video. Se la telecamera è sul casco vibra troppo. Sul cupolino inquadra male. Sul petto è troppo bassa. E poi cos’è quell’asta per la 360? Terribile. Drone? Inutile. Action cam? Qualità scarsa. Se invece il video è perfetto, allora "era tutto preparato".
Il bello è che, mentre tu eri lì a prendere acqua, caldo, freddo, moscerini e chilometri, loro erano impegnati nella loro vera impresa motociclistica: trovare il difetto e criticare sempre e comunque.
Per fortuna la strada continua a fregarsene dei commenti. Le curve non leggono Facebook, i passi di montagna non guardano Instagram e la felicità di una giornata in moto non si misura in like.
Quindi un consiglio, rigorosamente non richiesto: meno professori da tastiera e più benzina nel serbatoio. Perché l'unica opinione che conta davvero è quella che ti accompagna quando, tolto il casco, ti scappa un sorriso.
Buona strada!![]()