Se proprio vogliamo essere precisi, geometricamente parlando, sarebbe più logico parlare di triangolo.
Infatti l’Umbria Gran Tour – Way Point Trophy è il terzo evento che completa il trittico dei Gran Tour 2024 di Adventure Riding.
Dopo la Sardegna con i suoi profumi e colori è stata la volta della Toscana nella Maremma più genuina e ora eccoci trasportati in un attimo nelle splendide terre Umbre con i borghi medioevali, gli ulivi e i vigneti che si alternano sulle bellissime colline.
La zona è quel fazzoletto di terra che rimane compreso a Nord da Foligno e a sud da Spoleto, zona di olive, di olio e di quel rosso Montefalco che abbiamo ben apprezzato una volta scesi di sella.
Per il centro nevralgico dell’evento Adventure Riding ha calato l’asso posizionando punto di partenza e arrivo, ma anche di accoglienza, presso il bellissimo Relais Borgo Campello, sito nel Borgo di Campello Alto, costituito dal Castello di Campello Alto e dal Convento sottostante, le cui costruzioni risalgono agli anni tra il Mille e il XV secolo che dalla collina sovrasta il paese di Campello sul Cliturno.
Vista mozzafiato sulla vallata che si apre con Trevi a fare da contraltare sulla collina vicina.
I panorami saranno la forza di questa Gran Tour dove il percorso ci ha permesso davvero di immergersi totalmente nella natura con una varietà di scorgi e di terreni davvero impressionante.
Non solo panorami, ma anche gusto da soddisfare a tavola con le specialità umbre a cui difficilmente si può resistere.
Insomma un evento che chiude questa terna di eventi, diversi ma tutti da godere fino in fondo e ricordare.
L’EVENTO
L’Umbria Gran Tour segue lo schema dei precedenti, quindi un evento adventouring dove chi vuole può scegliere di cimentarsi nel Way Point Trophy, formula competitiva che Adventure Riding ha inserito quest’anno nei suoi eventi turistici.
Competizione, ma non agonismo estremo o pericoloso, infatti la classifica non si basa sul tempo di percorrenza, bensì sulla precisione. Il Way Point Trophy infatti premia le capacità di orientamento e navigazione dei piloti.
Il percorso di base è simile a quello della categoria turistica “Adventouring”, ma in alcuni punti si differenzia: la traccia GPX finisce e a quel punto bisogna individuare il percorso, raggiungendo nell’ordine indicato dei Way Point, ricevuti unitamente alla traccia, dopo l’ultimo Way Point la traccia riprende fino al seguente tratto di prova di orientamento e così fino a fine tappa.
Un Tracker, di cui vengono dotati tutti i partecipanti, oltre alla funzione essenziale di sicurezza, permette a un apposito sistema di registrare esattamente il percorso. Il salto di WP comporta penalità, così come una percorrenza superiore o minore da quello prefissato dall’organizzazione; vince quindi chi raggiunge nell’ordine prefissato tutti i way Point e fa il chilometraggio più vicino a quello stabilito.
Un gran bel gioco, davvero divertente che permette di mettersi un po’ alla prova, in totale sicurezza, e migliorare le proprie capacità di orientamento e di interpretazione delle mappe. 
La sera precedente l’obbligatorio briefing tenuto da Renato Zocchi e dai soci del Moto Club Campello, nella prestigiosa sala del Convento che precede la gustosa cena presso il ristorante sottostante, che nelle stagioni più calde si allarga su uno splendido terrazzo che si apre sulla valle.
Il via viene dato a distanza di 1 minuto, in ordine di numero di iscrizione con primi i partecipanti al Way Point Trophy e a seguire quelli impegnati nell’Adventouring, con la prima tappa di circa 170 km dove la percentuale di asfalto è stata decisamente ridotta.
Una traccia con una varietà di terreno davvero notevole con continui saliscendi sulle colline e tratti sottobosco davvero coinvolgenti.
Partenza in ordine di classifica della prima tappa per la seconda tappa, un po’ più corta, circa 150 km, che accomuna alla prima anche la caratteristica di attraversare i piccoli borghi medioevali ricchi di storia e boschi di ulivi e vigneti.
Renato Zocchi nel preparare il percorso, aiutato dal Moto Club Campello, è riuscito a confezionare un percorso tendenzialmente facile, ma con tratti capaci di impegnare un po’ di più senza mai diventare impossibile nemmeno ai bicilindrici.
Come tradizione nell’ottima organizzazione Adventure Riding massima attenzione alla sicurezza, con apripista, “Scopa”, e diversi volontari del Moto Club a segnalare i tratti più impegnativi del percorso, di cui naturalmente son stati chiesti, dove necessari, i regolari permessi di passaggio.
Ambulanza fuoristrada sul percorso e servizio di recupero in caso di guasti a completare un pacchetto completo.
Due giorni da guidare immersi nella natura che si chiudono ogni sera con bei tramonti.
