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- Scritto da Flap
E anche quest’anno arriva la Pasqua, quella del Signore per chi ci crede, la scusa per qualche giorno di vacanza per altri.
L’occasione per un giro in moto, che sia una breve scampagnata o un viaggio di più giorni.
Aggeggio infernale che, seppur dal fascino indiscutibile da motociclista “vero”, è da sempre croce di molti scalciatori che rischiando tibia, sudando sette camicie quando la due ruote non vuol partire e, cosa peggiore, regala figure di palta quando questo accade fuori dal bar dell’aperitivo.
Sono abbastanza "vecchio" per ricordare il classico telefono, quello di casa, quello con i fili. E con lui quella pubblicità, a dire il vero a lungo andare irritante, con Massimo Lopez che cercava di salvarsi da un plotone d'esecuzione "aggrappandosi" a una cornetta e allo slogan "una telefonata allunga la vita".
Da sempre insegno ai miei bambini, non intesi come figli, bensì alunni, l'attesa, il rispetto del tempo e quella sana capacità di sapere aspettare. In un'epoca del tutto e subito diventa sempre più difficile e faticoso, eppure non demordo forte delle mie, perdonali convinzioni d’insegnante dell'importanza del saper aspettare: il proprio turno, il momento adatto, la persona giusta, ecc.
Sei lì sdraiato sull’asfalto, ancora incredulo, la moto sopra di te, e non riesci ancora a renderti conto di preciso come sia successo; un attimo.
Un amico che ti aiuta, a sollevare la due ruote che poco prima eri riuscito finalmente ad avviare e con cui avevi già percorso qualche chilometro di prova, giusto quelli per la revisione dopo tanti anni passati ferma in un box.
Aspettate prima di rotolarvi dalle risate, leggete prima quanto sotto e scoprirete che non sono stato colto da Narcisismo puro, o almeno non così tanto.
La realtà è che all’ultima EICMA sul Magazine Donneinsella mi sono ritrovato tra i canditati al titolo di “più figo del mondo delle moto 2016”.
Si stava meglio quando si stava peggio. E' uno dei vecchi detti dei nostri nonni, anche se il mio parafrasando diceva "ma col ca@@o". Ma il titolo di questo trafiletto, lo vedremo alla fine, potrebbe essere di diverso genere, molto vario, a scelta, insomma fate come vi pare.
La Befana è arrivata, come ogni anno, a portare doni e dolcetti ai bimbi più buoni e carbone, chissà poi perché, dolce ai cattivi.
Incarnata da migliaia di motociclisti, ha scorrazzato sulle vie di molti paesi e città Italiane portando un po’ di bene, generosità e solidarietà; due ruote che ancora una volta fanno bene.