Can-Am Pulse vs Origin
Categoria: Le nostre prove

Can-Am Pulse e Origin, due anime elettriche, stesso marchio, due modi diversi di vivere la moto. 


C'è chi la moto la usa per sgusciare nel traffico, infilarsi nelle vie del centro e arrivare al lavoro senza trasformare ogni spostamento in una piccola odissea. E c'è chi, appena vede una strada che si restringe e l'asfalto che lascia spazio alla terra, comincia a sorridere dentro il casco.

Can Am Pulse e Origin 1

Can-Am sembra aver pensato proprio a queste due categorie di motociclisti quando ha messo in strada Pulse e Origin. Due moto elettriche che condividono buona parte della tecnologia, ma che interpretano il concetto di mobilità su due ruote in maniera decisamente diversa.

Can Am Pulse 7

La Pulse è una naked compatta, moderna e pensata soprattutto per l'ambiente urbano. La Origin, invece, strizza l'occhio al mondo dual sport, con ruote da fuoristrada, sospensioni dalla maggiore escursione e una posizione di guida che invita a lasciare ogni tanto il nastro d'asfalto.
La domanda, naturalmente, è quella che interessa a noi motociclisti: sono soltanto due interpretazioni elettriche della moto oppure riescono davvero a offrire due esperienze di guida differenti? E soprattutto, quanto sono utilizzabili nella vita reale, quando l'entusiasmo per la novità deve fare i conti con autonomia, ricariche e destinazioni da raggiungere?

Can Am Origin 7

Due filosofie, un cuore Rotax
Can-Am Pulse, una naked elettrica, cittadina svelta, compatta e stradale, con ruote da 17 pollici e una ciclistica pensata per l'asfalto.
Can-Am Origin, una dual sport elettrica, avventurosa, con ruota anteriore da 21 pollici, sospensioni a lunga escursione e una maggiore vocazione per gli sterrati.

La base tecnica è comune: entrambe montano il propulsore elettrico Rotax E-Power raffreddato a liquido, con batteria integrata nel telaio e trasmissione diretta senza frizione. Niente cambio da azionare con il piede, niente leva della frizione da modulare e niente marce da cercare quando il semaforo diventa verde.

Can am Pulse e origin motore rotax

La potenza massima dichiarata raggiunge i 35 kW, pari a 47 CV, ma quella continua è di 20 kW, equivalenti a circa 27 CV. La coppia arriva a 72 Nm e viene erogata fin dalle prime aperture dell’acceleratore senza le attese tipiche di un motore termico.
È proprio questa immediatezza uno degli aspetti più interessanti della guida elettrica: basta ruotare l'acceleratore per ottenere una risposta pronta, senza preoccuparsi di essere nella marcia giusta. E in città, dove si riparte continuamente, fa la differenza.

La Pulse dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi, mentre alla Origin servono 4,3 secondi. La velocità massima dichiarata è di 129 km/h per entrambe. Numeri che raccontano bene la diversa impostazione, anche se nella guida quotidiana conteranno soprattutto la risposta dell'acceleratore, il peso e la ciclistica. 

Can Am Origin 6

La tecnica a confronto
Dati tecnici dichiarati dal costruttore per le versioni da 35 kW d il settore prestazioni risulta identico, da 0 a 100 km/h escluso come già detto.
Le differenze sono quindi legate alla ciclistica dove la Pulse ha una coppia di cerchi da 17” contro i 21” – 18” della Origin.
Diversa anche l’escursione delle sospensioni rispettivamente 140 mm e 255 mm a favore della Origin che ha anche la sella più alta (86,5 cm) rispetto alla Pulse che si ferma a 78,5 cm.
Anche il peso vede avvantaggiata la naked con i suoi 177 kg invece dei 187 della dual,
Sorelle quindi, ma oltre al diverso allestimento estetico, le moto sono progettate per affrontare usi e superfici differenti.

Can Am Pulse 1

Can-Am Pulse: la città è il suo terreno di gioco
La Pulse ha le proporzioni di una naked moderna e una posizione di guida che dovrebbe risultare più immediata per chi proviene da una moto stradale. La sella a 78,5 cm, il passo di 1.412 mm e il peso a secco di 177 kg promettono una buona accessibilità, almeno sulla carta.
Nel traffico cittadino può sfruttare la risposta immediata del motore, l'assenza delle cambiate e la possibilità di recuperare energia nelle fasi di decelerazione. Il sistema di rigenerazione attiva e passiva aiuta a sfruttare meglio l'energia disponibile, soprattutto negli itinerari caratterizzati da continue ripartenze.
C'è poi un particolare che apprezzerà chi parcheggia spesso in spazi stretti: la retromarcia. Non farà diventare leggerissima la moto quando occorre spostarla da ferma, ma può risolvere più di una situazione antipatica.

