HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 SPECIAL
Categoria: Le nostre prove

Lo so l’abbiamo già provata, però in sella c’era sì un bravo e capace motociclista, ma non mi fido di un Ducatista incallito.


Poi ero troppo curioso di provare una Maxi- enduro nata da una casa tradizionalmente ben lontana dal mondo adventure.
Se a questo aggiungiamo che dal 1991 guido BMW e le ultime infilate nel box sono state delle GS era inevitabile che ci volessi salire in sella.

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La Pan America 1250, in questa prova nella ricca versione “Special”, va a collocarsi esattamente nel segmento della Bavarese più venduta e si infila nella lotta dove trova anche Ducati Multistrada e Triumph Tiger 1200, tra le più dirette, ma ben altre, magari con un centinaio di cc in meno e/o con ruota dal 21”, sono lì a togliere spazio nella fetta del mercato.

La scelta come sempre viene fatta seguendo la logica del portafogli, qui le contendenti sono abbastanza allineate verso un pubblico alto spendente, dall’utilizzo che se ne vuole fare, anche qui le differenze alla fine hanno la forbice stretta, e lasciandosi inevitabilmente influenzare dal personale gusto estetico.

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Quest’ultimo è indubbiamente l’elemento più controverso dove la bellezza soggettiva diventa davvero fonte di scontro, dove la ricerca della personalità non concede spazio alle vie di mezzo: o piace o non piace.
Di tutt’altro discorso è invece le doti che la moto può esprimere durante la guida e il piacere che da questa può derivare e questo è alla fine il vero motivo per cui ho fortemente voluto questa prova.

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COM’E’ FATTA
Imponente la parte frontale con quel grande faro orizzontale e una semicarena che richiama vagamente quelle delle grosse Touring di Milwaukee, anche la zona anteriore ai lati del serbatoio è importante, mentre verso la sella si snellisce fino alla coda caratterizzata dal telaietto a traliccio e la lunga marmitta.
Al centro il bicilindrico a V da sempre simbolo Harley-Davidson.
Alla faccia della storia minimalista ed essenziale della casa americana, che comunque già sulle Touring era stata superata, qui siamo di fronte ad una moderna moto.

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Il motore è il nuovo Revolution Max 1250 raffreddato a liquido capace di ben 150 cavalli dove l’elettronica la fa ormai da padrone con mappature, cinque modalità pre-programmate (Sport, Road, Rain, Off-Road o Off-Road Plus) a cui si aggiunge una totalmente personalizzabile.
Elettronica anche per la sicurezza con controllo di trazione e ABS di tipo cornering, e altri sistemi che rendono difficile perdere il controllo del mezzo.

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Cambio a sei rapporti elettroassistito up e down decisamente preciso anche se non particolarmente veloce. Questo limita l’uso della frizione, a cavo, che comunque è abbastanza morbida e sempre ben  modulabile. Ruote tipicamente da enduro stradale con l’anteriore da 19” e il posteriore da 17” che possono essere in lega o a raggi come nell’esemplare in prova.
Anche il reparto sospensioni è raffinato con il sistema adattivo che permette di abbassare l’altezza della sella da fermi e mantiene un assetto costante e ottimale delle sospensioni tramite la regolazione continua del precarico.

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Tutte informazioni gestibili, selezionabili tramite i due blocchetti elettrici al manubrio che richiedono un minimo di apprendistato, e visualizzabili sul grande display TFT che permette inoltre anche la completa interfaccia con il nostro smartphone tramite Bluetooth.
La terna di dischi servita da pregiate pinze Brembo è davvero efficace con una notevole modulabilità della frenata con l’ABS che interviene solo se chiamato decisamente in causa.
Completamente a LED l’impianto di illuminazione con la presenza dei fari adattivi capaci di illuminare istantaneamente l’angolo interno alla curva.

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Snelli gli specchietti quadrangolari che sono stabili e con una buona visibilità posteriore, plexiglas regolabile manualmente capace di proteggere adeguatamente il pilota dal vento della corsa e dalle intemperie.

COME VA
Ecco finalmente metto la chiave in tasca e inizio la procedura di accensione con il check della strumentazione, premo il pulsante di avviamento e la moto si avvia con un personale borbottio.
Dentro la prima e subito il bicilindrico spinge dimostrando le ottime doti di coppia di cui è capace.
Le marce entrano precise, anche senza l’uso della frizione grazie al sistema di cambio elettroassistito, e la padronanza del mezzo è immediata fin dai primi metri.