Visto che il Way Point Trophy è una gara ecco che la domenica dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente la classifica è pronta e Renato Zocchi può premiare il podio dell’Umbria Gran Tour che vede vincitore Andrea De Angelis a cui va un orologio Garmin, seguito da Francesco Calise e Christian Ciotti a cui vanno una coppia di gomme Metzeler Karoo4.
Questa in Umbria è anche l’ultima tappa del Trofeo e viene proclamato anche il vincitore assoluto delle tre prove che ha visto dominare Matteo Nobili che vince la partecipazione al Dune Rally Tunisia del prossimo Febbraio, seguito da Jean Francois Dellenbach che vince la partecipazione allo Swank Rally di Sardegna 2025 e da Andrea Sovrano che parteciperà ospite alla prima data 2025 del Way Point Trophy.
Premio al gruppo più numeroso che è andato al Moto Club Locarno, il concorrente che arrivava da più lontano è stato il Monegasco Eric Riem, mentre a Danilo Donati è stato riconosciuto il premio fedeltà per la sua numerosa partecipazione agli eventi Adventure Ridind; per tutti loro premi offerti da Metzeler.
Il bello dei Gran Tour oltre alla “Gara”, oltre al guidare e ai luoghi visitati, sta in quello spirito di gruppo di amicizia, di condivisione che si instaura fin dalle prime ore e porta ad abbracci e appuntamenti al prossimo evento, si perché quando ci si trova bene si torna e sono/siamo in tanti a farlo.
LA PARTECIPAZIONE AMOTOMIO
Ormai siamo fedeli ad Adventure Riding e ai Gran Tour, forse abbiamo saltato il primissimo del 2018, ma poi siamo sempre stati al via.
Non potevamo quindi mancare e, visto che con l’Umbria si chiudeva il cerchio del 2024, siamo usciti dalla nostra Comfort Zone e ci siamo avventurati nella nostra prima esperienza con i Way Point Trophy.
In effetti ci spaventava, ma qualche volta bisogna osare e poi Renato Zocchi ci ha quasi bonariamente costretto, così eccoci pronti con il nostro Garmin 700i a cercare di non perdersi.
La nostra previsione di trovarci nel bosco a parlare con i lupi e raccogliere funghi fortunatamente è stata disattesa e dopo un po’ di smarrimento nel vedere i Way Point nel nulla sulla mappa abbiamo capito la logica ed in effetti, non solo siamo arrivato in fondo ma siamo anche riusciti a portare a casa un onorevole dodicesimo posto che ci posiziona inaspettatamente nella parte alta della classifica.
L’avessimo saputo prima! Già facile dirlo ora, però davvero questa formula è divertente, non sei più lo schiavo della traccia, diventi protagonista del tuo percorso, lo vivi, e ti diverti.
L’alternanza delle prove di orientamento e tratti con traccia rendono variegata e mai noiosa la percorrenza.
Abbiamo apprezzato un percorso dove a tratti veloci e panoramici si alternavano sentieri più impegnativi e guidati, abbiamo sopportato le, da noi tanto odiate, discese che però ci son servite per una maggior consapevolezza così come le mulattiere in salita in compagnia di sassi fissi e smossi che mettono alla prova la gestione della moto e dell’equilibrio.
Equilibrio che abbiamo apprezzato in questo Umbria Gran Tour che davvero ha concluso una splendida stagione con gli eventi Adventure Riding.
ABBIAMO UTILIZZATO
Abbiamo scartato l’ipotesi di fare, tra andata e ritorno, oltre 1000 km di trasferimento con la nostra Honda CRF300L e ci siamo affidati al servizio di noleggio di Riccardi Auto di Magenta che ci ha messo a disposizione un affidabile furgone che si è dimostrato perfetto per il trasporto e la trasferta.
Conoscevamo le doti della moto e le sue qualità, magari poca potenza, ma sempre gestibile e capace di levarci d’impaccio in ogni situazione, soprattutto nei tratti fangosi grazie anche alle ottime Metzeler Sixs Days che ci hanno garantito in tutte le situazioni con un'ottima tenuta e trazione.
Abbiamo confermato il reparto abbigliamento con Clover come giacca, pantaloni, guanti e Alpinestars per gli stivali. SIXS per l'intimo.
Per il casco abbiamo ancora scelto l'X-Force di LS2 Europe, mentre per proteggere gli occhi la sempre apprezzata maschera Ariete 8K sotto cui ci stanno tranquillamente i nostri occhiali da vista/sole Emblema Universal.
Il serbatoio maggiorato Acerbis da 14 litri ci ha evitato soste di rifornimento durante la tappa, e lo scarico GPR GPEVO4 Titanium ci ha accompagnato con il suo suono coinvolgente e mai fastidioso.
Per la minima attrezzatura di bordo e altre piccole cose utili abbiamo usato le ormai fedeli borse Enduristan.
Il già citato GPS Montana 700i come sempre ci ha permesso di seguire la traccia con precisione e non perderci alla ricerca dei Way Point.
GALLERY