Can Am Pulse 5

La ciclistica impiega una forcella KYB da 41 mm con 140 mm di escursione e sospensioni posteriori SACHS con regolazione del precarico. I cerchi da 17 pollici e i pneumatici Dunlop Sportmax GPR-300 sono coerenti con la sua destinazione stradale. All'anteriore troviamo un disco da 320 mm, al posteriore uno da 240 mm, con ABS e controllo della trazione.
Il touchscreen da 10,25 pollici, compatibile con BRP Connect e Apple CarPlay, porta la connettività nel mondo motociclistico senza costringerci a inventare supporti per lo smartphone o a fissare il telefono con elastici degni di una riparazione d'emergenza.
Insomma, la Pulse sembra avere le carte in regola per gli spostamenti quotidiani, ma anche per una gita fuori porta purché facciamo andare d’accordo la voglia di partire con la distanza che possiamo ragionevolmente programmare.

Can Am origin 1

Can-Am Origin: quando finisce l'asfalto, comincia il bello
Se la Pulse è una cittadina con ambizioni stradali, la Origin è quella che guarda la strada bianca con un certo interesse. E non soltanto perché ha un aspetto più avventuroso.
La ruota anteriore da 21 pollici, quella posteriore da 18 e le sospensioni KYB con 255 mm di escursione anteriore e posteriore la collocano in un territorio completamente diverso. L'altezza da terra dichiarata è di 274 mm, contro i 146 mm della Pulse: una differenza che diventa importante quando l'asfalto lascia spazio a pietre, solchi e avvallamenti.
La forcella anteriore rovesciata da 43 mm e il monoammortizzatore posteriore regolabile in precarico, compressione ed estensione sono elementi pensati per affrontare un utilizzo più vario. Anche la piastra paramotore ha una sua ragione d'essere, perché uno sterrato non è sempre un tappeto di ghiaia perfettamente livellato.

Can Am Origin 2

Con i suoi 187 kg a secco, però, non dobbiamo immaginare una specialistica da enduro tradizionale. La Origin è una dual sport elettrica che può affrontare percorsi non asfaltati, ma il peso resta un fattore da considerare quando il terreno diventa impegnativo e bisogna recuperare la moto dopo una manovra sbagliata.
La sella a 86,5 cm richiede inoltre una certa attenzione a chi non ha gambe particolarmente lunghe. In compenso, la posizione rialzata e le sospensioni generose favoriscono una guida più naturale in piedi sulle pedane, quando il percorso invita a lasciare lavorare la moto sotto di sé.
Un'altra differenza importante riguarda le modalità di guida. Accanto a Normal, Sport, ECO e Rain, la Origin aggiunge Off-Road e Off-Road+, pensate per adattare la risposta del sistema alle superfici non asfaltate.
E qui emerge il suo carattere: non vuole essere soltanto una moto da pendolarismo che ogni tanto imbocca una strada bianca per sbaglio, ma una proposta per chi ama inserire nel proprio itinerario anche qualche tratto di tassello. 

Can Am Origin 7

Il capitolo autonomia: quanto lontano possiamo andare?
È il punto sul quale, da motociclisti abituati a partire senza fare troppi calcoli, dobbiamo fermarci un momento.
La batteria da 8,9 kWh è comune ai due modelli e il sistema di raffreddamento a liquido interessa batteria, motore, inverter e caricabatterie. Una soluzione tecnica importante per gestire le temperature e mantenere più costante il funzionamento del sistema.
I valori di autonomia dichiarati per la generazione 2026 parlano, nel ciclo urbano di 145 km per la Pulse e 160 km per la Origin, percorrenza che riteniamo dopo l’uso molto ottimistica, soprattutto se non si una la modalità di guida ECO
Quelli dichiarati nel ciclo combinato WMTC risultano di circa 115 km per Pulse e 130 km per Origin. A 80 km/h costanti, scendono rispettivamente a 84 e 89 km, valori che sono invece più reali.

Can Am Origin TFT

Vero è che la guida elettrica presuppone una certa presa di coscienza e conoscenza del funzionamento del motore e delle possibilità di recupero dell’energia e la logica della ricarica.
Per l'uso urbano, con tragitti ripetitivi e la possibilità di ricaricare a casa o in garage, l'autonomia può essere sufficiente per molte esigenze quotidiane. La situazione cambia quando programmiamo una giornata tra curve, passi montani e soste improvvisate.
A velocità sostenuta l'autonomia tende a diminuire, mentre la disponibilità delle colonnine e il tempo necessario per raggiungerle entrano inevitabilmente nella pianificazione. E chi sceglie la Origin per andare a esplorare strade secondarie deve ricordare che, lontano dai centri abitati, trovare un punto di ricarica può richiedere più attenzione.

