In fondo non siamo nient’altro che Moderni Cavalieri, impavidi e leali a cavalcare non un cavallo in carne e zoccoli, ma un destriero d’acciaio che corre, su due ruote, verso le nostre odierne avventure.
Era il secolo scorso, c’era il Motomondiale con quelle cattivissime 500 due tempi, parlo naturalmente dei tempi che ho fatto a tempo a vivere da spettatore, quindi relativamente recenti, diciamo dagli anni ’80 in poi.
Quante volte avete gridato "C@@@o guidi" dopo l’ennesimo scampato pericolo per colpa della manovra insensata di un altro, incosciente, utente della strada.
L’Adventure è ormai di moda, non è una novità, ma ha iniziato a raccogliere e coinvolgere nella sua pratica un numero sempre crescente di appassionati.
Sbucano in modo improbabile dai cancelli, dai semafori, dalle viuzze, sono quei motociclisti un po’ stropicciati dagli anni e dalla vita, con quella faccia un po’ così… quell’espressione un po’ così… che abbiamo noi bambini motociclisti.
Ho sempre avuto rispetto per i Carabinieri, ne conosco diversi e come molti di noi ne ho avuto a che fare, qualche volta colto sul fatto di qualche marachella alla guida.
Sempre in giro in moto, in sella a due ruote qualche volta da sogno, in posti splendidi lunga la nostra bella Italia e molte volte in ottima compagnia.
Sei lì che guidi tranquillo consapevole dei tuoi limiti ma soddisfatto dei progressi di questi anni che ti hanno portato da zero ad un livello minimo di capacità in fuoristrada.
Il motociclista supera le code, lo sappiamo, è il nostro dna, le superiamo a destra, a sinistra… qualche volta anche al centro, ma non siamo dei furbetti.