Vercos
Categoria: Turismo

Come si traduce “paradiso per i motociclisti” in francese? La risposta potrebbe essere <On dit Vercos>.

Che poi da amante della Francia in generale, ma nello specifico soprattutto per le sue strade da moto, possiamo trovarne tanti di paradisi in territorio d’oltralpe, ma credo che la regione del Vercos contenga il più alto concentrato di curve e paesaggi spettacolari per ogni km quadrato.



La beffa però sta nel fatto che nonostante abbia girato la Francia in lungo e in largo, mi mancasse un piccolo punto, una strada di pochi km, ma spettacolare nel suo essere cosi corta e speciale. E credo di poter parlare a nome di tanti moto-turisti quando parlo di “chiodo fisso” che ti si pianta li nella parte più irrazionale della mente. Così a forza di vedere foto di “altri” ad un certo punto la necessita di raggiungere quel luogo diventa di fondamentale importanza; viaggio da attuarsi con urgenza del tipo “improrogabile”.  Dai conosci la sensazione no? Inizi a fare i conti di quanta strada devi percorrere, del tempo che hai a disposizione e confezioni una roba che per farla come quelli normali dovresti pianificare tre giorni ma tu ne hai due scarsi.

Nemmeno ti poni il problema, cerchi di ridurre al minimo (quanto necessario) il tratto autostradale e con una “vecchia” cartina Michelin e il navigatore (In questo caso Garmin Zumo XT2 Link Prova) a fianco cerchi di raccordare quanti più passi possibili prima del tuo obbiettivo finale.  In quella “zona li” quella che cinge la “Route des grands alpes” non è così difficile fare questo lavoro di pianificazione, senza però dimenticare una buona dose di improvvisazione.

Si parte così manco a dirlo prima dell’alba per raggiungere velocemente Morgeux e attaccare subito il colle del Piccolo San Bernardo, che senza discussioni da solo meriterebbe di farlo avanti ed indietro due o tre volte. Svalicato in Francia, la scelta cade sul Col de la Madeleine seguito in rapida successione dal Croix de fer. Anche questi passi sono notevoli, ma forse partire da Milano o più in generale dal Nord Italia solo per loro due diventa eccessivo meglio inserirli in un giro più ampio come abbiamo fatto noi nel viaggio che vi sto raccontando. La nota di colore sta nella creperie, apparentemente anonima, ma davvero consigliata che si trova scendendo dalla Croix de Fer, occhio che è facile saltarla ma si chiama “Les Favets”.



Il viaggio prende ulteriore gusto addentrandosi nel parco naturale regionale del Vercos, dove oltre alle curve gli scenari che la natura offre diventano via via sempre più coinvolgenti. Si avvicina la “golden Hour” quando finalmente raggiungiamo la meta, ovvero la “Route de Combe Laval” …4 fottuti, spettacolari, incredibili km di strada strappata letteralmente alla roccia, realizzata nel alle fine del 1800 ed inaugurata nel 1898. Gallerie scolpite (credo letteralmente) nella roccia, un piccolo parapetto che si affaccia su strapiombi mozzafiato che nemmeno le foto da Drone rendono giustizia, posto che ad un certo punto si è alzato un vento che rendeva impossibile qualsiasi ripresa aerea.

Il buon Flap, sempre fido scudiero in queste pazze idee sulle prime era scettico, percorsi i 4 km della strada si è di colpo ridestato, riempiendo di foto le schede di memoria.

Quindi...davvero uno si spara quasi 500 km in giornata per raggiungere una strada così breve? Beh i malati di km, di paesaggi e di turismo su due ruote sanno che non solo è possibile…ma anzi è doveroso.

Ma se pensate che il primo giorno di viaggio sia finito proprio sulle falesie di Combe Laval vi sbagliate di grosso, poiché è bastato cercare al volo un Albergo a Die per creare l’occasione di percorrere quasi al tramonto un’infinità di curve che ad un certo punto ti proiettano in un fondo valle che dal basso e con le ombre della sera fa apparire le pareti di roccia quasi minacciose, se la ratio non ti dicesse che sei in un posto fantastico.

Cena meritevole di nota (vedi sotto) e a nanna, la sveglia sarà come al solito è all’alba. Flap spegne il suo boxer ma accende il “Landini” che ha nel naso per rallegrare il silenzio notturno della ridente cittadina. Ma questa è storia già nota.

Ci aspetta il viaggio di rientro, di cui sotto vi metterò il GPX, perché anche in questo caso nel primo tratto di montagna compaiono sorprese una dietro l’altra, con pareti di roccia quasi verticali, gole strette che ti incantano e di invitano (pericolosamente) a tenere il naso all’insù.
La voglia di colazione è grande, e se in Francia non mi fermo a scassarmi di prelibatezze in una Boulangerie non posso ritenermi soddisfatto. Il destino mi assiste e troviamo il posto dove riempirci di zuccheri e grassi saturi, che se non fanno bene al fisico sicuramente sono una coccola per la mente.

Ripreso il cammino non possiamo davvero non guidare fino alla sommità del Col du Galibier, abbastanza vicino al confine per essere apprezzato da molti di noi, così come il successivo col du Telegraphe. Il confine si avvicina sulla strada del Moncenisio, che dobbiamo percorrere con passo spedito visto che siamo inseguiti da nuvoloni tanto neri da sembrare quasi finti, quasi dipinti; al grido di “non avrete mai le nostre tute antipioggia” arriviamo nell’afosa pianura che prima ci attacca con un caldo opprimente e poi ci sfianca del tutto con la noia che poche cose possono indurre. Una di queste è l’autostrada.

Game Over, credito finito, il chiodo è tolto e la soddisfazione…soddisfatta. Che posti, che curve, che giornate di grande moto-turismo. Vive la France.

LE MOTO DEL VIAGGIO

5 cilindri in tutto, il boxer della BMW R1200GS Rally (click qui) di Flap e il “Tre” della Triumph Tiger 1200 GT pro (Link Prova) che gli amici di Triumph Italia ci hanno concesso per un long test estivo. Se la GS è una certezza indiscutibile, la Tiger mi ha stupito per comodità, agilità e doti di grande viaggiatrice, ma di questo vi parliamo nel test dedicato (link)

ABBIGLIAMENTO
Fagna: Casco Caberg LEVO X - Giacca Clover Outland -2 WP- Pantaloni Clover Light-3 WP - Guanti Clover Predator - Stivali TCX - Intimo SIXS

Flap: Casco Caberg Horus X  – Giacca Clover Crossover-4 WP Airbag – Jeans Clover SYS Light – Guanti Clover Predator - Stivali Forma Air3 HDry - Intimo SIX – Occhiali Emblema 

ABBIAMO USATO: Garmin Zumo XT2Interfono SENA C10 Evo 

DORMIRE E MANGIARE

Mangiare: Creperie LES FAVETTES - 80 R.te des Cols 80, Allemont - +33 4 76 79 64 88

Meyro's Pub - 26 Rue des jardins, Die  - +33475221726 - Carino e d'atmosfera il giardino estivo dove si cena in atom osfera tipicamente francese

Dormire: Hotel Des Alpes - 87 Rue Camille Buffardel - Die - +33475221583. Prezzo onesto, gentilezza e disponibilità possono rendere questo hotel un ottima tappa per i viaggiatori. Il garage privato chiuso da solo merita una menzione speciale.

GALLERY

 

 

 

 

 

 

 



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