Can Am Pulse TFT

La ricarica dal 20 all'80% richiede circa 50 minuti utilizzando una stazione compatibile Mode 3; il caricabatterie di bordo è da 6,6 kW. Non è un tempo proibitivo se coincide con una pausa pranzo, ma non equivale certo a fare il pieno in pochi minuti e ripartire. 
La domanda da farsi prima dell'acquisto è quindi semplice: quanti chilometri percorro normalmente e dove posso ricaricare? Se la risposta è rassicurante, l'elettrico diventa una possibilità concreta. Se invece il piacere della moto è soprattutto quello di improvvisare lunghe giornate in sella, il discorso cambia. Da non sottovalutare la verifica se il vostro impianto casalingo regge l’assorbimento della ricarica.

Can Am Origin 2

La guida: facile non significa necessariamente noiosa
La trasmissione diretta elimina frizione e cambio, rendendo entrambe le Can-Am accessibili anche a chi non ha grande esperienza motociclistica. L'erogazione lineare e la coppia disponibile fin dai bassi regimi aiutano nelle ripartenze e nei percorsi tortuosi.
Ma le differenze di ciclistica si fanno sentire non appena si abbandona il traffico.

Can am pulse 2

La Pulse, con il suo assetto stradale e le ruote da 17 pollici, è quella che immaginiamo più pronta nei cambi di direzione e più a suo agio nelle curve su asfalto. La Origin, grazie alla ruota anteriore da 21 pollici e alle sospensioni a lunga escursione, è progettata per assorbire meglio le irregolarità e mantenere una maggiore versatilità fuori strada.
In entrambi i casi, la rigenerazione dell'energia contribuisce a rallentare la moto quando si rilascia l'acceleratore. Non sostituisce i freni, naturalmente, e richiede un minimo di familiarizzazione per diventare parte del nostro modo di guidare.

Can Am Pulse 3

C'è poi un elemento che non compare nelle schede tecniche: il silenzio. Niente scarico che borbotta, niente cambio che scandisce le accelerazioni. Per alcuni sarà una liberazione, per altri mancherà una componente importante del rituale motociclistico. Non è una questione sulla quale abbia senso imporre una risposta universale: ognuno ha il proprio modo di vivere la moto.
Un consiglio; visto che non ci sentono un dito vicino a pulsante del clacson meglio tenerlo.

Quale scegliere?

Can Am Pulse 4

Sceglierei la Pulse se…
-    La uso soprattutto per casa-lavoro e spostamenti cittadini.
-    Voglio una moto compatta, con sella più accessibile.
-    Preferisco l'asfalto e una ciclistica stradale.
-    Posso ricaricare regolarmente e conosco le distanze che percorro.

Can Am Origin 4

Sceglierei la Origin se…
-    Alterno asfalto e strade bianche.
-    Cerco sospensioni con maggiore escursione e più luce a terra.
-    Mi piace guidare in piedi sulle pedane e affrontare fondi irregolari.
-    Accetto una sella alta e una maggiore attenzione alla gestione dell'autonomia.

Can am pulse vs origin

Il nostro verdetto
Pulse e Origin dimostrano che una stessa piattaforma elettrica può dare vita a due moto con personalità differenti. La prima punta sulla praticità e sulla rapidità degli spostamenti urbani; la seconda aggiunge una vera vocazione dual sport, con una ciclistica che le consente di guardare anche oltre l'asfalto.
Dal punto di vista tecnico, entrambe offrono soluzioni interessanti: batteria integrata, raffreddamento a liquido, rigenerazione, retromarcia, connettività e ricarica relativamente rapida. La Origin si distingue per le sospensioni e le ruote, mentre la Pulse ha dalla sua dimensioni più contenute e una maggiore accessibilità.

Can Am pulse 8

Resta però il tema dell'autonomia, che non possiamo liquidare con una scrollata di spalle. Per gli spostamenti quotidiani, con una presa a disposizione e distanze ragionevoli, l'elettrico può essere una soluzione convincente ed economic. Per il turismo motociclistico, quello in cui si parte al mattino e si decide strada facendo dove fermarsi, occorre invece valutare bene le proprie abitudini.
La Pulse potrebbe convincere chi cerca una compagna di tutti i giorni; la Origin chi vuole portare la mobilità elettrica anche fuori dall'asfalto. 

Can Am Origin 8

La moto elettrica va quindi scelta non solo per il silenzio, per economia o la sbandierata ecologia, vanno valutati attentamente l’uso, le abitudini e come già detto l’impianto elettrico casalingo. Le Can Am  sono silenziose ed hanno tecnologica piena di buone intenzioni. Alla fine, però, la moto deve portarci dove vogliamo andare. E possibilmente riportarci a casa senza trasformare ogni uscita in una caccia al tesoro con la colonnina come premio finale.

Di entrambi i modelli verrà redatta una prova specifica su aMotoMio,it

Dati tecnici in dettaglio sul sito CAN AM 

Foto di Cristina Pertile

GALLERY

Flavio Flap Carato

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