- Dettagli
- Scritto da Flap
Già, la bellezza, opinione personale del bello, soggettiva, a volte illogica, eppure una delle qualità che per prime colpiscono l’occhio e quindi dare un giudizio superficiale di qualcosa o qualcuno.
L’aprile più caldo degli ultimi anni. Ed io che mi aggiro a piedi, con un ringhio nascosto, per le vie della mia città. Il braccio destro vistosamente imbragato in un tutore. I vari conoscenti che incroci, che normalmente manco rallentano e fanno solo ciao con la mano ti si piantano davanti;
Per tutti gli amanti dello sport sulle due ruote è Kentucky Kid, quel pilota americano con il numero 69 sulla carena, il belloccio americano sbarcato nella vecchia Europa qualche anno fa. Campione del mondo MotoGP nel 2006, arriva in Europa con già in tasca due titoli Superbike e Supersport AMA, e una grande passione per il flat-track.
Manca poco più di un mese alla partenza del Tourist Trophy 2017, la gara più delirante tra quelle dedicate alle supersportive stradali. Partono a raffica i soliti interrogativi, il primo dei tanti potrebe essere: ma io ci correrei? Beh si, ben pagato potrei anche farmelo un giro, c'è una bella vista sul mare da là sopra, tanta bella gente che ti guarda passare, poi mi fermerei a metà per un cappuccino e brioches, tanto ci sarà ben un bel bar in cima al "Passo del TouristTrophy" no? Tourist io sono tourist! Non ho capito perchè vanno tutti così di fretta, ma ognuno terrà ben il suo ritmo!
Limpida è limpida ma questa domenica di maggio è proprio freschina. Le montagne si stagliano orgogliose appena fuori dalla finestra del piccolo agriturismo sperduto appena sopra la valle del Taro. Sette appassionati di moto siedono attorno ad un tavolo colmandosi gli occhi e il palato di prelibatezze.
Ho appreso la notizia della morte di Michele Scarponi come una fucilata, un colpo secco che ti fa capire quanto la vita sia appesa a un filo sottile.
Un incidente stradale come troppi, di quelli dal confine effimero tra scamparla e rimanerci, purtroppo per Michele il risultato è stato il peggiore.
Aggeggio infernale che, seppur dal fascino indiscutibile da motociclista “vero”, è da sempre croce di molti scalciatori che rischiando tibia, sudando sette camicie quando la due ruote non vuol partire e, cosa peggiore, regala figure di palta quando questo accade fuori dal bar dell’aperitivo.
Sono abbastanza "vecchio" per ricordare il classico telefono, quello di casa, quello con i fili. E con lui quella pubblicità, a dire il vero a lungo andare irritante, con Massimo Lopez che cercava di salvarsi da un plotone d'esecuzione "aggrappandosi" a una cornetta e allo slogan "una telefonata allunga la vita".
Da sempre insegno ai miei bambini, non intesi come figli, bensì alunni, l'attesa, il rispetto del tempo e quella sana capacità di sapere aspettare. In un'epoca del tutto e subito diventa sempre più difficile e faticoso, eppure non demordo forte delle mie, perdonali convinzioni d’insegnante dell'importanza del saper aspettare: il proprio turno, il momento adatto, la persona giusta, ecc.
Sei lì sdraiato sull’asfalto, ancora incredulo, la moto sopra di te, e non riesci ancora a renderti conto di preciso come sia successo; un attimo.
Un amico che ti aiuta, a sollevare la due ruote che poco prima eri riuscito finalmente ad avviare e con cui avevi già percorso qualche chilometro di prova, giusto quelli per la revisione dopo tanti anni passati ferma in un box.