- Dettagli
- Scritto da Flap
Si sveglia nel sonno di una calda notte d’estate, di quelle che rendono umide le lenzuola e fanno trascinare il corpo traballante verso il frigorifero.
La matematica non è un’opinione, eppure pare che non sia così.
Le moto, di solito, hanno due ruote e le automobili quattro, eppure sono trattate pariteticamente dal codice della strada e dallo stato, sempre più ottuso e incapace di comprendere il reale potenziale per la mobilità urbana, forse anche economico, del favorire e incoraggiare le due ruote.
E così ridendo e scherzando, facendo quello che più ci piace fare; andare in moto e parlare delle due ruote, siamo arrivati al sesto anno di aMotoMio.
A dire il vero non si siamo nemmeno accorti del tempo che passava, sempre così quando ci si diverte, anche se gli impegni sono aumentati parallelamente alle dimostrazioni di stima da parte delle aziende che hanno avuto la voglia di metterci e mettersi alla prova.
Ormai chiamo così il mio posto di lavoro, una piscina, un contenitore pieno d'acqua dove esseri nuotanti passano del tempo cercando in attività fisica la salute psico fisica.
Chissà perché negli anni 70 i cattivi andavano sempre in moto e sempre in gruppo, anche nei film che "facevano ridere". Nell'epica sfida con i bastoni, nei prati con il sottofondo musicale degli Oliver Onyons, vidi per la prima volta (avevo forse 5 anni) vedevo sfilare e "volare" letteralmente, ducati Scrambler, e le varie enduro jap che fecero poi la storia.
Erano gli anni ’60, precisamente tra il 1962 e il 1970, e quattro ragazzi di Liverpool, con la passione per la musica, hanno creato qualcosa d’immortale, un gruppo che ha fatto e farà la storia della musica.
Un basso, una batteria e due chitarre, nient’altro ma in fondo c’era tutto per un’infinità di canzoni indimenticabili.
Diciamolo la Moto fa bene.
Anche i Motorini, soprattutto se ben stagionati e monomarcia fanno bene, se poi sono assunti indossando un bel paio di baffi, veri o posticci non cambia, gli effetti benefici aumentano in maniera esponenziale alla lunghezza del pelo….no, non quello, quello dei baffi intendo.
Il bello dei social è che ognuno può dire la sua, può condividere, mostrare, comunicare pensieri ed emozioni attraverso frasi, pezzi di canzoni e immagini.
Spesso la bellezza sta nel suono di quelle parole mentre si leggono, nel colore e nelle sensazioni che trasmettono o semplicemente nella dolcezza di uno sguardo.
Un suono metallico scandito da espansioni di moto a due tempi, profumo di olio bruciato e macchie di colore che riempiono la collinetta in un susseguirsi di saliscendi, curve e cunette.
Cavallette impazzite che saltano per poi atterrare poco più avanti e sfuggire con una scarica di cavalli e di terra sparata dai tasselli.
Una volta ho letto su muro di un’officina di un amico un cartello “ C’è un solo modo di fare le cose…quello giusto.” forse ovvio ma non scontato.
Spesso nella mia vita di motociclista che si deve affidare a professionisti per la manutenzione, gomme, meccanica, verniciatura ecc.
Una data qualunque nel futuro prossimo per molti, se 15 anni possono essere considerati "prossimi", ma per me una data significativa.
Stando agli ipotetici calcoli attuali dell'INPS dovrebbe essere il primo giorno da pensionato.
Alla veneranda età di 69 anni e con una teorica cifra attorno ai 950,00 € lordi.