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Rimango positivamente sorpreso, cavoli è un’Harley, eppure dà subito confidenza e gli oltre 250 chili in ordine di marcia non si avvertono.
La guida è davvero tipica delle maxi enduro, GS compreso, e anche il baricentro che mi aspettavo fastidiosamente alto in realtà rimane abbastanza neutro.
Proseguo nella mia via verso casa attraversando la città che mette in risalto anche le doti di maneggevolezza di cui è capace questo bisonte americano.

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Appena la strada si distende verso la periferia l’andatura si fa allegra e si apprezza l’ottima stabilità dove le linee in curva vengono seguite con precisione e la discesa in piega è lineare e prevedibile.
La frenata è pronta e modulabile permettendo spazi di arresto davvero ottimali. I comandi al manubrio, dopo un minimo di apprendistato, diventano intuitivi e tutte le informazioni sul TFT sono chiare e ben visibili con ogni tipo di luce.
Si percepisce la differenza tra le varie mappature, soprattutto inserendo la “Sport” che rende grintosa l’erogazione, anche se alla fine la “Road” è davvero la tuttofare.

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Le sospensioni adattive si comportano in maniera ottimale e l’innalzamento una volta partiti e abbassamento quando ci si ferma non è percepibile se non tramite la spia che lampeggia sul TFT.
Decisamente un valido aiuto soprattutto per i meno alti che inoltre hanno la possibilità di posizionare la sella in posizione bassa.
Io che supero i 180 cm dopo aver provato questa configurazione, sentendomi troppo inserito nella moto, ho preferito portarla in posizione alta dove comunque potevo appoggiare entrambi i piedi con sicurezza.

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La posizione in sella è quella tipica delle Enduro stradali, con schiena dritta, anche se a differenza della concorrenza mi è sembrata un po’ più arretrata e con braccia distese, non scomoda, anzi, semplicemente diversa.
Quando però ci si alza nella guida in piedi ci si trova invece in posizione ottimale per il controllo della moto in off-road; prendete questa affermazione come personale e da non esperto di fuoristrada, ma son sensazioni personali di vita vissuta.

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La trasmissione finale è a catena, del resto il cardano non è nella tradizione Harley-Davidson, e questa aiuta ad ammorbidire l’on-off percepibile soprattutto nelle marce basse.
Il motore spinge in tutte le marce con vigore ed è facile, complice anche l’ottima protezione aerodinamica, trovarsi oltre la velocità codice in un attimo.
Un plauso all’illuminazione di cui è capace questo tanto discusso faro anteriore, luce ampia e bianca che in curva viene aiutata dai fari adattivi, se poi volete esagerare ci sono pure i fari supplementari.

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Spazio in sella abbondante e sella comoda anche per il passeggero che può contare anche su due belle maniglie a cui aggrapparsi.
Aggiungendo borse e bauletto la Pan America 1250 Special è pronta per esplorare il mondo.
Facile da utilizzare il cavalletto centrale, tipicamente Harley quello laterale che continua a non piacermi, ma che di fatto è stabilissimo, un dettaglio antipatico, anche se non inficia la funzionalità è l’impossibilità di chiudere il cavalletto laterale quando la moto è su quello centrale perché lo stesso va ad interferire su quest’ultimo.

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CONCLUSIONE
Da BMWista storico e da GSista convinto non posso che dichiarare che questa Harley-Davidson sia una valida alternativa, fermo restando il gusto personale che esula dal piacere della guida.
Una moto comoda, facile, ben gestibile e completa nella dotazione, capace di divertire il pilota e portarlo lontano senza fatica.
Nella guida in piedi poi fa sognare di esser Joan Pedrero all'Africa Eco Race, si solo sognare però, nonostante il Pilota Spagnolo abbia dimostrato cosa possa fare questa moto anche in configurazione “di serie” in ottime mani.

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Il prezzo di listino dichiarato da Harley-Davidson parte da € 20900,00 ma son destinati inevitabilmente ad aumentare aggiungendo accessori.
Tutte le specifiche tecniche le trovate sul sito Harley-Davidson. 

Foto di Roberto Serati

Abbiamo utilizzato nel test: Casco CGM 363 Shot - Completo Clover Laminator-2 WP - Stivali TCX Clima 2 Surround Gore – Guanti Clover Sierra - Occhiali Emblema Universal  

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